Fairbanks e Pickford rimarranno nella storia del cinema come la coppia più glamour, la prima “power couple” di Hollywood. Due icone ammirate da milioni fan in tutto il mondo, che grazie a loro hanno potuto sognare ed emozionarsi nel buio magico delle sale
Atletico, virile, energico, Douglas Fairbanks, una delle star più amate della Hollywood degli anni Venti, nasce a Denver in Colorado il 23 maggio 1883 (il suo vero nome è Douglas Elton Ulman) e inizia a recitare in teatro molto giovane. Ben presto Hollywood si accorge di lui e lo fa esordire davanti alla cinepresa nel film “Agnello” (1915), il primo di una lunga serie di pellicole realizzate dalla società Triangle.
“A D.W. Griffith, che era il supervisore dei film e uno dei capi della Triangle, non piaceva l’esuberanza senza freni di Fairbanks; egli consigliò quindi all’attore di recitare in film comici della Keystone. Il pubblico, però, la pensava diversamente, e le sue reazioni incoraggiarono Fairbanks non solo a perseverare nel cinema, ma anche a crearsi un’autonomia produttiva. Nel 1916 egli fondò la Douglas Fairbanks Film Corporation, i cui film sarebbero stati distribuiti dalla Paramount-Artcraft. Da allora fino alla fine della sua carriera, Fairbanks sarebbe stato l’unico artefice di se stesso, non soltanto protagonista, ma anche creatore dei suoi film, in quanto avrebbe fatto il supervisore della produzione, della regia e della sceneggiatura, in modo da essere sicuro che i film venissero realizzati secondo la sua concezione”. (Il Cinema La Grande Storia Illustrata – Istituto geografico De Agostini – Novara)

Douglas Fairbanks, l’atleta e lo spadaccino
Nel 1920 l’attore accetta di affrontare un film di avventure, “Il segno di Zorro”, anche se la produzione ha pochi mezzi economici per realizzare una pellicola che avrebbe dovuto ottenere un grande successo. Spaventato però dall’idea di un fiasco, Fairbanks parallelamente gira una commedia dal titolo “Come presi moglie”. Ma entrambi i film sfondano al botteghino e rafforzano la fama del divo presso il grande pubblico. Nel ’22 Douglas è protagonista di “Robin Hood”; nel ’24 di “Il ladro di Bagdad” e nel ’27 di “Il pirata nero”.
Fairbanks, meticoloso e iperattivo, prende lezioni da uno dei più grandi maestri di scherma di Hollywood, impara a usare la frusta e l’arco, ma soprattutto si esibisce in acrobatiche sequenze cinematografiche, frutto del suo allenamento fisico, ma anche di straordinari trucchi scenici: sui muri, ad esempio, vengono costruiti appoggi nascosti per far credere allo spettatore che il divo si potesse arrampicare senza problemi, oppure in “Robin Hood” uno scivolo non visibile permette a Fairbanks di eseguire spettacolari discese che mettono in luce la sua abilità di atleta e di spadaccino.
Ormai l’attore è diventato il Re di Hollywood, e anche la sua vita sentimentale va a gonfie vele. Nel 1915 Douglas aveva conosciuto Mary Pickford, un’attrice dalla personalità straordinaria e dai riccioli d’oro, considerata la fidanzatina d’America di cui tutti i maschi americani (o quasi) si innamorano. Entrambi sono sposati e iniziano, nel 1917, una relazione segreta. Dopo aver divorziato dai rispettivi coniugi, Douglas e Mary si sposano il 28 marzo del 1920 dando vita al Matrimonio del secolo e la loro luna di miele, tra Londra e Parigi, sarà un avvenimento mediatico senza precedenti, segnando di fatto la nascita del divismo moderno.
Mary Pickford, la fidanzatina d’America nella Hollywood che cambia
Nata l’8 aprile 1893 a Toronto in Canada, dopo aver recitato da giovanissima a Broadway, viene assunta dalla Biograph di New York, dove ben presto gira il suo primo film, una commediola della durata di soli 6 minuti intitolata “Her First Biscuits”, diretta da David W. Griffith, un regista in forte ascesa nel mondo del cinema.
Mary Pickford, oltre che una brava interprete davanti alla cinepresa, è anche una geniale donna d’affari in grado di produrre pellicole innovative nello stile e nei contenuti. In breve il suo stipendio settimanale sul set decolla e nel 1912 è matura per esibirsi nel lungometraggio “Il cappello di Parigi”, con Lillian e Dorothy Gish, Mae Marsh e Lionel Barrymore. Seguono altri film di successo per poi ritornare al teatro, delusa per non aver ottenuto una parte in un film a cui teneva molto. Attrice versatile, torna davanti alla cinepresa ingaggiata dal produttore Adolph Zukor che la paga profumatamente.

