Richiesta di energia elettrica, confronto tra Spagna e Italia (e non solo)

Pubblicato il 1 Giugno 2026 in , da Giovanna Gabetta
Centrale termoelettrica di Presenzano (CE)

Il costo dell’energia in Italia è più alto, ma quello della rete è più alto in Spagna. In Germania tutte le voci del prezzo sono più alte, soprattutto se si guarda il dato relativo alla rete. In Francia il peso delle tasse è paragonabile a quella della Spagna. Chi paga di più, quindi, l’energia in Europa?

 

Si sente parlare sempre più spesso di come la richiesta di energia elettrica sia in aumento. Ecco un esempio: La domanda globale di energia elettrica continua a crescere rapidamente, sostenuta dalla crescente elettrificazione dell’industria, dei trasporti e degli edifici. Sta crescendo anche il consumo di elettricità dovuto a Intelligenza Artificiale, data center e altre innovazioni tecnologiche”. Queste affermazioni si trovano qui, in “Electricity 2026”, il rapporto annuale dell’IEA (International Energy Agency) che fornisce un’analisi approfondita delle tendenze recenti che sono alla base dello sviluppo dell’energia elettrica. Il rapporto include previsioni per la domanda e per l’offerta di energia elettrica, e per le emissioni di anidride carbonica (CO2) dovute alla produzione di elettricità, considerando un certo numero di Paesi, suddivisi per regione e a livello mondiale. Più delle previsioni però, interessa fare qualche considerazione sul confronto della situazione in Italia con altri Paesi europei. Un approfondimento per capire le ragioni per cui si sente dire spesso che l’elettricità costa meno in Spagna che in Italia, e che questo è dovuto al fatto che la Spagna ha puntato sull’energia rinnovabile e l’Italia no.

In apertura: la centrale termoelettrica di Presenzano (CE)

L’idea è di far vedere un po’ di numeri. Si è cercato di confrontare l’Italia – dal punto di vista dell’energia – con altri tre Paesi europei: Spagna, Francia e Germania (si tratta dei quattro Paesi più popolosi nell’Unione Europea: la popolazione è – nell’ordine – di 59, 46, 65, e 83 milioni). I dati sull’energia provengono dal rapporto intitolato “Statistical review of world energy”, che viene emesso e aggiornato ogni anno a cura di IAE (International Agency of Energy). L’ultimo di questi rapporti, emesso nel 2025, riporta i dati che riguardano il 2024.

Il consumo totale di energia, che viene misurato in Exajoule, riporta questi valori: Italia 5,60 – Francia 9,01 – Spagna 5,13 – Germania 10,14. I numeri sono abbastanza allineati con la grandezza della popolazione, ma se si va a vedere i consumi per persona, si trova che la Francia consuma più degli altri: 135,35 GigaJoule a persona, contro 119,88 per la Germania, 106,99 per la Spagna e 94,37 per l’Italia. Da notare che l’Italia ha più abitanti della Spagna ma consuma di meno. Potrebbe essere una conseguenza del costo più elevato, ma si potrebbe inserire anche qualche considerazione sull’andamento del PIL e della produzione industriale, che sono correlati al consumo di energia.

Nella tabella qui di seguito i dati che mostrano come sono suddivisi i consumi secondo il tipo di combustibile usato. L’unità di misura è sempre Exajoule.

 

Paese

Percentuale di elettricità su energia totale Percentuale di combustibili fossili su energia totale Percentuale di rinnovabili su elettricità Percentuale di nucleare su elettricità
Spagna 20% 84% 12% 19%
Francia 22% 46% 5,3% 68%
Germania 18% 85% 14%
Italia 17,5% 85% 11%

 

Cosa dicono i numeri riportati sopra? Prima di tutto, che la Francia è l’unico Paese – tra quelli esaminati – dove il contributo dei combustibili fossili è inferiore al 50% dell’energia totale consumata; ma è anche il Paese in cui si è puntato meno sulle rinnovabili. Infatti la Francia ha puntato sul nucleare. Si potrebbe affermare che il nucleare è molto più efficace delle rinnovabili nel ridurre la dipendenza dai combustibili fossili…

La Francia è anche il Paese che usa la più alta percentuale di elettricità, ma la differenza con gli altri tre Paesi considerati non è molta; per quanto Francia e Spagna usino una percentuale di elettricità un po’ più elevata degli altri, per il momento non sembra che la differenza sia molto significativa. La percentuale di rinnovabili (escludendo il nucleare) sulla generazione di energia totale è 8.7% per la Spagna, 3.13% per la Francia, 9.5% per la Germania, 5.01% per l’Italia. Notate che il Paese che usa la maggiore percentuale di energia rinnovabile è la Germania. La Germania ha la maggiore percentuale di rinnovabili, anche più della Spagna, ma ha rinunciato al nucleare – come l’Italia. Si tratta, per questi quattro Paesi, di quattro mix energetici abbastanza diversi, ma solo la Francia può affermare di aver diminuito in modo significativo l’uso dei combustibili fossili.

