titolo orig. Hva vil folk si sceneggiatura Iram Haq cast Maria Mozhdah (Nisha) Adil Husain (Mirza) Ekavali Khanna (Najima) Rohit Saraf (Amir) Alì Arfan (Asif) Sheeba Chadda (la zia) Lalit Parimoo (lo zio) Isak Lie Harr (Daniel) Maria Bock (assistente sociale) genere drammatico prod Norvegia, Germania, Svezia 2017 durata 103 min.
Vi ricordate Sana Cheema? Sana era una ragazza bresciana di 25 anni, cittadina italiana di origini pakistane. Sana è stata uccisa da padre, fratello e zio nel paese d’origine dove era stata mandata per sposare un connazionale. Matrimonio combinato dalla famiglia a cui la giovane si opponeva. Nel paese asiatico i parenti di Sana sono stati assolti per insufficienza di prove, ma l’autopsia ha dimostrato che la ragazza è stata strangolata e non deceduta per cause naturali, come sostenuto dai parenti. Caso avvenuto due anni fa, non nel medioevo. Ebbene, il film della regista esordiente Iram Haq, cittadina norvegese di origine pakistana, ripropone a grandi linee una storia simile, sia pur con un finale meno infausto. Il brodo di cultura è quello: usanze ancestrali di paesi lontani pervicacemente riprodotte nei luoghi di immigrazione europei. E a farne le spese sono principalmente i giovani, cresciuti nel contesto sociale di adozione e che mal sopportano (né comprendono) i dettami di una cultura che non appartiene più a loro. Come Sana,
Esegui il login per leggere tutto l'articolo
È necessario accedere per leggere il resto di questo articolo. Effettua il login o registrati come utente.
È facile, veloce e gratuito! Se non sei registrato puoi farlo da qui => Registrati

