Il nostro Cineforum online gratuito proseguito lunedì 9 marzo con il film “Io e Sissi” di Frauke Finsterwalder, un’opera biografica sulla celebre Sissi in una versione inedita, punteggiata dal rapporto con la dama di compagnia Irma
La regista tedesca Frauke Finsterwalder ha deciso di cimentarsi con il ritratto di Elisabetta e per portarlo sullo schermo sceglie una prospettiva inedita: quella della sua dama di compagnia, la contessa ungherese Irma Sztáray. La sceneggiatura del film – scritta da Finsterwalder con Christian Kracht – si appoggia in larga parte sugli scritti autobiografici della stessa Sztáray, qui interpretata da Sandra Hüller.
“Io e Sissi”, pellicola prodotta in Germania e Austria nel 2023, diretta da Frauke Finsterwalder.
Sinopsi: La contessa ungherese Irma Sztáray viene convocata alla corte dell’imperatrice Elisabetta di Baviera come dama di compagnia. Irma è una donna di 42 anni che non si è mai sposata e che conserva qualcosa dello spirito agreste che un tempo aveva caratterizzato anche l’imperatrice, dunque le due trovano presto una sintonia, anche se su piani di potere molto diversi: nonostante la nascente amicizia, Elisabetta detta “Sissi” resta, infatti, una padrona capricciosa e volubile, pronta a liquidare la sua servitù, compresi Irma, la giovane assistente Fritzi e il tuttofare Berzeviczy, rimarcando la sua totale autorità su di loro. La dama di compagnia seguirà Sissi nei suoi inquieti peregrinaggi fra la Grecia, l’Algeria e l’Inghilterra, fino alla Svizzera dove l’imperatrice vedrà compirsi il proprio destino, mantenendo una forma di adorazione per quella creatura volubile e intemperante che avrebbe stregato con il suo carisma tutto l’impero austroungarico.
Un film con Susanne Wolff, Sandra Hüller, Annette Badland, Tom Rhys Harries, Anthony Calf. Titolo originale: Sisi & Ich. Genere Biografico
L’intervento del dottor Leonardo Resele
La protagonista di questo film non è Sissi, è Irma, la contessa 42enne che si presenta alla corte dell’imperatrice, costretta dalla madre, pur di evitare la clausura o un matrimonio coatto, lei che quando sente parlare di uomini, pensa a delle tovaglie. Irma appare goffa e insicura, persino più giovane della sua età, ragazzotta che segue passivamente e sbuffando gli ordini della madre, senza contrapporre una propria personalità. Non ha un carattere, non ha desideri, non ha progetti. Si schiaccia i brufoli sul naso e, più avanti, rivelerà di sapere qualcosa solo sulle lucertole.
Assumendo il ruolo di dama di compagnia, passa di fatto dal controllo di una madre che non la ama, che, anzi l’ha detestata dal primo momento della nascita, “brutta com’era”, a quello ancora più impegnativo dell’imperatrice, che con le sue bizzarrie, però, in realtà le consente di evolvere e sperimentare.
Il rapporto tra Irma e la madre è solo gerarchico di sottomissione e dominanza; quello con Sissi diventerà presto anche personale, di coinvolgimento e condivisione.
Sissi le impone regole e comportamenti, ma la coinvolge personalmente, rendendola partecipe delle sue scelte e delle sue provocazioni.
Le gite, le cavalcate, i viaggi, il modo di vestire e di nutrirsi sono sì scelte dell’imperatrice, che Irma deve assecondare, ma nel corso della loro convivenza diventano terreno comune di condivisione e di confronto. Irma, così trova gli stimoli per maturare e sviluppare la propria personalità, che è sua, ma che risente, come dirà l’imperatore, dell’imprinting di Sissi.
Questa modalità che caratterizza il loro rapporto rende Sissi e Irma sempre più emotivamente vicine, su un livello psicologico sempre più paritario. Così Irma arriva a provare forte gelosia quando a fianco della “sua” Sissi si presenta un possibile amante, e così sul finale del film, entrambe manifestano intensi sentimenti reciproci che superano ogni facile definizione.
