Lasagna vegetariana ai sapori d’estate

Pubblicato il 30 Luglio 2026 in , , da Joelle Nederlants
Piatto vegetariano Joelle

Questa lasagna può essere un primo o un secondo, ma anche un piatto di mezzo, ricco di verdure di stagione, molto saporita con le spezie e croccante, facile da comporre anche all’ultimo momento

La Lasagna offre al piatto la croccantezza del pane carasau, spennellato con un po’ d’olio speziato e Parmigiano, che poi è abbrustolito in forno per renderlo ancora più croccante. Farcita con una besciamella alle erbe, completata con ragù di piselli, carciofi e cipollotti saltati in padella e filetti di pomodori ,questa gustosa prelibatezza viene arricchita da scaglie di Pecorino toscano.

Ingredienti per 2/3 persone

75 g di pane carasau, 3 cucchiai d’olio Evo, polvere di curry, polvere di paprika, 20 g di Parmigiano, 150 ml di latte, 15 g di farina, 15 g di burro, 2 cucchiai di yogurt greco, 2 o 3 carciofi, 1 spicchio d’aglio,1/2 bicchierino di vino bianco, 1 o 2 cipollotti, 300 g di piselli freschi da sgranare, Pecorino 30 g, sale, pepe, curcuma, noce moscata, menta.

Procedimento

Tagliate in 6 o 9 pezzi il pane carasau (dipende dalla grandezza che volete dare alla preparazione), mescolate l’olio Evo con un pizzico di sale, e le spezie, spennellateli e distribuite sopra il Parmigiano, scaldate il forno a 180°C e infornate i pezzi di pane carasau ad abbrustolire per circa 10/15’, toglieteli dal forno e lasciate raffreddare.

Preparate la besciamella: fate fondere il burro, aggiungete la farina e fate il roux fuori dal fuoco, aggiungete il latte e mescolate con una frusta, salate, pepate, aggiungete la noce moscata, un cucchiaino di curcuma, rimettete sul fuoco e portate a cottura, lasciate intiepidire poi aggiungete lo yogurt greco.

Pulite i carciofi e i cipollotti, tagliate i carciofi a spicchi e metteteli in acqua con limone e tagliate i cipollotti a rondelle. Sgranate i piselli e sbollentateli per un minuto.

Versate 3 cucchiai d’olio Evo in padella, lo spicchio d’aglio e gli spicchi di carciofi, sfumate con il vino bianco, salate e pepate, coprite e cuocete a fuoco basso per circa 10’, aggiungete il cipollotto e cuocete ancore 2 minuti.

Aggiungete i piselli e spegnete il fuoco.

Al momento di servire questa preparazione, disponete su ogni piatto un pezzo di pane carasau, un cucchiaio scarso di besciamella, e qualche verdura, mettete un altro pezzo di pane carasau e, come prima, la besciamella e le verdure e due foglie di menta, terminate con un altro pezzo di pane carasau, besciamella, un po’ di verdure, foglie di menta, scaglie di Pecorino e paprika.

Potete mangiarla bella croccante a temperatura ambiente o infornarla per 5’ a 180°C.

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Foto Riccardo Lettieri



Per saperne di più

Pane carasauPane carasau

Il pane carasau (conosciuto anche come pistoccu e pane fine) è un tipico pane sardo diffuso in tutta la Sardegna, a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo.

Il termine sardo deriva dal verbo sardo carasare, che significa tostare. Durante la carasadura il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale; tale cottura lo rende croccante.

In alcune zone della Barbagia, è preparato in forma tonda e rettangolare e di dimensioni inferiori, prendendo il nome di pane tostu o pane ‘e fresa, mentre in Ogliastra è più diffusa una variante chiamata pistoccu.

Per la sua particolare croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione, fuori dalla Sardegna è talvolta chiamato, in italiano, “carta da musica” il vocabolo sardo carasau è registrato dal 2017 nel dizionario italiano Zingarelli

Il pane gutiau

Il pane gutiau (spesso trascritto con la doppia T, guttiau), dal vocabolo in sardo per “gocciolato”, “asperso”, è una preparazione del pane carasau. Una sfoglia viene bagnata con poche gocce d’olio, salata e abbrustolita lievemente in forno o sulla griglia; il pane gutiau è prodotto anche industrialmente.

Il pane fratau

Una più complessa preparazione tipica è quella del panefratau (anch’esso spesso trascritto con la doppia T, frattau). In questo caso il carasau viene immerso per un tempo brevissimo in brodo di pecora bollente, per poi essere disposta sul piatto, alternata a strati di sugo di pomodoro e Pecorino grattugiato (donde il nome), e l’aggiunta di un uovo in camicia cotto nella stessa acqua.

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