In “Allora balliamo” Cécile rimane incinta e comincia a interrogarsi sul suo futuro e sulle sue convinzioni, che al momento sembrano vacillare. Opera prima della regista Amélie Bonnin, è un musical alla francese, con i personaggi che cantano per esprimere le emozioni difficilmente traducibili in parole
Cécile (Juliette Amenet) gestisce un ristorante a Parigi insieme al suo compagno Sofiane (Tewfik Jallab). La donna, quarant’anni e senza figli, attiva, ambiziosa, ha dedicato la vita a costruire la sua carriera culinaria inseguendo il sogno di aprire un ristorante gourmet nella capitale francese. A quella età e con una maturità ormai acquisita, rimane incinta e comincia a interrogarsi sul suo futuro e sulle sue convinzioni, che al momento sembrano vacillare (Cécile e Sofiane avevano deciso di non avere figli). L’improvviso infarto che ha colpito il padre, la obbliga a lasciare Parigi e a tornare nel luogo dove è nata, un piccolo paese della provincia francese, dove ha le sue radici e dove ha imparato l’arte della cucina dai suoi genitori, che hanno ancora una trattoria lungo l’autostrada, frequentata da camionisti. Qui, lontana dal caos metropolitano, Cècile si immerge nei ritmi più lenti della vita di provincia rendendosi conto per la prima volta del contrasto tra le sue ambizioni cittadine e le sue radici familiari.
L’incontro con Raphäel (Bastien Bouillon), il suo primo amore del liceo, mette sotto sopra ancora di più la sua esistenza, facendo riaffiorare ricordi sopiti, emozioni mai del tutto superate e questioni irrisolte, spingendola a riconsiderare il suo futuro e le scelte fatte fino a quel momento. Alla soglia dell’età matura, la donna si rende conto di dover prendere una decisione che non può più rimandare perché l’orologio biologico continua a girare… “Allora balliamo”, l’opera prima della regista Amélie Bonnin, si basa sul musical francese – ben lontano dal classico musical hollywoodiano – con i personaggi che cantano per esprimere le emozioni difficilmente traducibili in parole; una scelta narrativa legata alla canzone popolare francese, intrisa di una vena di malinconia e sincerità.

La pellicola deve la sua ispirazione al capolavoro di Jacques Demy del 1964, “Gli ombrelli di Cherbourg”, interpretato da una giovane e affascinante Catherine Deneuve e dal nostro Nino Castelnuovo. La storia del film è quella di Geneviève, la figlia di una venditrice di ombrelli che ama Guy, un giovane meccanico. Ma la guerra d’Algeria costringe Guy a partire, mentre la ragazza deve affrontare una maternità non prevista. Poi conosce Roland, amico di vecchia data che la sposa, mentre Guy, tornato alla vita civile, a sua volta diventa il marito di una sua amica d’infanzia e trova lavoro come gestore di una stazione di servizio. La vigilia di Natale i due ex innamorati si incontrano per caso, poiché Geneviève deve fare benzina. Scrive il critico Tullio Kezich del film: “Non ci sono lacrime né tragedie né veri rimpianti: la vita ha provveduto a sistemare tutto. Il senso di un film come questo è esattamente all’opposto del cinema sul finire degli anni Trenta. I ragazzi che si amano sono soli al mondo, come nella poesia di Prèvert, la loro illusione è di breve durata”.
“Allora balliamo” è una commedia drammatica (un “dramedy”) che si fa apprezzare grazie al connubio tra realismo e leggerezza con al centro della vicenda il legame tra la protagonista e i suoi genitori. “Ciò che m’interessava del personaggio di Cécile – afferma la regista – era proprio coglierla in quel preciso momento della vita, perché a 40 anni si ha una maturità che non si possiede a 20 o a 30. Rimanere incinta a 40 anni, come accade a Cécile, non è la stessa cosa che a 30. In un certo senso, tutto si drammatizza. Lo stesso vale sul piano professionale: in teoria è un’età in cui si può avere una posizione più solida e e stabile rispetto ai 30 anni. Ma se si comincia a dubitare, allora la posta in gioco è molto più alta. Si è usciti dalla giovinezza e, allo stesso tempo, si hanno ancora tantissime cose da sistemare”.

Ottimi gli interpreti a cominciare dalla protagonista Juliette Amenet, che oltre a essere attrice, è anche una cantautrice affermata in Francia, una delle figure di punta della “nouvelle chanson française”, mentre Bastien Bouillon, il personaggio di Raphaël, il primo amore di Cécile, è un attore pluripremiato in patria. I genitori di Cécile, invece, sono interpretati dagli ottimi François Rollin il (padre) e Dominique Blanc (la madre), che nel film è di origini italiane. Infine Tewfik Jallab è Sofiane, il compagno della protagonista, attore molto conosciuto in Francia con 12 anni di carriera alle spalle. Amélie Bonnin al suo esordio nel lungometraggio, nel 2003 ha ricevuto il César per il cortometraggio “Partir un jour”, che nel 2025 è stato da lei adattato nel film omonimo, poi selezionato al Festival di Cannes del 2025. Tutte le scene cantate di “Allora balliamo” sono state registrate in presa diretta.
Dettagli del film “Allora balliamo”
Titolo originale: “Partir un jour” – Regia: Amélie Bonnin – Cast: Juliette Amenet, Bastien Bouillon, Tewfik Jallab, Francois Rollin, Dominique Blanc – sceneggiatura: Amélie Bonnin e Dimitri Lucas – scenografia: Chloé Cambournac – costumi: Julie Miel – montaggio: Héloise Pelloquet – fotografia: David Cailley – – Genere commedia drammatica – Francia 2025-2026



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