La pensione di vecchiaia resta la formula ordinaria della previdenza pubblica per i lavoratori iscritti all’AGO, alla Gestione Separata e ai fondi sostitutivi o esclusivi. Per la generalità dei lavoratori servono 67 anni e almeno 20 anni di contribuzione, mentre restano aperte alcune vie particolari, come la deroga Amato, la vecchiaia nel contributivo puro con 5 anni di versamenti a 71 anni e i requisiti ridotti previsti per specifiche categorie. Nel 2026 i casi principali sono questi:
Chi è vicino alla soglia anagrafica deve tenere presente anche il calendario successivo. Dal 2027 l’età pensionabile salirà, quindi la decorrenza va letta con precisione, soprattutto quando il diritto matura a cavallo fra due anni. La decorrenza della pensione merita un controllo separato. Per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’AGO e alla Gestione Separata l’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti oppure, se la domanda arriva dopo, dal primo giorno del mese successivo alla richiesta. Nel pubblico impiego la decorrenza segue regole proprie legate alla cessazione del servizio, mentre nelle pratiche in cumulo la data va verificata con particolare attenzione.
L’estratto conto contributivo INPS è la prima verifica utile. Da lì emergono periodi mancanti, accrediti figurativi, contributi distribuiti in più gestioni e incongruenze che possono incidere sul diritto oppure sulla decorrenza. Una domanda inviata con una posizione previdenziale incompleta rischia di fermarsi per richieste integrative oppure di produrre un provvedimento da rivedere.
Accanto all’estratto conviene affiancare anche una stima della data di uscita e dell’importo atteso. Strumenti come il calcolatore della pensione online di INPS (con e senza accesso autenticato) aiutano ad inquadrare la finestra temporale della domanda e a capire se la propria storia contributiva porta davvero verso la vecchiaia ordinaria oppure verso una formula diversa.
Dati e documenti da preparare
Prima dell’invio della domanda di pensione ordinaria bisogna avere a portata di mano i dati essenziali per la lavorazione della pratica:
- documento di identità valido con dati anagrafici coerenti con la posizione INPS;
- coordinate bancarie o postali per l’accredito della pensione;
- residenza e stato civile, soprattutto nei casi di matrimonio, separazione o divorzio;
- documentazione sui periodi contributivi non visibili nell’estratto conto;
- elementi sulla cessazione del lavoro dipendente, richiesta ai fini della pensione di vecchiaia (per il lavoro autonomo e parasubordinato la prestazione può invece essere chiesta anche senza chiudere l’attività).
La domanda di pensione di vecchiaia può essere presentata online dal servizio dedicato dell’INPS, tramite Contact Center oppure con l’assistenza di un patronato.
- Il canale diretto è quello telematico sul sito INPS, raggiungibile accedendo all’area Pensione e Previdenza, poi alla sezione Domanda di pensione e quindi al Portale Richieste di Pensione, dal quale si seleziona la prestazione pensione di vecchiaia. Il servizio è accessibile con SPID, CIE o CNS. Il portale è la via più semplice quando i requisiti sono chiari, l’estratto contributivo è ordinato e il richiedente ha già a disposizione SPID, CIE o CNS.
- Il Contact Center resta utile per informazioni e supporto, con i numeri 803 164 da rete fissa e 06 164 164 da mobile.
- Per le pratiche previdenziali più complesse è preferibile il canale assistito richiamato dall’INPS, ossia il patronato. Questa scelta acquista senso quando la domanda si innesta su una carriera con contributi sparsi, periodi esteri, riscatti, ricongiunzioni, cumulo o deroghe da verificare. In queste situazioni l’assistenza serve soprattutto a leggere bene la posizione assicurativa prima della trasmissione.
La pratica di invio della domanda di pensione presso il patronato è gratuita; tuttavia possono essere richiesti tesseramenti e iscrizioni. Nei casi di domanda inviata tramite associazioni e sindacati, è comunque possibile richiedere in un secondo momento la disdetta della ritenuta sindacale sulla pensione.
I tempi di lavorazione della domanda di pensione cambiano a seconda della complessità della pratica. Per la vecchiaia ordinaria il termine massimo richiamato dall’INPS è di 55 giorni, con tempi più lunghi nelle domande in cumulo o totalizzazione. Se dopo la liquidazione emergono contributi o elementi rimasti fuori, resta aperta la strada della ricostituzione della pensione.