Il carattere dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, universalmente nota come Sissi, era estremamente complesso, segnato da una profonda dicotomia tra un’immagine pubblica fiabesca e un’anima tormentata e anticonformista.
Ecco i tratti principali che definivano la sua personalità:
- insofferenza e ribellione Cresciuta in un ambiente informale e libera dai vincoli sociali, Sissi sviluppò un’acuta insofferenza per il rigido protocollo della corte di Vienna. Questa ribellione si manifestava in una fuga costante dalle responsabilità imperiali e in una strenua lotta per vivere secondo le proprie regole
- ossessione per la bellezza e il fitness Considerata una delle donne più belle della sua epoca, trasformò il proprio aspetto in una vera “prigione”. Manteneva una vita di soli 50 cm attraverso digiuni e corsetti strettissimi, la sua chioma lunghissima richiedeva tre ore di cure giornaliere, tempo che lei passava leggendo o imparando lingue; era un’atleta eccezionale, un’amazzone tra le migliori in Europa e dedita a lunghe camminate che sfinivano le sue dame di compagnia. Con l’avanzare dell’età, la sua inquietudine crebbe: dopo i 30 anni rifiutò di farsi fotografare per non mostrare il decadimento fisico, nascondendosi dietro ventagli e ombrellini neri.
- inquietudine e melanconia Sissi soffriva di una restaurazione perenne e di una profonda malinconia, spesso sfociata in vera depressione. Questo stato d’animo fu aggravato da tragedie personali, come la morte prematura della figlia Sophie e il suicidio del figlio Rodolfo. Wanderlust: passò gran parte della vita viaggiando senza sosta (tra cui Corfù e l’Ungheria) per sfuggire alla solitudine e al senso di soffocamento che provava a Vienna
- Intelletto e Interessi Nonostante l’immagine superficiale spesso tramandata, era una donna colta e introversa: era fluente in diverse lingue, studiava con passione la mitologia e il greco moderno. Scriveva poesie, spesso utilizzate come sfogo per i suoi sentimenti di alienazione. Manifestò una forte affinità per l’Ungheria, dove si sentiva più libera, giocando un ruolo chiave nel compromesso austro-ungarico.
In sintesi, Sissi era una donna moderna e complicata, sospesa tra una disciplina ferrea (applicata a se stessa e al proprio corpo) e un desiderio viscerale di libertà che la portò a essere definita una “imperatrice fantasma”.
Il ruolo politico: la “Regina d’Ungheria”
Mentre a Vienna era considerata un'”imperatrice fantasma”, in Ungheria Sissi fu una figura politica attiva e amatissima. Giocò un ruolo fondamentale nel mediare tra il marito Francesco Giuseppe e i leader ungheresi (come il conte Gyula Andrássy), portando alla nascita della Duplice Monarchia Austro-Ungarica. Preferiva di gran lunga risiedere nel castello di Gödöllő, vicino a Budapest, dove poteva cavalcare liberamente lontano dai pettegolezzi della corte austriaca che la giudicava severamente.
Lo scontro con l’Arciduchessa Sofia
Il rapporto con la suocera, l’Arciduchessa Sofia di Baviera, fu il grande tormento della sua giovinezza. Sebbene i film la dipingano come un mostro, Sofia era mossa dal desiderio di preservare la dignità dell’Impero. Vedeva in Sissi una ragazzina inadatta, definendola privatamente “una sciocca giovane madre”. Il punto di rottura definitivo fu l’educazione dei figli. Sofia sottrasse a Sissi i neonati (Sofia, Gisella e Rodolfo) subito dopo la nascita, sostenendo che l’imperatrice fosse troppo giovane e instabile per crescerli. Sissi doveva chiedere il permesso persino per vederli, un trauma che la portò a distaccarsi emotivamente dai primi tre figli. Sissi riuscì a “vincere” solo con la quarta figlia, Maria Valeria, che crebbe personalmente in Ungheria, chiamandola “l’unica” e parlandole solo in ungherese per fare un torto alla corte di Vienna.
