Da qualche settimana la campagna fiscale è in pieno svolgimento, con la trasmissione dei 730. Poiché sono stati riscontrati alcuni errori nelle Certificazioni Uniche emesse dall’Inps, è opportuno fare una verifica sul portale per evitare problemi di conguaglio
A luglio la campagna fiscale è in pieno svolgimento. Dal 14 maggio si è aperta la possibilità di inviare in autonomia sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e dal 15 giugno i CAF hanno iniziato a trasmettere i 730 per tutti coloro che si sono avvalsi della loro assistenza. Le novità presenti nelle dichiarazioni dei redditi 2026 sono ormai state chiarite e applicate, come quelle per i familiari a carico.
Sono stati riscontrati, però, alcuni errori nelle Certificazioni Uniche emesse dall’Inps soprattutto per quanto riguarda la NASPI, la cassa integrazione, l’addizionale comunale o i codici per i bonus fiscali. Per chi si è rivolto ai CAF la situazione è stata risolta avvisando i contribuenti, per chi ha presentato la dichiarazione precompilata sarebbe opportuna una verifica sul portale Inps che sia presente l’ultima versione della CU. Questa verifica è molto importante per evitare problemi di conguaglio fiscale. Infatti presentare la precompilata non esclude la possibilità di controlli ed eventuali sanzioni in caso di dati non congruenti.
Modalità di rettifica del 730
Qualora, a seguito della verifica della CU o per altre dimenticanze, emerga la necessità di correggere quanto già trasmesso, il sistema prevede diverse soluzioni, in base alla natura dell’errore:
- Correzione a favore (maggior credito o minor debito): è possibile presentare un modello 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026. Tale procedura permette di rettificare la posizione fiscale e recuperare le somme spettanti
- Correzione a sfavore (maggior debito o minor credito): in questo caso è necessario presentare una dichiarazione “Redditi correttiva” entro il 2 novembre 2026. Questa modalità consente di sostituire integralmente il 730 originario, regolarizzando la propria posizione ed evitando l’applicazione di sanzioni, previo versamento delle maggiori imposte dovute e degli interessi.
In entrambi i casi, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato per la predisposizione e l’invio della pratica, garantendo così la corretta gestione e il rispetto delle scadenze previste dalla normativa.
Rimborsi 730
Di norma, per chi presenta la dichiarazione entro giugno, il rimborso viene elaborato con le competenze di luglio per i lavoratori dipendenti e di agosto per i pensionati. Tuttavia, è importante ricordare che il pagamento effettivo dipende dalla data in cui il datore di lavoro o l’INPS recepiscono materialmente il modello 730-4 e dalla loro capienza fiscale. Se il rimborso non appare nella mensilità prevista, non significa necessariamente che ci sia un errore: a volte è solo questione di qualche giorno di ritardo tecnico nelle lavorazioni.
Le stesse modalità temporali vengono adottate anche nel caso di chi, invece di ricevere un rimborso, deve pagare le imposte.


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