Una bancarella che vende libri, in giro per i monti della Lunigiana alla fine dell’Ottocento. Una bancarella che ha così tanto successo da diventare una vera libreria, la prima libreria italiana, a Genova. E da quella libreria nasce anche l’idea del premio Bancarella, un premio che va ai librai più che agli autori
Molti certamente conoscono il premio Bancarella, uno dei più noti nel nostro Paese. Ma forse nessuno sa com’è nato. Questo bel romanzo lo racconta, insieme naturalmente a molto altro. Ambientato in Lunigiana tra la fine dell’Ottocento e lungo la prima metà del Novecento, “La luce del primo mattino” è la storia dei venditori ambulanti di libri, che giravano di paese in paese, nelle valli tra la Liguria e la Toscana, e con la loro bancarella offrivano a contadini e montanari, gente che sapeva a malapena leggere e scrivere, il mondo di sogni che la lettura da sempre regala. La protagonista è Andina, una donna che resta vedova in giovane età. Lei e il marito, falegname d’inverno e carbonaio d’estate, andavano nei boschi a fare il carbone, un mestiere duro, ma che Andina faceva volentieri. Morto Oliviero, rimasta sola con il figlio Nando, la donna se la cava grazie all’orto, alle bestie e ai piccoli oggetti che Nando ha imparato a tagliare nel legno. Andina resta colpita e affascinata dai bancarellai di libri che incontra nei mercati, e decide di provarci anche lei, insieme al figlio, che presto rivela un grande talento nel raccontare le storie e invogliare le persone a comprare i libri. Andina non sa leggere, e si rende conto che se quello è il mestiere che vuole fare, deve imparare. E chiede a Nando, che è bravo a scuola, di insegnarle. Imparerà con molta fatica, ma anche con molta passione. Un po’ a tentoni un po’ grazie a felici intuizioni e incontri fortunati, Andina riesce a diventare una brava bancarellaia. Non è facile recuperare i libri, perché non ci sono editori, ma stampatori e forniture incerte, confuse. Non è facile viaggiare per una donna sola, e ci sono mille pericoli, ma Andina riesce a mettersi in società con un’altra vedova, Stella, che ha sei figli e un carro ben attrezzato. La solidarietà fra le due donne si trasforma presto in amicizia e anche in qualcosa di più, una condivisione totale che le arricchisce entrambe e le aiuta a colmare il vuoto lasciato dai mariti.
Stella e Andina sono così brave che i loro affari crescono e si espandono oltre la Lunigiana. Arrivano a Genova, dove, dopo le difficoltà iniziali, la loro bancarella ha così tanto successo che diventa una vera libreria, la prima libreria italiana. E da quella libreria nasce anche l’idea del premio Bancarella, un premio che va ai librai più che agli autori, per sottolineare quanto è importante quel lavoro particolare di suggerire i libri, di far venire voglia di leggere.
Come in tutti i libri di Franco Faggiani, il rapporto tra gli uomini e la natura è centrale e importante. Per Andina e per il figlio Nando, trasferitisi in città per i loro affari, la casa in Lunigiana resta il luogo del riposo e del ritorno alla natura, il luogo di cui sentono la mancanza quando sono lontani, il luogo che possono davvero chiamare casa. E mentre per Andina è un posto dove tornare, periodicamente, per Nando, dopo molte peregrinazioni, diventa il posto dove stabilirsi, dove costruire la sua vita, quella vera. Il rapporto con la terra, con la montagna, è ancora quello tradizionale di scambio e convivenza, ma se ne vedono già le alterazioni, quella cosiddetta evoluzione che porterà alla spopolamento delle campagne e a uno sfruttamento sempre più intensivo delle risorse naturali.
“La luce del primo mattino” resta un libro sull’importanza dei libri, soprattutto per chi con i libri non ha dimestichezza e conduce una vita che è sì a contatto con la natura, ma anche isolata e povera di stimoli. È un libro che evoca il messaggio di don Milani, quando diceva che la cultura deve essere portata a chi ne è più lontano e ne ha più bisogno, e che la scuola deve essere la prima a svolgere questa missione. Certo nel mondo di oggi ci sono molti altri modi di sognare, di viaggiare con la fantasia, di allontanarsi dalla propria vita e immaginarsene un’altra o mille altre. Il libro, però, resta qualcosa di unico e diverso, la sua semplicità e la sua capacità di trasmettere idee, pensieri, possibilità non sono ancora state sostituite. E questo ritratto di un mondo perduto, per niente nostalgico peraltro, ci ricorda la ricchezza che già abbiamo, nelle biblioteche, nelle librerie. La ricchezza della cultura, che deve stare insieme a quella della natura.
“La luce del primo mattino” di Franco Faggiani
“Che te ne farai di tutti quei libri?”, mi aveva chiesto sulla strada del ritorno. “Dopo che li avrai letti tutti”, avevo scherzato, proverò ad andare a venderli nei paesi qui intorno, come facevo da ragazzo. Non sarà per niente facile, visti i tempi che stiamo attraversando. Ma forse è proprio quando ci sono i brutti momenti che la gente apprezza le belle storie”. Oliviero, l’uomo nero. Così lo chiamavano i suoi figli dai nomi strani: Lando, dodici anni, ed Ermelina, che a quattordici era già a servizio in una famiglia in città, lontana dai boschi della Lunigiana. In quella zona appartata dell’Appennino che scivola dolcemente verso il mare, Oliviero faceva due mestieri, il falegname e il carbonaio. Un giorno Oliviero muore, e Andina, sua moglie, si trova improvvisamente a dover far fronte alle necessità. Ha sentito dire che nei borghi vicini ci sono alcuni paesani che per arrotondare le magrissime entrate riempiono le gerle di pietre, adatte ad affilare le falci, e soprattutto di libri usati, che pesano meno e destano più curiosità. Arrivata l’estate, madre e figlio partono per la pianura con il loro carico sulle spalle e provano a vendere quella merce per loro inusuale nelle sagre e nelle fiere agricole. All’inizio Andina è malvista, derisa, osteggiata. Le cose, però, sembrano migliorare dopo l’incontro con Stella, madre di sei figli e anche lei ambulante per necessità. Le due donne formeranno un profondo sodalizio e insieme andranno a Genova, dove, al riparo di un portico affacciato sul molo, e grazie a una bancarella improvvisata, esporranno i loro libri al pubblico, incuriosito da quella novità. In questo modo, avvieranno un’impresa destinata a durare, nonostante le difficoltà di un periodo storico denso di avvenimenti.
“La luce del primo mattino”, Franco Faggiani – pag. 276 – euro 17
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