Torna sul grande schermo “Balla coi lupi”, in una nuova versione in 4K restaurata

Pubblicato il 7 Agosto 2026 in , da Pierfranco Bianchetti
Balla coi lupi

Nel 1990 è Kevin Costner a produrre, dirigere e interpretare “Balla coi lupi”, un film vincitore di sette Premi Oscar che ha contribuito a ridefinire il genere western. In occasione del Festival di Locarno, viene proiettata la una nuova versione in 4K, restaurata dal laboratorio Cinegrell, in collaborazione con il progetto Locarno Heritage

Prima di “Balla coi lupi” (1990), il cinema western ha attraversato una lunga evoluzione, passando dalla rappresentazione del nativo come ‘nemico selvaggio’ a una nazione democratica, civile ed empatica che denunciava apertamente lo sterminio e le colpe dei bianchi. Questa inversione di tendenza è iniziata negli anni ’50 ed è esplosa con il filone del western revisionista (o “pro-indiani”) che comprende film celebri come “L’amante indiana” (1950) di Delmer Daves, considerato il primo western sonoro a mostrare i nativi (gli Apache) con profonda dignità e cultura, promuovendo una convivenza pacifica e civile invece del massacro; “L’ultimo apache” (1954) di Robert Aldrich, interpretato da Burt Lancaster nei panni di un guerriero Massai, che si batte contro il tentativo di cancellare l’identità dei nativi; “Il grande sentiero” (1964) di John Ford, un atto esplicito di scuse verso gli indiani costretti ad abbandonare le proprie terre.

Il 1970 è però l’anno della svolta radicale di Hollywood, che denuncia il massacro dei pellerossa nel mitico “Soldato blu” di Ralph Nelson, uno dei film più crudi e politici del genere, che culmina con la ricostruzione fedele e scioccante del Massacro di Sand Creek, mostrando i soldati statunitensi come spietati carnefici e i nativi come vittime indifese. Nello stesso anno, escono “Un uomo chiamato Cavallo” di Elliot Silverstein, una pellicola girata con un taglio documentaristico accurata e rispettosa della cultura, dei rituali (come la Danza del sole) e della vita quotidiana dei Sioux, e “Piccolo grande uomo2 di Arthur Penn e con Dustin Hoffman, che smantella il mito del generale Custer. Nel 1990 è Kevin Costner a produrre, dirigere e interpretare “Balla coi lupi”, un film vincitore di sette Premi Oscar, tra cui quelli per il Miglior film e la Migliore regia, che ha contribuito a ridefinire il genere western e ha attirato l’attenzione globale sulle difficoltà storiche delle popolazioni indigene d’America.

Balla coi lupi

In occasione del Festival di Locarno, la seconda proiezione della rassegna, in Piazza Grande, èdedicata alla una nuova versione in 4K di “Balla coi lupi”, restaurata dal laboratorio zurighese Cinegrell, in collaborazione con il progetto Locarno Heritage. Viene proiettato nella versione estesa di quasi quattro ore, che include oltre 30 minuti di materiale inedito; il restauro offre al pubblico la possibilità di riscoprire il capolavoro di Costner come fu originariamente concepito dal suo regista: un’opera ambiziosa, con i dialoghi in lingua Lakote sottotitolati. La vicenda del film, ambientato nel 1863, vede protagonista il tenente John Dunbar, un ufficiale dell’esercito Unionista durante la guerra di Secessione, che dopo essere stato gravemente ferito in battaglia, ottiene la possibilità di scegliere la sua nuova destinazione militare.

Dunbar, uomo romantico e idealista, si fa trasferire in un avamposto sperduto in Dakota perchè vuole vedere “la frontiera prima che scompaia”.  Qui diventa amico di una tribù Sioux adottando i costumi del luogo e assistendo con sgomento alla fine della grande cultura degli indiani delle pianure. La pellicola, girata nel panorama mozzafiato del Sud Dakota, contiene anche emozionanti scene di battaglia. L’uscita nelle sale cinematografiche della pellicola, all’epoca, aveva preoccupato molto i produttori e distributori, convinti di andare incontro a un flop clamoroso, mentre invece “Balla coi lupi” ha incassato in tutto il mondo oltre 424 milioni di dollari, a fronte di un budget di 22 milioni aggiudicandosi in Italia come il quarto film di maggior incasso ai botteghini della stagione 1990-1991 con oltre 23 miliardi di lire. Un anno dopo la prima uscita del film, Costner ha presentato un’edizione speciale, più lunga di un’ora, che sviluppa la storia d’amore del protagonista con Alzata con Pugno (Mary McDonnell), una donna adottata dalla tribù Sioux Lakota.

L’opera si chiude in maniera commovente quando l’ufficiale viene salutato da lontano dal guerriero Sioux Vento nei Capelli (interpretato dall’attore Rodney A. Grant) che da una rupe gli urla: “Balla coi lupi! Sono Vento nei Capelli! Non vedi che sono tuo amico? Sarò tuo amico per sempre!” Tratta all’omonimo romanzo di Michael Blake, autore anche della sceneggiatura, la pellicola nel 2007 è stata scelta per essere conservata nel National Film Registry della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserita al 75º posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

 

Balla coi lupi