Van Dyck l’europeo. In mostra il viaggio tra Anversa, Genova e Londra

Pubblicato il 2 Aprile 2026 in , da redazione grey-panthers
van Dyck

Palazzo Ducale di Genova organizza fino al 19 luglio, nelle sale dell’Appartamento del Doge, un’esposizione che ripercorre la carriera del pittore tra Anversa, Genova e Londra, con 58 opere provenienti dai più importanti musei europei

E’ la più grande mostra dedicata al maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni. Con 58 opere provenienti dai più importanti musei europei, l’esposizione ripercorre la carriera del pittore tra Anversa, Genova e Londra attraverso un percorso tematico che include ritratti, grandi scene teatrali e opere sacre. La mostra mette in luce il carattere internazionale e innovativo dell’artista, capace di conquistare il pubblico di ieri e di oggi. Le opere in prestito da Louvre, Prado, Uffizi, National Gallery di Londra e Kunsthistorisches di Vienna

In apertura: Anton van Dyck, Studio per il ritratto di una donna genovese, 1623 – 1624, olio su carta applicata su tavola, 33 × 27 cm; collezione privata europea

Palazzo Ducale di Genova organizza fino al 19 luglio 2026, nelle sale dell’Appartamento del Doge, “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, la più grande mostra del nostro secolo, dopo le mostre internazionali degli anni Novanta, dedicata alla straordinaria opera di uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico. Un “genio”, appunto, perché è stato in grado di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. Van Dyck fu un artista che riuscì a mettere a sistema una serie di soluzioni e di sensibilità provenienti da vari ambienti e, nello stesso tempo, a tradurle in formule innovative.

Van Dyck
Antoon Van Dyck, Portrait of Alessandro, Vincenzo and Francesco Maria Giustiniani Longo ©The National Gallery, London

L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero straordinario di opere di Van Dyck (58 in dieci sezioni tematiche), prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, e italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.

Van Dyck fu un pittore europeo, nel senso letterale del termine: saranno presentate opere dell’importante periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera del pittore, nelle Fiandre, sua patria, e a Londra, dove venne chiamato a lavorare per il re Carlo I d’Inghilterra. La parabola artistica del pittore corre sul filo della storia anche economica e politica dell’Europa. La mostra vuole essere, così, un viaggio alla scoperta del Van Dyck di “tre patrie” e di “tre stagioni” distinte, che condurrà il visitatore non in un percorso strettamente cronologico, ma con proposte tematiche che più chiaramente testimoniano come la sua arte sia stata in grado di adattarsi e di maturare. Ma soprattutto di conquistare il gusto e il favore di tutti, allora come oggi.

In mostra ci sono tele di grandi dimensioni e il visitatore verrà naturalmente immerso in vere e proprie scene teatrali, piene di colori, di personaggi, di suggestioni.
Non c’è, però, soltanto il Van Dyck ritrattista, attività che lo ha reso celebre e che certo verrà rappresentata con opere di ogni stagione della sua attività, da Anversa, all’Italia, all’Inghilterra. Il visitatore scoprirà, forse per la prima volta, il Van Dyck delle opere sacre: un mix di teatro e pathos, religione e sentimento, che sarà più coinvolgente di quanto si possa pensare, per la pura bellezza della sua pittura e per la capacità, comunque e sempre, di sedurre il suo pubblico.

Nella sezione dedicata al sacro saranno presentate opere celebri, come il grande “Matrimonio mistico di Santa Caterina” proveniente dal Prado di Madrid o l’intenso “San Sebastiano” dalla Scottish National Gallery di Edimburgo, ma anche alcuni straordinari inediti, con l’”Ecce Homo” di collezione privata europea. E inoltre, eccezionalmente staccata dall’altare della piccola chiesa di San Michele di Pagana (Rapallo) per essere finalmente ammirata da un pubblico internazionale, sarà esposta a Palazzo Ducale l’unica pala a destinazione pubblica che Van Dyck esegue per la Liguria: una monumentale Crocifissione di grande intensità.

Tra gli highlights, il primo autoritratto che si conosca del pittore, eseguito quando Van Dyck era ragazzino, all’incirca quindicenne. L’opera è in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna e ad apertura di mostra farà comprendere immediatamente la genialità dell’artista.
Tra gli altri prestiti eccezionali, il Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi di Firenze, i tre bambini Giustiniani Longo dalla National Gallery di Londra, il Sansone e Dalila della Dulwich Picture Gallery di Londra. Dal Louvre arriva il Ritratto dei Principi Palatini, mentre di grande impatto sono un eccezionale e modernissimo studio per la figura di San Gerolamo con un vecchio dipinto a grandezza naturale della Phoebus Foudation e Le quattro età dell’uomo conservato al Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

Dettagli della mostra su Van Dyck

“Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra” – fino al 19 luglio

Genova Palazzo Ducale – Appartamento e Cappella del Doge

Orari: Lunedì: 14- 19; Martedì/Domenica: 10-19; Venerdì: apertura fino alle 20

Prezzi:  15 euro: intero – 14 euro: over 65

Informazioni: biglietteria@palazzoducale.genova.it – tel. 010 8171600

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Anton van Dyck, Ritratto di una dama genovese, forse Maria Chiavari Durazzo, 1626 – 1627 ca., olio su tela, 237 × 150 cm; Roma, collezione Odescalchi

 

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