CD e altre musiche di agosto, di Ferruccio Nuzzo

Pubblicato il 9 agosto 2018 in , da Ferruccio Nuzzo

Una registrazione singolare e uno strumento singolarissimo, che ascolto per la prima volta in cd. Non so quanti ce ne siano oggi al mondo di interpreti di pianola – uno strumento che, presente all’inizio del Novecento nei ricchi saloni borghesi (ne furono costruiti più di due milioni di esemplari), scomparve con il diffondersi del fonografo e delle sue ulteriori evoluzioni sopravvivendo giusto nei Saloons dei film western, ove alternava le sue meccaniche sonorità al crepitare delle Colt -, ma Rex Lawson ne è certamente il virtuoso più singolare, con la sua fluente barba bianca e la sua aria a metà strada tra il mago Merlino e lo scienziato folle.

Questo cd non è tuttavia soltanto una stravagante curiosità. Ridà vita, infatti, a una composizione per pianola e orchestra, assolutamente dimenticata pur se di grandissima importanza storica: La Bien-Aimée (La Beneamata), di Darius Milhaud, un balletto creato a Parigi il 22 novembre del 1928 all’Opéra Garnier, nella stessa serata in cui, per la prima volta, trionfò il Bolero di Maurice Ravel.

Il Bolero è oggi una delle composizioni classiche più eseguite al mondo (se non la più eseguita), mentre La Bien-Aimée cadde immediatamente nell’oblio più completo. L’incontro di Enrique Mazzola – il geniale direttore d’orchestra italiano, e direttore musicale dell’Orchestre National d’Île-de-France – con Rex Lawson e la sua sconfinata collezione di antichi rulli per pianola ha permesso la resurrezione di questa storica composizione, un divertimento in forma di pastiche che Milhaud scrisse a partire da opere di Franz Liszt – a loro volta trascrizioni di composizioni per pianoforte di Franz Schubert. 

La pianola (o autopiano) è, di base, uno strumento meccanico, azionato da un rullo perforato, ma la raffinata tecnica di Rex che può dosare – tramite una pedaliera (simile a quella di un harmonium) e due comandi manuali – i tempi, la dinamica ed anche – in qualche modo – il timbro, restituisce alla sua interpretazione tutta la raffinata ironia con la quale Milhaud anima gli originali lisztiani.

18 anni separano La Bien-Aimée e L’Uccello di fuoco di Igor Stravinsky, due opere impregnate dell’atmosfera parigina dei Ballets Russes e rivelatrici di quell’intensissimo periodo di creazione artistica che furono a Parigi gli anni del dopoguerra. Una appassionata e policroma interpretazione della Suite che Stravinsky trasse dal suo balletto nel 1945 completa questo interessante cd.

Mancando un video-clip del cd, vi propongo un interessante documento nel quale Rex Lawson presenta la pianola e il suo funzionamento (in tedesco, purtroppo …).

Rex Lawson   

Orchestre National d’Île-de-France  

Milhaud, Stravinsky – Enrique Mazzola, Rex Lawson: pianola – NoMadMusic (71’52)


Cello   

Concours Reine Elisabeth – Violoncelle – Victor Julien-Laferrière: 1er lauréat, Yuya Okamoto, Santiago Cañon-Valencia, Aurelien Pascal, Ivan Karizna, Brannon Cho, Yann Levionnois, Bruno Philippe – Queen Elisabeth Competition 2017 (4h37’10)

Il Concorso che Elisabetta, regina del Belgio ed eccellente violinista, creò nel 1937, incoraggiata e guidata dal grande virtuoso e compositore Eugène Ysaÿe, è stato aperto lo scorso anno – in occasione dell’80esimo anniversario – ai violoncellisti che si alterneranno, ormai, a violinisti, pianisti, cantanti e compositori. Questo Concorso, uno dei più prestigiosi al mondo, consacrò il primo anno il grandissimo David Oistrakh, il secondo Emil Gilels – il nostro divino Arturo (Benedetti Michelangeli) arrivò soltanto settimo -, il terzo Leonid Kogan e così via, sino a tutti i giapponesi e cinesi di quest’ultimi anni.

Con il violoncello la palma è tornata in Europa, premiando un giovane, straordinario solista francese, Victor Julien-Laferrière (secondo, tuttavia, è un giapponese, Yuya Okamoto, ma quattro altri francesi erano in finale).

Una scelta dei momenti più interessanti delle differenti prove, registrati dal vivo ed in presenza del pubblico, è ora raccolto in un denso cofanetto di 4 cd, pubblicato con l’etichetta del Concorso.

