La Rassegna Stampa: Sicurezza stradale, marcia indietro, perchè?

Pubblicato il 30 Aprile 2010 in , da Vitalba Paesano

Le aperture

La Repubblica: “G8, ecco le carte contro Scajola”, “I testi accusano il ministro: nel suo studio ricevette dal fiduciario di Anemone 900mila euro in assegni per l’acquisto di una casa”. “Bocchino: io epurato. Berlusconi: Fini traditore, rottura insanabile”.

In taglio basso: “Guerra sulle banche, Siniscalco lascia”, “La battaglia Torino-Milano su Intesa SanPaolo. Chiamparino: è la logica dei poteri forti”. In prima pagina anche le foto dal disastro ambientale della Louisiana: “La marea nera avanza. Obama: userò l’esercito”.

Il Corriere della Sera ha in apertura proprio una mappa che illustra il percorso e la progressione della macchia di petrolio e riferisce le parole di Obama: “Ogni mezzo per fermare la marea nera”.

A centro pagina: “Scajola, ecco le nuve accuse”, “Il ministro presenta le dimissioni, Berlusconi le respinge”. “Esplode il caso politico sull’acquisti dell’appartamento con i soldi versati dal costruttore Anemone”. E poi il caso Intesa SanPaolo: “Siniscalco: basta con gli intrighi torinesi”, “L’ex-ministro rinuncia alla presidenza del consiglio di gestione”.

La Stampa, a centro pagina: “Governo, bufera su Scajola”, “Il ministro coinvolto nell’inchiesta di Perugia. Il premier: rimane al suo posto”, “Dubbi sui finanziamenti per una casa. Bocchino si dimette e accusa Berlusconi: sono il primo della lista”. In prima anche un richiamo con foto sulla crisi greca: “Scontri ad Atene, la gente in piazza protesta per i tagli”. E la vicenda IntesaSanpaolo: “Fuori Siniscalco, ‘mi hanno tradito’”, “Resta in corsa Beltratti”. A centro pagina “La marea nera che spaventa gli Usa”, “Louisiana, Obama mobilita i lPentagono: bombe chimiche per fermare il disastro”.

Il Giornale ha in prima una foto del dimissionario vicecapogruppo Pdl alla Camera finano, Italo Bocchino, insieme alla moglie, sotto il titolo: “I soldi Rai alla moglie di Bocchino”, “La consorte del finiano di ferro ha ottenuto un appalto da sei milioni di euro per produrre una fiction. Intanto il marito si dimette da vicecapogruppo del Pdl ma poi va in tv e strilla: ‘Berlusconi mi ha epurato’”.

Libero: “Fini perde la prima testa”, “Bocchino si dimette per la seconda volta da vice capogruppo del Pdl e accusa: ‘Mi epurano’. L’amarezza di Silvio: la rottura con Gianfranco mi ha ferito come la statuetta di Tartaglia”. Una piccola foto di Fini compare poi nella parte alta della prima con il titolo: “Il presidente grazia i fannulloni della Camera”, “I commessi timbravano il cartellino e poi se ne andavano”. A centro pagina, foto di Massimo D’Alema: “Dal dalemoni al dalemini”, “Gli inciuci fallimentari di Max”.

Il Sole 24 Ore: “La Grecia sotto tutela Ue-Fmi”, “Austerità-shock da 20 miliardi- Tregua sui mercati, bene l’asta Btp”. “Borse ed Europa in ripresa dopo il primo sì tedesco. Tremonti: non serve una manovra correttiva entro l’anno”. In prima due analisi relative alla crisi greca: Roberto Perotti spiega perché “quel salvagente non galleggerà” e Carlo Bastasini sottolinea che “Dalla fine del Muro Berlino non si fida”. A centro pagina la marea nera e, in basso, “Siniscalco ritira la candidatura per il vertice IntesaSanPaolo”.

Il Riformista apre con un’intervista al governatore della regione Puglia Nicki Vendola e riassume le sue parole: “Federalismo scippo al Sud”: per il quotidiano Vendola “rompe il fronte del dialogo”. “Intanto Berlusconi ipotizza una ‘manovrina’ e Tremonti la smentisce di nuovo”.

A centro pagina: “Scajola resiste, sotto a chi tocca”, “Negli affari di Anemone forse altri politici”.

Il Messaggero: “Sicurezza stradale, marcia indietro”, “Il Senato indebolisce il disegno di legge sul nuovo codice. In aumento gli incidenti”. “Vendita libera di alcool, locali notturni aperti ad oltranza e deroga per le patenti sospese”. A centro pagina: “Scajola, ecco tutte le accuse”, “La Finanza: le due venditrici confermano la consegna degli assegni per l’acquisto della casa”. “Il ministro: non mi faccio intimidira. Poi va dal premier: pronto a dimettermi. Berlusconi: no, resta”.

Il Foglio punta l’attenzione in prima sulla crisi greca: “La buriana va ad Ovest, ma la bussola del rating inguaia mercati e Stati”, “Il ravvedimento tedesco fa respirare Atene. Ma Madrid e Lisbona hanno problemi diversi, servono altre cure”. Da segnalare, in prima, anche titoli su Obama: “I cronisti di washington si ribellano alle manie ‘sovietiche’ di Obama”, “La Casa Bianca è ciarliera solo con il New York Times (e neppure sempre). La grande eccezione di Politico”.