Dopo la morte del figlio Rodolfo a Mayerling nel 1889, Sissi smise di indossare colori, regalò tutti i suoi gioielli e si vestì solo di nero fino alla morte. Il suo “viaggiare” divenne una fuga disperata, una ricerca di oblio che si concluse solo con il suo assassinio a Ginevra nel 1898.
L’intervento del dottor Pierfranco Bianchetti
Nella storia del cinema molte grandi star hanno interpretato sullo schermo il ruolo della regina, della imperatrice, della principessa, dell’aristocratica, ruoli che hanno permesso alle attrici di mettere in risalto la loro professionalità dando forma a personaggi anche negativi ma affascinanti. Persino il ruolo delle cortigiane è molto ricercato nel cinema, quello di donne raffinate, intelligenti, spregiudicate e bellissime, amanti di re, di soldati, di banchieri.
Ricordiamo la serie di grandissimo successo degli anni Sessanta intitolata Angelica, l’avventuriera interpretata da Michéle Mercier, disponibile su Chili; Diana la cortigiana (1950) con Lana Turner, che potete vedere su MyMovies e ancora più indietro nel tempo Madame Pompadour del 1927 con Dorothy Gish, sempre visibile su MyMovies; Claudette Colbert e Micheline Presle in Versailles del 1954 diretto da Sacha Guitry e ancora Madame du Barry con Martin Carole (1954).
Indimenticabile il personaggio della cinica e spietata Milady dei Tre Moschettieri, interpretato da Lana Turner (1948), Mylène Demongeot (1961), Faye Dunaway (1974) e Rebecca DeMornay (1993). Le diverse edizioni del film possono essere riviste su RaiPlay, Apple TV, Chili.
Nella storia del cinema sono, poi, molti i film dedicati alle sovrane del secoli passati e interpretate da star famose. La Regina Vittoria e i suoi oltre sessanta anni di regno, dal 1837 al 1901. Donna d’acciaio, monogama, prolifica e innamoratissima di suo marito, è presente in oltre 20 film, dove appare di solito marginalmente come in Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder (1970), da vedere su Prime Video; La Regina Vittoria e Sessant’anni di gloria, diretti nel ’37 da Fred Wilcox e interpretati dalla bravissima Anna Neagle; La giovane regina Vittoria (1955) con Romy Schneider – visibile su Just Watch e ancora una Vittoria anziana e triste in Un monello alla corte d’Inghilterra (1950) di Jean Negulesco, reperibile su YouTube.
Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, la regina dura come l’acciaio, tormentata dalla ragion di Stato, grande statista ma nota per la sua prepotenza, è stata acerrima nemica della Spagna e amica dei pirati del ‘500. Ricordata come la Regina Vergine (nonostante i suoi molti amanti), passionale, ma anche gelida, è stata interpretata sullo schermo nel 1912 dalla mitica Sarah Bernhardt e poi dalla sublime Bette Davis in Il Conte di Essex di Michael Curtiz (su Prime Video) e in Il favorito dalla grande regina di Henry Koster (su Chili). Più concreta e realistica è stata Flora Robson, protagonista di Elisabetta d’Inghilterra di Wiliam K. Howard, con Laurence Olivier e Vivien Leigh, da vedere su Chili.
Ancora in La regina vergine di George Sidney è l’affascinante Jean Simmons a vestire i panni della sovrana, con Stewart Granger e Deborah Kerr. Elisabetta II in La regina del 2006 di Stephen Frearsy, è la straordinaria Helen Mirren a interpretare la Regina Elisabetta II, dopo la tragica morte di Lady Diana nel 1997. La Mirren ha vinto l’Oscar come Migliore attrice protagonista: si può rivederlo su Prime Video.
Altri personaggi delle “Dive sul trono” sono Regina Margot di Patrice Chereau (1994) con l’ottima Isabelle Adjani (Prime Video) e ancora Maria Stuarda, Ginevra, Anna Bolena, Caterina, Eleonora d’Aquitania, Cristina, Cleopatra e Poppea.

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