Victor Julien-Laferrière    

Live at Queen Elisabeth Compétition 2017 – Victor Julien-Laferrière: violoncello, Théo Fourchenneret: pianoforte, Orchestre Royal de chambre de Wallonie, Frank Braley, Brussels Philharmonic, Stéphane Denève – Concours Reine Elisabeth (80’38)

Un altro cd è dedicato al vincitore, Victor Julien-Laferrière che con grande intensità ed un’eccezionale bellezza di suono interpreta il Concerto n.2 Hob.VIIb:2 di Joseph Haydn, la Sonata n.2, op.99 di Brahms ed il Concerto n.1, op.107 di Dmitri Shostakovich.

Victor è ammirevolmente accompagnato dall’Orchestra Reale da Camera di Wallonie diretta da Frank Braley (Haydn), dalla Brussels Philharmonic diretta da Stéphane Denève (Shostakovich) e dal pianoforte di Théo Fourchenneret per la Sonata di Brahms.

Victor Julien-Laferrière, Haydn Cello Concerto n.2    

Bruno Philippe, Dvorak Cello Concerto n.2     

 


Les Musiciens et la Grande Guerre XXVI   

Romance de guerre – B.Dale, E. Elgar, B. Fairchild, P. Gaubert – Ambroise Auburn: violino, Staven Vanhauwaert: pianoforte – Hortus (71’15)


Les Musiciens et la Grande Guerre XXVII   

Catharsis – P. Gaubert, J. Ibert, D. de Séverac – Pierre Pouillade: flauto, Yasmine Hammani: violino, Amaury Breyne: pianoforte Hortus (58’15)


Les Musiciens et la Grande Guerre XXVIII   

L’homme qui titubait dans la guerre – I. Aboulker, F. Choveaux, V. Buchot – Choeur Capriccio, Orchestre d’Harmonie de la Musique de la Police Nationale, J. Hilaire, Amaury Breyne, Anne le Bozec: pianoforte, Françoise Masset: soprano – Hortus (61’00)


Les Musiciens et la Grande Guerre XXIX   

Pour en finir avec la guerre Françoise Masset: soprano, Anne le Bozec: pianoforte – Hortus (73’67)

Ormai manca soltanto un cd per completare questa interessante collezione che Hortus ha concepito, realizzato e presentato con ammirevole regolarità. Ve ne ho già entusiasticamente parlato seguendo il filo dei  primi 25 cd pubblicati. Eccone, ora, altri quattro ed il titolo del n°29, Pour en finir avec la guerre, potrebbe sembrare quello destinato a concludere la serie, ma ce ne sarà ancora un altro, l’ultimo, previsto per novembre di quest’anno.

Le tre Suonate per violino e pianoforte riunite nel n°26, Romance de guerre, sono opera di compositori che fan parte degli alleati, dal noto Edward Elgar che ben rappresenta L’Inghilterra ed il suo impegno nel conflitto, al francese Philippe Gaubert passando per lo sconosciuto statunitense Blair Fairchild. Conclude il programma un breve, nostalgico brano, Prunella, che l’inglese Benjamin Dale scrisse durante la sua prigionia in Germania.

Catharsis, il n°27, traccia la mobilitazione dei compositori francesi Philippe Gaubert, Jacques Ibert e Déodat de Séverac nei servizi sanitari dell’esercito. In tutte queste composizioni, nelle quali flauto, violino e pianoforte sono protagonisti, l’influenza di Gabriel Fauré è ben presente, ma sopratutto l’urgente necessità di risarcire le piaghe in vista di un avvenire meno oscuro.

Un collettivo di artisti ha concepito il n°28 che prende il titolo dall’oratorio profano L’homme qui titubait dans la guerre, composto su commissione dello Stato da Isabelle Aboulker, nipote di Henry Février che aveva scritto a Verdun – il fronte più tragico di questa Prima Guerra Mondiale – tante melodie (presenti in diversi cd della collezione). L’oratorio è associato a una Toccata per pianoforte op.224 di Françoise Choveaux ed a La nuit descend comme une fusée rabattue (La notte cade come un missile abbattuto) di Vincent Buchot, due composizioni contemporanee qui registrate per la prima volta.

E, finalmente, l’angoscia delle famiglie e il lutto delle vedove attraverso le voci – spesso inedite – dei poeti e dei compositori riunite nel n°29, Pour en finir avec la guerre, una retrospettiva e un bilancio dei terribili anni del conflitto. Ed una testimonianza, un ricordo carico di tenerezza dei due interpreti, il soprano Françoise Masset e la brava pianista Anne le Bozec che abbiamo già apprezzato in altri cd della collezione.