Classica quotidiana: Il castello dei destini incrociati, Beethoven e la crisi di mezza età

Pubblicato il 27 Giugno 2026 in , da Alfredo Bruno
Beethoven

Il maestro Alfredo Bruno ci conduce attraverso le sinfonie di Ludwig van Beethoven, pietre miliari della musica classica. Qui si parla de la Pastorale (n. 6), del potente Destino della n. 5 e dell’Allegretto della Settima

Le 9 sinfonie di Ludwig van Beethoven sono state capaci di traghettare la musica dal classicismo al romanticismo. Dall’anno della prima rappresentazione al Theater an der Wien a oggi, la “Quinta sinfonia” di Beethoven si è impressa nell’immaginario collettivo. Non solo grazie alle novità introdotte da Beethoven nella scrittura sinfonica, ma forse e soprattutto grazie alla sua capacità di ricreare un percorso emotivo capace di smuovere l’animo dell’uditore che il 22 dicembre del 1808 si recò al teatro viennese per ascoltare un interminabile concerto (insieme alla Quinta sinfonia furono eseguite la Sinfonia n. 6, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Concerto per pianoforte e orchestra in Sol minore e alcuni brani dalla Messa in Do maggiore op. 86) e capace di parlare al pubblico di oggi.

La Sinfonia n. 6 in fa maggiore Op. 68, detta Pastorale, fu composta da Ludwig van Beethoven tra il 1807 e l’inizio del 1808. Debuttò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, aprendo il medesimo concerto nel quale debuttò, tra l’altro, la Sinfonia n. 5. Beethoven a quell’epoca passava molto tempo in campagna e ne era affascinato. Lo stare a contatto con la natura lo colpiva nell’intimo creandogli quell’immenso piacere e gioia di partecipare in prima persona alla vita campestre, quel cercare in essa il raggiungimento della pace. Beethoven a riguardo della natura diceva: “Chi potrà mai esprimere tutto ciò?”. Dai suoi ricordi nasce la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op.68, composta in contemporanea con la Sinfonia n. 5 in Do minore op.67. Beethoven volle mettere anche un sottotitolo all’opera, che chiamò “Pastorale” e, per evitare dubbi in merito al fatto che i temi della sinfonia non erano per niente descrittivi, volle aggiungere al sottotitolo: “più espressione del sentimento che pittura dei suoni”.

La Settima Sinfonia nasce fra l’autunno 1811 e il giugno 1812, in comunione con l’Ottava e con le musiche di scena per “Le rovine di Atene” e “Re Stefano” di Kotzebue. La prima esecuzione pubblica fu organizzata l’8 dicembre 1813 nella sala dell’università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau dell’ottobre precedente. Già da quella prima esecuzione, il secondo movimento della Settima, il celebre Allegretto, ottenne un successo strepitoso e se ne dovette dare il bis, circostanza che poi si sarebbe ripetuta in tutte le frequenti esecuzioni dell’opera ancora vivo Beethoven. Richard Wagner in “L’opera d’arte dell’avvenire” disse di questa composizione: “La sinfonia è l’apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Melodia e armonia si mescolano nei passi nervosi del ritmo come veri esseri umani […] Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente”.

In apertura: “Fregio di Beethoven”, dipinto di Gustav Klimt nel 1902, Si sviluppa su tre pareti per una lunghezza totale di 34 metri. E’ conservato nel Palazzo della Secessione a Vienna

 

Riferimenti ai brani musicali di Beethoven selezionati

1. L. van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67: https://youtu.be/8MHoPvuuJQs?si=yDUlCKXXWmLfuqxZ
2. L. van Beethoven, Sinfonia n. 6 in fa maggiore, op. 68: https://youtu.be/wuBDzeZnOgA?si=6uDPUmLs6bEJV3zr
3. L. van Beethoven, Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92: https://youtu.be/2Sw97NzvvsE?si=rZvydjg-NVk6hGa7

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.