Sardegna a colori nelle immagini di Franco Pinna in mostra a Nuoro

Pubblicato il 7 Gennaio 2026 in Outdoor Mostre
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Un nucleo di immagini a colori del grande fotografo sardo Franco Pinna, riportate alla luce grazie a un importante lavoro di recupero e restauro digitale in mostra a Nuoro al Museo MAN fino al 1° marzo. Una lettura inedita del Neorealismo fotografico, capace di unire rigore documentario e poesia visiva

In apertura: Grotta del Bue Marino, 1961 © Archivio Franco Pinna, Roma/Bologna tutti i diritti riservati

 

Con “Franco Pinna. Sardegna a colori. Fotografie recuperate 1953–67”, il MAN di Nuoro prosegue la riflessione sul linguaggio fotografico e il suo rapporto con la Sardegna, territorio di ispirazione e sperimentazione per generazioni di artisti. La mostra, che celebra il centenario della nascita del fotografo maddalenino, maestro della fotografia italiana del Novecento, riporta alla luce un corpus a lungo dimenticato, restituendo una dimensione nuova e sorprendente del suo sguardo: quella del colore. In dialogo con le recenti ricerche del museo su autori e visioni del paesaggio sardo, l’esposizione amplia la nostra percezione di un fotografo che molti hanno conosciuto solo attraverso il bianco e nero.

Il percorso della mostra, composto da circa ottanta opere tra stampe fotografiche a colori — in larga parte raramente esposte – e materiali d’archivio, propone un viaggio nella storia visiva e professionale di Pinna, offrendo nuovi elementi di valutazione critica della sua opera. Le immagini scelte, frutto di un lungo lavoro di recupero e restauro digitale delle cromie originali, sono accompagnate da fotografie di raffronto dello stesso soggetto in bianco e nero, oltre a diapositive, strumenti di lavoro provenienti dall’Archivio Franco Pinna, a testimonianza della complessità del suo approccio documentario. Una selezione di pubblicazioni d’epoca, fra cui “Vie Nuove”, “Noi Donne”, “L’Espresso” e “Panorama”, spiega la ragione del suo impegno con il colore, destinato alle riviste del tempo e alle loro pagine patinate, che richiedevano un senso di attualità e non la storicizzazione tipica del classico bianco e nero.

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Galtellì, Cedrino, 1958 © Archivio Franco Pinna, Roma/Bologna tutti i diritti riservati

La mostra prende avvio da Orgosolo 1953, prima campagna fotografica a colori realizzata da Pinna in Sardegna, per poi attraversare le tappe più significative della sua produzione isolana: Canne al vento (1958), Argia a Tonara (1960) immagini per il celebre volume Sardegna. Una civiltà di pietra (1961), fino alle cronache sul banditismo e le proteste dei pastori del 1967. Le sequenze, disposte come un racconto di lunga durata, restituiscono l’evoluzione di un linguaggio che trova nel colore una dimensione autonoma e poetica, capace di cogliere la materia viva della Sardegna arcaica e modernissima insieme.

A emergere è la tensione tra documento e rito, che percorre tutta la sua opera: un modo di attraversare la realtà che, come scriveva Federico Fellini nel 1976, rivela in Pinna “una lentezza da ierofante”, sospesa tra lo sguardo dello scienziato e quello del sacerdote.
È proprio in questa dimensione sospesa tra documento e rito che la mostra del MAN invita a rileggere la sua opera: come un attraversamento della realtà che diventa rivelazione.

Dettagli della mostra dedicata a Franco Pinna

“Franco Pinna. Sardegna a colori. Fotografie recuperate 1953–67” – fino al 1 marzo 2026

MAN Museo d’arte
Via Sebastiano Satta 27, Nuoro

Orari: 10:00 – 19:00 dal martedì alla domenica

Prezzi: Intero € 5.00 – ridotto € 3.00 PRIMA DOMENICA DEL MESE GRATUITO

Informazioni: tel +39.0784.252110 – info@museoman.it

 

Pinna
Carnevale in Barbagia: Issohadore, 1961 © Archivio Franco Pinna, Roma/Bologna tutti i diritti riservati

 

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