Da vedere al cinema: “A cena con il dittatore”, di Manuel Gómez Pereira

Pubblicato il 9 Aprile 2026 in , da Pierfranco Bianchetti
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La storia raccontata dal film “A cena con il dittatore” è ambientata due settimane dopo la fine della Guerra Civile, quando il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente e il maître dell’hotel devono preparare con grande cura il banchetto che vedrà radunati tutti i più stretti collaboratori del Generalissimo

 

Sono cupi e tristi, nelle fotografie d’epoca, i soldati repubblicani spagnoli sconfitti che si apprestano a lasciare per sempre Madrid, avvolti in coperte spiegazzate sopra divise ormai logore. E’ il 28 marzo del 1939, quando entrano nella capitale spagnola trionfanti e feroci i soldati falangisti del generale Francisco Franco, che assaporano il gusto forte della vendetta sui vinti. Le loro divise sono invece ben stirate e le loro armi ripulite brillano sotto il sole di Madrid che attende l’arrivo del Caudillo, il dittatore pronto a scatenare una repressione sanguinosa, tra fucilazioni, processi sommari, carcere durissimo e controllo spietato di ogni forma di resistenza, dando vita a un regime dittatoriale che terminerà solo il 20 novembre 1975, la data della sua morte.

Una tragedia iniziata tra il 17 e il 18 luglio 1936, con un colpo di stato militare delle truppe fedeli al generale Franco con l’insurrezione (l’Alzamiento) contro il governo repubblicano legittimo del Fronte Popolare, che aveva vinto le elezioni nel febbraio dello stesso anno. La storia raccontata dal film “A cena con il dittatore” è ambientata appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, quando il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente e il maître dell’hotel devono preparare con grande cura il banchetto che vedrà radunati tutti i più stretti collaboratori del Generalissimo, come è soprannominato dai suoi fedeli ammiratori.

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Il primo problema che devono affrontare gli organizzatori della serata è quello di sgombrare i feriti, alcuni anche molto gravi, ricoverati nel Hotel trasformato in ospedale a causa della sanguinosa Guerra Civile appena conclusa. Il tenente Medina, Genaro, il maître dell’hotel e un gruppo di prigionieri repubblicani – oppositori del regime franchista, (per ironia della sorte tra i più talentuosi cuochi spagnoli scarcerati poco prima di essere fucilati), si mettono all’opera per realizzare il sontuoso ricevimento in tempi record, ricorrendo perfino al mercato nero (la Spagna uscita del conflitto è affamata e distrutta), controllati a vista da Alfonso, un crudele ufficiale falangista. Questa è però anche l’occasione migliore per i detenuti di pianificare la loro fuga dalla Spagna franchista. I preparativi della cena e della fuga avvengono nell’arco di una sola giornata, trasformata in una vera e propria ‘bomba a orologeria’ narrativa.

“A cena con il dittatore” è un film che ha ottenuto grande popolarità in Spagna, diretto dal regista Manuel Gómez Pereira (l’autore di pellicole celebri, “Salsa rosa”, “Boca a boca”, “Tra le gambe” e “Reinas – Il matrimonio che mancava”), candidato a 8 Premi Goya. Mette in scena un episodio immaginario ma storicamente plausibile, unendo l’umorismo con la tragedia in un racconto corale con la sceneggiatura ispirata alla pièce teatrale “La cena de los generales” di José Luis Alonso de Santos e con un cast di grandi interpreti del cinema spagnolo, a cominciare da Maro Casas (Premio Goya per “Non uccidere”, nel ruolo del tenente Medina), Alberto San Juan (due volte Premio Goya, nei panni del maître Genaro), Asier Etxeandia (l’ufficiale falangista spietato) e Nora Hernández, (l’infermiera coraggiosa), affiancati da altri ottimi interpreti, come Oscar Lasarte (Angel, il sommelier anarchico), Elvira Míngues (Juana, la cuoca anarchica), Antonio Resines (Anton, il cuoco anarchico). “Ho voluto realizzare una commedia antibellica, necessaria, capace di muoversi tra dolore e sorriso senza banalizzare la tragedia della Guerra Civile – afferma il regista –. Un racconto profondamente umano, ambientato in quel fragile momento in cui la pace è dichiarata ma la paura continua ad aleggiare”.

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La pellicola mostra la Spagna franchista dopo la sconfitta dei democratici travolta da una grave crisi economica e caratterizzata dalle delazioni e dalle vendette dei vincitori. Tra i personaggi più riusciti vi è quello di Genaro, il maître dell’Hotel Palace, apparentemente neutrale dal punto vista politico, ma che sceglie anche lui di fuggire dal suo Paese (“non vi è posto per me nella nuova Spagna” afferma) e Juana, la cuoca “rivoluzionaria” che non si arrende ai soprusi.

Il cinema spagnolo, dopo il ritorno della democrazia nella seconda metà degli anni ’70, ha iniziato gradualmente a fare i conti con un passato da non dimenticare e che deve essere conosciuto soprattutto dalle nuove generazioni. In particolare negli ultimi decenni sono arrivati sugli schermi molti film ambientati nel periodo franchista, tra i quali “Il labirinto del fauno” (2006), una favola cupa di Guillermo del Toro ambientata nella Spagna rurale del 1944, tra guerriglieri antifranchisti e repressione militare; “Lettera a Franco” (2019) di Alejandro Amenábar, protagonista uno scrittore in crisi di coscienza all’inizio della guerra civile; “Madres paralelas” (2021) di Pedro Almodóvar, che affronta il tema delle fosse comuni e delle vittime della dittatura e “Il maestro che promise il mare” (2023) di Patricia Font, basato su una storia vera, quella di un maestro repubblicano e della sua dedizione all’insegnamento prima della brutale repressione del regime. “A cena con il dittatore” è un ritratto inedito dell’immediato dopoguerra spagnolo tra prigionia, repressione, paura, morte, fame e fallimento collettivo. 

Dettagli del film “A cena con il dittatore”

Regia: Manuel Gómez Pereira Cast: Maro Casas, Alberto San Juan, Asier Etxeandia, Nora Hernández, Oscar Lasarte, Elvira Míngues, Antonio Resines. Commedia drammatica –Spagna/Francia, 2026   

 

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