Ferrara mette in mostra la tradizione romantica di Gaetano Previati

Pubblicato il 18 Agosto 2020 in , da redazione grey-panthers
Gaetano Previati

In occasione del centenario della morte, la città natale rende omaggio a Gaetano Previati con una mostra organizzata dal Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte. La rassegna presenta al pubblico un centinaio di opere, accostando olii, pastelli e disegni selezionati dal vasto fondo delle raccolte civiche ferraresi ad un notevole nucleo concesso in prestito da collezioni pubbliche e private, con il corredo di importanti documenti inediti. L’esposizione intende mettere in luce il fondamentale ruolo dell’artista nel rinnovamento dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. Previati è considerato un erede della tradizione romantica, un interprete delle poetiche simboliste e, per la sensibilità visionaria e sperimentale della sua pittura divisionista, un anticipatore delle ricerche d’avanguardia futuriste.

Tratto unificante di una personalità così complessa e affascinante è la tensione verso il superamento dei tradizionali confini della pittura “da cavalletto”. ‘La sua visione tende all’infinito: alle volte persino esorbita dai confini della pittura’, osservavano i contemporanei. Oltre a mostrare una propensione per i grandi formati, Previati si è costantemente impegnato nello studio e nella sperimentazione dei mezzi tecnici, nel rinnovamento dei meccanismi della visione e nella ricerca di strategie di interazione con il pubblico. Grazie al supporto di studi inediti, questa mostra rilegge quindi la parabola di Previati facendo emergere alcuni degli aspetti più innovativi e anticipatori. Ad aprire il percorso espositivo è un bozzetto del visionario dipinto Gli ostaggi di Crema del 1879, che vale a Previati, non ancora trentenne, la prima affermazione pubblica. All’interesse per i temi storici si affianca presto la fascinazione per i soggetti maudit, come testimoniano le Fumatrici di oppio o la Cleopatra.

Gaetano Previati
Gaetano Previati: “L’assunzione”, c. 1903. Ferrara, Museo dell’Ottocento

La svolta fondamentale coincide con l’adesione al divisionismo: a segnare questo passaggio è un’opera emblematica, Nel prato di Palazzo Pitti, il “primo tentativo della tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce”, come afferma lo stesso pittore. La suggestione visiva prodotta dalla radiazione solare è la chiave di opere celebri come Il Re sole o la Danza delle Ore (replicata su un ventaglio). Altro tratto qualificante della ricerca pittorica di Previati è la capacità di suscitare sentimenti astratti come la musica. Nel 1908 realizza per la casa del gallerista Alberto Grubicy i pannelli decorativi per una sala musicale, documentata in mostra da una fotografia. In Castello è proposto l’accostamento di due tele riconoscibili nella foto, il pannello Armonia o Sinfonia, generosamente concesso in prestito dal Vittoriale degli Italiani, e una versione di piccolo formato del Notturno. Grandi disegni, dipinti e materiali inediti documentano anche il progetto di trasferire in pittura le impressioni teatrali, intorno alla vicenda ferrarese di Ugo e Parisina.

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