“Tre donne”, di Dacia Maraini

Pubblicato il 6 novembre 2017 in , da redazione grey-panthers
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“Tre donne”, di Dacia Maraini

Rizzoli editore

Pagine 208, euro 18

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La libertà di amare a ogni età della vita. La racconta Dacia Maraini nel suo ultimo romanzo. E’ una storia con protagoniste tre generazioni di donne: Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa dove è assente da tempo un uomo. La nonna, Gesuina, ha superato i sessant’anni, è aperta e instancabilmente curiosa del mondo e dei giochi dell’amore. Ex attrice riciclatasi in “donna delle punture” a domicilio, dai pensieri audaci e umore quasi sempre allegro. Maria, sua figlia, vorrebbe invece fuggire la realtà, è chiusa fra le sue carte di traduttrice e i suoi sentimenti sono rivolti a un altrove lontano.  E poi c’è Lori, 16 anni, immersa nella confusione dell’adolescenza: egoista, ribelle, non tanto gentile in famiglia ma, anche, sotto la prima scorza dura, infinitamente tenera.

“Tre donne”, di Dacia MarainiHanno poco in comune le tre donne, poco si sopportano vista anche l’esiguità dello spazio in cui si ritrovano a convivere. Poco hanno in comune, tranne il fatto che tutte e tre, ciascuna a modo suo, tengono un diario. La ragazza nel modo più tradizionale, su un quadernino che poi nasconde dentro un buco del muro. La madre scrive lunghe lettere — ostinatamente su carta — al suo amore lontano registrando con puntiglio sentimenti e avvenimenti; e la nonna invece incide il racconto delle sue giornate sul nastro di un piccolo registratore che l’accompagna sempre. Amore è il tema centrale, assoluto dell’intera narrazione: desiderio, bisogno,mancanza o nostalgia d’amore, e ciascuna delle tre donne vi anela con determinazione, scoprendo tuttavia alla fine che lo cercava probabilmente nel luogo sbagliato.

Tutto cambierà quando nelle loro vite irrompe un uomo e trovare un nuovo equilibrio significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. L’autrice ha mano esperta nel dosare gli elementi di una narrazione equilibrata in modo armonioso. Le tre donne, pur così diverse, hanno, lo stesso peso e si prendono lo stesso spazio; si cedono a vicenda la parola, di modo che i loro racconti in prima persona si alternano intrecciandosi in uno solo senza stacchi né fratture.

 

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L’autrice: Dacia Maraini

La scrittrice è conosciuta per le sue opere di prosa ma anche di poesia, saggistica e drammaturgia, nelle quali affronta, in particolare, temi sociali legati all’infanzia e alla vita delle donne. Nata a Fiesole nel 1936, all’età di due anni, insieme ai genitori, lascia l’Italia fascista alla volta del Giappone. L’8 settembre 1943, la famiglia, che si rifiuta di riconoscere la Repubblica di Salò, viene reclusa in un campo di concentramento a Tokyo. Questa dura esperienza segnerà molto la giovanissima Maraini e verrà rievocata, molti anni dopo, in diverse sue poesie.
Al termine della guerra, la Maraini rientra in Italia con i familiari per stabilirsi dapprima a Bagheria, in Sicilia, presso i nonni materni (e proprio i giorni di “Bagheria” saranno ricordati nell’omonimo memoir). Successivamente vive a Roma, dove dall’inizio degli anni Sessanta comincia a dedicarsi alla narrativa e incontra Alberto Moravia, romanziere già affermato che sarà il suo compagno fino al 1983.
Il romanzo d’esordio di Dacia Maraini è “La vacanza”, pubblicato nel 1962. Sempre negli anni Sessanta la Maraini sviluppa un forte interesse anche per la drammaturgia che la porterà nel 1973 a fondare il Teatro della Maddalena, tutto al femminile, e a comporre più di trenta opere teatrali, tra cui una celebre “Maria Stuarda”. La Maraini vince il Premio Campiello nel 1990 con “La lunga vita di Marianna Ucrìa” e il Premio Strega nel ’99 con la raccolta di racconti, “Buio”. Dal 2014 è stata candidata al Nobel per la Letteratura.

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