L’arte europea di fine Ottocento di Giovanni Segantini, in mostra a Bassano del Grappa

Pubblicato il 15 Gennaio 2026 in Outdoor Mostre
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Una vera monografica su Giovanni Segantini. La grande rassegna proposta dai Civici di Bassano del Grappa fino al 22 febbraio riunisce un centinaio di opere da collezioni pubbliche e private italiane ed europee alcune delle quali rintracciate a distanza di oltre un secolo dalla loro realizzazione

 

In apertura: Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco, 1890. © Segantini Museum St. Moritz – Deposito della Fondazione Otto Fischbacher Giovanni Segantini

 

Fino al 22 febbraio 2026 i Musei Civici di Bassano del Grappa (Vi) presentano al pubblico la grande mostra che, a oltre dieci anni dall’ultima esposizione italiana dedicata all’artista, celebra l’opera di uno dei massimi esponenti del Divisionismo, tra i più sensibili osservatori del mondo naturale e impareggiabile cantore della montagna quale luogo fisico e simbolico: Giovanni Segantini (1858- 1899).

Curata da Niccolo D’Agati, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Politecnico di Milano, curatore scientifico della Galleria Civica G. Segantini di Arco e tra i principali studiosi dell’arte italiana tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, la rassegna permette al pubblico di ricostruire la figura di Giovanni Segantini attraverso un’inedita rilettura della sua opera a confronto con l’arte coeva, per raccontare una carriera che in soli vent’anni, dagli esordi “scapigliati” agli ultimi slanci simbolisti volti a catturare la Natura, ha saputo influenzare i maggiori movimenti artistici del suo tempo.

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Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo, 1886-1888. © Segantini Museum St. Moritz – Deposito della Fondazione Otto Fischbacher Giovanni Segantini

Un centinaio di opere provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private italiane ed europee – dal Musee d’Orsay al Rijksmuseum di Amsterdam –, alcune delle quali rintracciate a distanza di oltre un secolo dalla loro realizzazione, definiscono un percorso espositivo diviso in quattro sezioni e in tre focus tematici che, a partire dall’esordio a Brera, inquadrano gli snodi più importanti della vicenda biografica di Segantini, mettendo allo stesso tempo in luce la straordinaria evoluzione della sua pittura.

La prima sezione è dedicata alla fase milanese, segnata dall’incontro con il gallerista e sodale Vittore Grubicy De Dragon, nonché dal diretto confronto con l’eredita della Scapigliatura e del Naturalismo lombardo. Se in questo vivace contesto si fece evidente l’innata propensione del pittore allo studio delle potenzialità espressive di luce e colore, si registra invece con il trasferimento in Brianza, verso la fine del 1880, un rinnovamento della concezione dell’uso del colore in direzione di un crescente interesse per la Natura quale elemento di comunione tra uomo, paesaggio e animali. Nella seconda sezione, che rappresenta una delle novità più importanti della mostra, vengono messi in luce anche i contatti con l’arte di Jean-Francois Millet, con la produzione grafica di Vincent van Gogh e con le opere degli artisti della Scuola dell’Aja, per la prima volta posti a diretto confronto con la sua pittura. Il percorso proseguirà con una terza sezione dedicata alla fase svizzera, avviatasi a Savognin nel 1886, durante la quale Segantini realizzò le grandi e celebri composizioni dedicate alla vita montana, arricchite dallo studio sugli effetti di luce e colore attraverso la definizione di una personale tecnica pittorica che lo fece emergere quale uno dei protagonisti del Divisionismo italiano. La mostra si chiude infine sull’ultimo decennio della produzione segantiniana, caratterizzata dal trasferimento a Maloja e dall’apertura alla poetica Simbolista, raggiunto attraverso la peculiare formula del “simbolismo naturalistico”, una personale interpretazione del rapporto universale tra Uomo e Natura.

L’allestimento, un’ode alla tecnica segantiniana, mette in continuo dialogo luci e ombre, spazio e opere d’arte, trasformando il percorso espositivo in un palcoscenico drammatico in cui i colori vibranti delle opere risplendono, restituendo al visitatore un’esperienza emozionale e immersiva, ampliata da un crescendo visivo con un unico focus: l’arte di Segantini.

Dettagli della mostra su Segantini

“Giovanni Segantini” – fino al 22 febbraio 2026

Museo Civico, Piazza Garibaldi 34, 36061 Bassano del Grappa (VI)

Orari: aperto tutti i giorni, compresi festivi, dalle 10:00 alle 19:00. Chiuso i martedì

Prezzi: Museo e Mostra 13 euro, ridotto 11 euro

Informazioni: + 39 0424 177 0020 – segantinibassano@ne-t.it. Il Call Center è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:00, il sabato dalle 9:00 alle 13:00.

 

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Giovanni Segantini, Sole d’Autunno, 1887. © Comune di Arco, Galleria Civica G. Segantini

 

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