Un altro dato interessante è quello del consumo di energia per persona: la Francia è in testa, con 135,35 Gigajoule, seguita dalla Germania con 119,88, dalla Spagna con 106,99 e dall’Italia con 94,37. Si direbbe che chi ha a disposizione energia più pulita (cioè con minori emissioni di carbonio) ne consuma di più… Altri dati parlano di produzione di elettricità da fonti a basso e zero emissioni di carbonio (che quindi comprendono anche il nucleare). Questa categoria ha superato il 40% dell’elettricità generata nel 2024 nel mondo. Detto così, potrebbe anche sembrare molto, ma in totale si tratta del 40% del 19%, cioè circa il 7.6% dell’energia totale consumata nel mondo. Un altro dato da considerare è quello delle emissioni di CO2, che sono:

  • Italia: 284 x 106 tonnellate, cioè circa 4,8 tonnellate a persona
  • Spagna: 200 x 106 tonnellate, cioè circa 4,3 tonnellate a persona
  • Francia: 263 x 106 tonnellate, cioè circa 4 tonnellate a persona
  • Germania: 249 x 106 tonnellate, cioè circa 3 tonnellate a persona.

Qui si vede che gli impianti a bassa emissione hanno un effetto, ma non sembra che la Spagna si comporti molto meglio dell’Italia.

Ora qualche considerazione sui prezzi. Il rapporto “Electricity 2026” riporta i prezzi dell’energia, ma non è molto facile da interpretare; prima di tutto perché ci sono due categorie di prezzo, per le famiglie e per le industrie, ma poi anche perché ci sono diverse componenti a seconda dei Paesi. Come si legge a pagina 121: “Dato che i prezzi totali dell’elettricità per le famiglie sono generalmente più alti di quelli del gas naturale, le tasse variabili come l’IVA si traducono in importi assoluti più alti per l’elettricità, nonostante aliquote IVA simili intorno al 15%. Oltre all’IVA, tasse non IVA, tariffe, imposte e spese sulle bollette elettriche rimangono quasi il doppio rispetto a quelli sulle bollette del gas in tutti i paesi UE. In altre economie OCSE come il Giappone e La Corea, nonostante la componente fiscale sui prezzi dell’elettricità sia di 2,2 e 2,6 volte rispettivamente rispetto a quelli sul gas, in totale le quote della componente fiscale dei prezzi sono a 9-12% – meno della metà dei livelli osservati nell’Unione Europea, il che permetterebbe una ulteriore possibilità di elettrificazione nei consumi delle famiglie”.

Graficamente, nella figura che segue, si vedono le tre componenti principali del prezzo dell’elettricità per le famiglie, confrontando il 2019 con il 2024: energia (Celeste), tasse e altre spese (Verde), costi della rete di trasporto (Blu). Il pallino arancione mostra la percentuale del costo dovuta alla rete.

In quasi tutti i Paesi rappresentati il prezzo del 2024 è maggiore di quello del 2019 (come ci si doveva aspettare se non altro a causa delle guerre), con l’eccezione della Spagna. La diminuzione in questo caso però è concentrata sulla voce in verde (tasse e simili). Le altre due voci sono aumentate anche in Spagna. Forse questo potrebbe essere letto come un effetto delle rinnovabili, ma più che altro sembra un incentivo, cioè una scelta politica. Non si vede sui prezzi della Germania, che ha più rinnovabili della Spagna; e neppure sui prezzi dell’Italia, che nel 2024 aveva un solo punto percentuale di rinnovabili in meno rispetto alla Spagna. Andando a vedere più da vicino le differenze tra Italia e Spagna, il costo dell’energia in Italia è più alto, ma quello della rete è più alto in Spagna. In Germania tutte le voci del prezzo sono più alte, soprattutto se si guarda il dato relativo alla rete. In Francia la dimensione della fascia verde (tasse) è paragonabile a quella della Spagna.

Un paragone tra i costi aggiuntivi sull’elettricità e quelli relativi al gas si vede invece nel grafico di seguito, che si riferisce al primo trimestre del 2025. Il gas è meno tassato dell’elettricità in tutti i Paesi, compresi i 4 di cui ci stiamo occupando. Al di fuori dell’Europa (in quattro zone: Victoria -Australia, Giappone, Corea e California) i costi sembrano piuttosto più bassi.

 

A questo punto sembra difficile trarre delle conclusioni. Per esempio, non è chiaro quanto gli aumenti di prezzo possano essere correlati al metodo di produzione dell’energia. Soprattutto non ci sono soluzioni semplici come quelle che spesso vengono proposte. Il prezzo dell’energia ha molte componenti, e dipende anche dalle tasse, dalle infrastrutture e dalle scelte politiche. Un interessante blog sul prezzo del petrolio, a questo link potrebbe essere un’utile fonte di informazione.

In Europa, il gas – nonostante alcune difficoltà di approvvigionamento – ha un prezzo inferiore rispetto all’energia elettrica, e le cosiddette rinnovabili non bastano a giustificare le differenze di prezzo tra i diversi Paesi. Il nucleare – caso della Francia – sembra più efficace delle rinnovabili nel sostituire i combustibili fossili, ma il suo impiego è ancora abbastanza ridotto e secondo alcuni studi potrebbe non essere in grado di diffondersi in tutto il mondo (Michaux, S. P. 2021a. Assessment of the Extra Capacity Required of Alternative Energy Electrical Power Systems to Completely Replace Fossil Fuels. Geological Survey of Finland, Open Work File Work Report 42/2021. 1035 p. Disponibile a questo link)I dati sull’energia sono molti e complicati, ma sono anche disponibili in Rete. Nei prossimi mesi si potrà scaricare la nuova versione del “Statistical review of world energy”, con dati fino al 2025.

 

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