E poi, in prima, ancora su Il Foglio: “Il partito antitasse c’è”. “Dopo gli appelli di Carlo De Benedetti e Stefano Fassina, economisti, politici e imprenditori (Caltagirone, Dekka Valle, Regina, Fossa), spiegano al Foglio perché urge un confronto sull’oppressione fiscale in versione italiana”.

Non manca sulla prima del quotidiano diretto da Ferrara un richiamo al caso Scajola, con un articolo rubricato alla voce “Cerco casa”: “Signor ministro Scajola, per avere un bel terrazzo bisogna pagarselo col mutuo”.

 Scajola

E’ ancora Carlo Bonini ad occuparsi, su La Repubblica, del caso Scajola: è legato all’acquisto di un appartamento che affaccia sul Colosseo e destinato alla figlia. Scajola, pur assolutamente consapevole del prezzo reale di vendita -un milione e 710mila euro- dispose che quella cifra venisse dissimulata, dichiarando di fronte ad un notaio che era pari a soli 600mila euro. Perché il Fisco non vedesse, né soprattutto, perché venisse così cancellata ogni traccia di almeno due circostanze: i 200mila euro in contanti chem poco prima dell’acquisto, aveva consegnato alle venditrici e il suo legame con l’architetto Angelo Zampolini, la ‘tasca’ del costruttore Diego Anemone, il professionista, oggi indagato per riciclaggio, da cui aveva ricevuto 80 assegni.

Su Il Giornale Vittorio Feltri risponde scrive del “caso Scajola e le schiene orizzontali”, in cui risponde a Claudio Sabelli Fioretti, che ieri da Radio2 ha accusato il Giornale di non aver dato la notizia sulla casa del Ministro. Il direttore replica che il suo quotidiano ha dato la notizia in largo anticipo rispetto a quasi tutti gli altri quotidiani (a parte La Repubblica), e che il servizio in questione “è stato collocato d’apertura a tutta pagina, titolo a sette colonne con aggiunta di fotografia raffigurante il faccione di Scajola”.

“Spiegare o dimettersi” è il titolo dell’editoriale di Massimo Giannini sulla prima de La Repubblica: “da garantisti, ci auguriamo che il coinvolgimento di Claudio Scajola in quella brutta storia di corruzione e malaffare si risolva in una “bolla di sapone”, come si è affrettato a scommetere il premier. Ma gli elementi a carico del ministro sembrano pesanti: secondo i Pm ci sono le prove testimoniali che Scajola abbia usato gli assegni circolari messi a disposizione di Anemone (non si sa a che titolo) per comprare un appartamento a due passi dal Colosseo.

E poi

Sulle elezioni britanniche e sull’ultimo dibattito a tre in tv Brown-Cameron-Clegg, Il Sole 24 Ore: “Bene Cameron, Brown affonda”, il leader Tory: “Grecia docet, noi non entreremo mai nell’Euro”. E’ interessante leggere anche, sullo stesso quotidiano, un articolo sulla proibizione di voto per i detenuti britannici: “Non potranno prender parte alle elezioni del sei maggio e il governo britannico continua a sfidare la corte europea dei diritti delluomo, che già nel 2005 si era espressa contro la pratica di negare il diritto di voto ai prigionieri. Tutti i circa 70 mila detenuti britannici,indipendentemente dal crimine commesso e dalla lunghezza della pena detentiva, resteranno lontani dalle urne: la regola risale alla convinzione ottocentesca che chi è condannato alla prigione debba subire anche una “morte civile” per aver violato le leggi dello Stato. Un ragazzo di 19 anni condannato a 18 mesi per furto, il mese scorso ha presentato appello alla Corte chiedendo un risarcimento al governo britannico, ma il suo ricorso è stato respinto. Solo il liberaldemocratico Nick Clegg ha affrontato l’argomento in campagna elettorale, condannando questa pratica.

Lo scrittore Avraham B. Yeoshua firma su La Stampa un’analisi dedicata al principio “due popoli, due Stati”, accettato in Israele ormai persino dal falco Netayahu oltre che dalla maggior parte della popolazione. E tuttavia si sottolinea come sarà difficile sgomberare gli insediamenti senza che scoppi un aguerra civile sanguinosa tra gli ebrei e si è consapevoli che la divisione di Gerusalemme, “per quanto indispensabile, è ormai impossibile da realizzare”. Per questo, malgrado l’accettazione divisa del principio dei due popoli, due Stati, regna in Israele un senso di paralisi, di indifferenza e fatalismo “che potrebbe preparare il terreno, Dio non voglia, ad una guerra futura”.

Sul Corriere della Sera il corrispondente da Gerusalemme racconta delle tensioni tra Hamas e l’Egitto per la morte ieri di quattro palestinesi in un tunnel scavato tra Gaza e il Paese di Mubarak. “Gaza, strage nel tunnel. Hamas accusa l’Egitto: ‘Sparato gas tossico’”. Il Cairo nega, dice che si è trattato di un incidente, che è semplicemente crollato un tunnel e che la colpaè dei contrabbandieri palestinesi che fanno passare merci tra i Territori e l’Egitto.

(fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)