Da vedere al cinema: “Le cose non dette”, di Gabriele Muccino

Pubblicato il 31 Gennaio 2026 in , da Pierfranco Bianchetti
Muccino

Muccino racconta un vacanza tra amici, che si trasforma, tra segreti, sguardi e “cose non dette”, in un vero e proprio dramma. Il gruppo deve fare in conti con le paure e le insoddisfazioni che nessuno ha voglia di affrontare

Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Mirian Leone), una coppia affermata e brillante, vive Roma tra successi, routine e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco e scelgono Tangeri, città splendente di sole, di paesaggi strepitosi e di gente povera, ma semplice, insieme ai loro amici di sempre, Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria) e alla loro figlia adolescente, Vittoria (Margherita Pantaleo). Ben presto questa vacanza si trasforma, tra segreti, sguardi e “cose non dette”, in un vero e proprio dramma. Il gruppo di amici deve fare in conti con le paure e le insoddisfazioni che nessuno ha voglia di affrontare.

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A complicare le cose, arriva a Tangeri Blu (Beatrice Savignani), giovane e bella studentessa di filosofia di Carlo, una misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. Con la sua apparizione, il muro che tutti si sono costruiti inizia a franare. Al centro della storia si pone la tredicenne Vittoria, che osserva la vita senza filtri e costringe gli adulti a smascherarsi. Lei è il detonatore emotivo del gruppo…

Gabriele Muccino torna alla regia dopo “Fino alla fine”, un film girato in due versioni, quella italiana e quella inglese. La sua nuova fatica cinematografica è tratta dal romanzo “Siracusa” di Delia Ephron, che racconta quanto sia difficile la vita di coppia nella società attuale e quanto la verità che si vuole nascondere è ben più dannosa di quella raccontata. “Le cose non dette” è un film sull’ambiguità morale e sulla fragilità con cui si tenta di tenere insieme ciò che, invece, si sta già sgretolando.

Personaggio centrale è anche Elisa, una bella donna brillante e ironica, che deve affrontare un doppio tradimento. Consapevole della sua situazione emotiva, lei non è però in grado di porvi rimedio. L’unica certezza della sua vita è una verità amara: l’amore non basta e solo la lucidità di fronte a situazioni difficili può essere un atto di sopravvivenza. Al contrario, Carlo, lo scrittore in crisi, brilla per vigliaccheria, nonostante abbia tutto, un matrimonio (senza un figlio però, nonostante sia desiderato da tempo), la passione che una ragazza prova per lui, la possibilità di una paternità, ma la sua immaturità gli impedisce di fare scelte decisive per la sua vita.

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Paolo, ristoratore e amico, accusato dalla moglie Anna di non essere un buon padre di Vittoria (a differenza di Carlo, che invece è in grado di dialogare con la ragazzina) osserva questa sorta di terremoto senza poter intervenire per salvare la sua famiglia. Con la sua passività, Paolo rappresenta la crisi del maschio contemporaneo, anche se rispetto all’amico è più onesto e sincero. E ancora Anna, moglie e madre, è la persona più fragile: è una donna iperprotettiva, bisognosa d’affetto, incapace di stabilire con sua figlia un rapporto sereno e comprensivo. Quando sente che Vittoria le sta sfuggendo, crolla, mettendo a nudo la sua disperazione umana. Infine Blu, 23 anni, entra di prepotenza nella vita di queste persone, costringendoli a smettere di fingere. La sua voglia di un amore maturo e di diventare madre travolge ogni cosa.

Gabriele Muccino torna dietro la macchina da presa regalando una riflessione, non priva di momenti di umorismo, della crisi esistenziale e affettiva di una generazione, quella dei quaranta-cinquantenni, non molto diversa in realtà dalle generazioni precedenti. L’uomo rimane sempre un individuo combattuto tra un legame sicuro e monogamo e il desiderio di lasciarsi andare a nuovi e più freschi legami sentimentali, confermando quanto sa difficile vivere insieme.

Amori impossibili sul grande schermo

Il cinema ha raccontato molte volte la storia di amori impossibili come in “Noi due sconosciuti” (1960) di Richard Quine, tratto da un romanzo di Evan Hunter, con Kirk Douglas nel ruolo di Larry, un architetto affermato che vive di un bel quartiere di Los Angeles, sposato e con figli. Un giorno conosce Maggie, la sua bella e affascinante vicina di casa, interpretata da Kim Novak, anche lei coniugata con un figlio. Tra i due scoppia una passione devastante, finché Larry si rende conto di stare distruggendo il suo matrimonio. In una sequenza drammatica l’uomo, chiuso nel bagno e in preda al tormento, guarda lo sciacquone e dice: “Vorrei sparire lì dentro”.

Nel 1981 è François Truffaut a firmare un altro celebre melodramma, “La signora della porta accanto”, con Gérard Depardieu e Fanny Ardant. Bernard e Mathilde si sono amati con passione e si sono lasciati malamente. Il destino vuole che la coppia si rincontri anni dopo. Sono entrambi sposati e abitano in campagna, in due villette vicine nei pressi di Grenoble. L’amour fou esplode nuovamente, ma anche la rabbia del loro sentimento malato, che li porterà all’autodistruzione. Nel film è il personaggio della signora Odile Jouve (Véronique Silver) a raccontare la storia di questo tragico amore e rivolgendosi allo spettatore dice: “Se mi chiedessero un epitaffio di quei due, direi: ‘Né con te, né senza di te. Con te perché mi uccidi, senza di te perché muoio”.

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Nel lontano 1963 ancora Truffaut è l’autore del mitico “Jules e Jim”, storia di Catherine, (Jeanne Moreau), una donna che ama due uomini, l’austriaco Jules (Oskar Werner) e il francese Jim (Henri Serre). Commentando il tema della sua opera cinematografia, che ha scatenato all’epoca tante polemiche e dibattiti, il regista francese aveva affermato: “La coppia è un’istituzione superata, ma al momento non vi sono altre alternative”.

Gabriele Muccino con “Le cose non dette “affronta queste tematiche realizzando un film dedicato a coloro che vogliono mettersi in discussione…

Dettagli del film “Le cose non dette” di Muccino

Regia: Gabriele Muccino – Cast: Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini, Margherita Pantaleo, Beatrice Savignani – Genere Commedia Drammatica – Italia, 2025.

 

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