L’incontra con Douglas Fairbanks cambia però completamente la sua vita. La coppia diventa una celebrità prima negli Usa e poi in tutto il mondo. Il Re e la Regina di Hollywood hanno la capacità di rivoluzionare l’industria cinematografica, grazie alla United Artists realizzata insieme a Charlie Chaplin e D.W. Griffith. ”I quattro talentuosi amici – scrive Irene Bignardi – si lasciarono alle spalle il consolidato sistema produttivo di Hollywood – un monolito che inglobava sotto lo stesso marchio di fabbrica i ruoli di produttore, regista, attori, tecnici, tutti legati alla casa madre da poderosi contratti – creando un’etichetta, la United Artists, che produceva e costruiva i suoi film scegliendo in libertà il meglio che c’era sul mercato, accogliendo e distribuendo attraverso le sue sale anche i film di produttori indipendenti. Il risultato sono opere che hanno segnato per sempre la storia del cinema. Da cent’anni”. Nel frattempo la loro sontuosa villa Pickfair (dall’unione dei loro due nomi) a Beverly Hills, dove la coppia vive sfarzosamente, è la meta preferita non solo della gente del cinema, ma anche di blasonati europei in visita a Hollywood.
Il divismo moderno
Fairbanks e Pickford in giro per il mondo riscuotono clamore, entusiasmo e ammirazione da parte dei loro fans. Con loro nasce il divismo moderno. Nel 1926 in Russia Doug e Mary sono accolti alla stazione da 300.000 persone e nel corso della loro permanenza nell’enorme Paese guidato da Stalin, il regista Sergej Komarov gira il film “Il bacio di Mary Pickford”, nel quale si racconta la storia di una maschera di un cinema moscovita che crede di essere Douglas Fairbanks. Molta parte della pellicola è ricavata dalle sequenze girate da Komarov all’insaputa della diva americana.
La loro fama è tale che nel 1927 le due star saranno tra le prime celebrità a lasciare le impronte delle mani e dei piedi nel cemento di fronte al Grauman’s Chinese Theatre di Hollywood. Douglas prosegue la sua carriera interpretando ancora un film di grandissimo successo, “La maschera di ferro” (1929), l’ultimo film muto del genere cappa e spada. L’attore, 45 anni, appare però sullo schermo invecchiato e con i capelli bianchi.
Nello stesso anno interpreta “La bisbetica domata”, che sarà un fiasco al botteghino decretando il suo declino, mentre sua moglie negli anni Venti gira alcuni film di buon livello (15 pellicole in 14 anni) soprattutto diretta da uno dei grandi maestri della commedia, Ernest Lubitsch (“Rosita”, “Passerotti”, “Mary… del mio cuore”, ultima interpretazione nel muto). Nel 1929 è la protagonista di “Coquette” dove interpreta una ragazza del Sud. Dopo essere apparsa insieme al marito nel già citato “La bisbetica domata” (un adattamento di Shakespeare che segnò il loro debutto nel cinema parlato), gira il suo ultimo film di successo, “Segreti”, che non piace molto alla critica ma non allo storico del cinema Kevin Brownlow che afferma: ”Mary Pickford ha dimostrato, una volta per sempre, di essere una delle più grandi attrici del cinema muto” (Il Cinema Grande Storia Illustrata – Istituto Geografico De Agostini Novara).
Il divorzio e il declino
Nel 1936 la coppia divorzia, rimanendo però in buoni rapporti di amicizia e di stima. Fairbanks, aiutato da suo figlio, tenta di ritornare sul set ma ormai è stanco e invecchiato. Si ritira dalle scene e sposa lady Sylvia Ashley. Muore il 12 dicembre 1939. “Nessun altro attore di film di avventura è mai più riuscito a riproporre il carisma di Douglas Fairbanks, forse perché nessuno dopo di lui ha mai riproposto al pubblico una osmosi perfetta tra l’uomo e il personaggio. Fairbanks resta un mito la cui semplicità e l’innocenza riescono ad affascinare ancora oggi.” (C.V. Dizionario del cinema americano –Dizionari Gremese)
Mary Pickford sposa nel 1937 Buddy Rogers, un marito affettuoso che si prende cura di lei, mentre anche la sua carriera cinematografica di attrice è al tramonto, una carriera però che le ha procurato un’immensa fortuna, accumulata attraverso tanti film. Dopo aver vinto l’Oscar per il suo primo film parlato “Coquette” (1929), un secondo Oscar le viene assegnato nel 1971 come risarcimento per aver dato lustro al cinema americano. “Dopo aver rifiutato di tornare sulla scena per interpretare Norma Desmond nell’elegante noir del regista Billy Wilder, ‘Viale del tramonto’ (un ruolo che alla fine aiutò a consolidare la leggenda di Gloria Swanson) la Pickford – madre di due figli adottati con il marito, l’attore Charles ‘Baddy Rogers’ – continuò a occuparsi di cause di beneficenza. Nei suoi ultimi anni, divenne solitaria e si tenne perlopiù in disparte”. (Best Actress –Dizionario delle Dive da Oscar – SilvanaEditoriale). L’attrice muore nel 1979, ma tre anni prima della sua scomparsa, la donna tra le più popolari e potenti di Hollywood, riesce a organizzare un’ultima apparizione registrata nella sua villa, in occasione della consegna dell’Oscar Onorario.
Douglas Fairbanks e Mary Pickford, lo spadaccino e la fidanzatina d’America, rimarranno nella storia del cinema come la coppia più glamour, la prima “power couple” di Hollywood. Due icone ammirate da milioni fan in tutto il mondo, che grazie a loro hanno potuto sognare ed emozionarsi nel buio magico delle sale cinematografiche.



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