L’inverno e gli sport invernali in mostra a Treviso, in attesa delle Olimpiadi

Pubblicato il 7 Gennaio 2026 in Outdoor Mostre
inverno

Lo spettacolare racconto per immagini della trasformazione dell’inverno, nelle montagne italiane, da stagione da temere a momento magico. Una grande mostra che attinge i suoi materiali dalle collezioni del trevigiano Museo Salce, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026

Un progetto che nasce da un’unica intuizione e si declina su due sedi, il Museo Nazionale Collezione Salce, a Treviso, e il Museo Nazionale di Palazzo Besta, a Teglio in Valtellina. Due mostre unite dallo stesso concept, ideato da Sergio Campagnolo. Il focus delle esposizioni, entrambe inserite nel Programma delle Olimpiadi Culturali in occasione di Milano Cortina 2026, è il racconto dell’evoluzione degli sport invernali dalle prime pioneristiche esperienze all’affermarsi del turismo sportivo, attraverso i cambiamenti nella vita quotidiana e l’impatto profondo sul paesaggio montano.

In apertura: A.Musati, 1953

Ciascuna delle due sedi espositive – il Museo Salce e Palazzo Besta – affronta, in modo originale, il racconto di quella che è stata una straordinaria evoluzione del costume, oltre che dell’economia.
70 anni dopo che Cortina ha ospitato i Giochi Invernali del 1956 e a 20 anni da Torino 2006, date che hanno contrassegnato la storia dello sci e degli sport invernali, nelle due mostre i visitatori sono condotti a condividere grandi storie, conquiste, valori.

inverno
Franz Lenhart, 1934

La prima ad aprire i battenti è la mostra trevigiana, “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, accolta dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, curata da Elisabetta Pasqualin. L’esposizione, allestita in entrambe le sedi del Museo trevigiano, a Santa Margherita e a San Gaetano è visitabile fino al 29 marzo 2026. A esservi documentata è quella che è stata una vera rivoluzione sociale, allorché l’inverno, da stagione temuta, che per molti, soprattutto in alta montagna, significava povertà, difficoltà, isolamento, si è trasformata nel momento migliore per le comunità montane e i loro ospiti.

A rivivere in mostra sono la magia dei picchi innevati, le atmosfere delle stazioni sciistiche delle Alpi allorché lo sci e gli sport invernali da impresa pioneristica divengono attività possibili a tutti, il nascere dei mercatini di Natale, i momenti di festa ad alta quota… Tutto ciò, insomma, che ha sdoganato la stagione invernale rendendola bellissima. Una sezione sarà dedicata ai “Film di Natale”, produzioni molto popolari, i cui manifesti sono spesso firmati dal più grande cartellonista italiano, Renato Casaro.

I manifesti saranno solo uno degli elementi di questa ampia esposizione. Ad essi sottendono il racconto della trasformazione e la storia dell’evoluzione della montagna veneta e bellunese, da terra da cui fuggire a meta da ambire. E la nascita dell’industria dello scarpone, eccellenza mondiale, nel trevigiano.
In mostra, oltre ai manifesti, ci saranno documenti video, cimeli, scarponi e attrezzi sportivi, materiali e documenti storici, per offrire un racconto coinvolgente e preciso. Alla mostra trevigiana collaborano con importanti prestiti il Museo della Emigrazione di Belluno e il “Museo dello scarpone e della calzatura sportiva” dello Sportsystem di Montebelluna. Tra i “reperti” di quest’ultimo, scarponi e materiali ideati e creati dalle maestranze delle aziende montebellunesi, indossati dai più grandi campioni.
La Torcia Olimpica del ’56 introdurrà il racconto della mitica prima edizione italiana e delle Olimpiadi di Cortina.

inverno
P.Gusset, Svizzera

In mostra non solo storia ma anche attualità: nella sede del San Gaetano si potranno ammirare i poster vincitori del bando promosso dal Ministero della Cultura, riservato ai giovani, per un manifesto olimpico.
“il Museo Salce – afferma la sua direttrice Elisabetta Pasqualin – apre le porte ad una mostra che vuole raccontare l’inverno sotto ogni suo aspetto, duro e difficile quando la natura era matrigna, emozionante e divertente quando gli sport invernali si scoprono risorsa importante. A coronare il racconto ovviamente non possono mancare i manifesti della collezione, dai quali parte il filo rosso che lega la straordinarietà del racconto della montagna e dei Giochi Olimpici Cortina 1956 alle emozioni di quelli di Milano Cortina 2026”

Dal 27 gennaio 2026 sarà invece la volta della mostra “Vette. Storie di sport e montagne”, visibile a Palazzo Besta (Teglio, SO) fino alla fine di agosto. Il percorso espositivo, articolato tra spazi interni ed esterni, intende celebrare il rapporto tra montagna, sport invernali e cultura. Il format prevede un racconto suddiviso in tre nuclei tematici principali: la storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi e degli sport invernali; l’evoluzione del turismo sportivo e il suo impatto sul paesaggio alpino e sull’immaginario collettivo e il ruolo delle donne olimpiche e paralimpiche, con storie di campionesse e sfide femminili nel mondo dello sport. La mostra include anche un’installazione artistica site-specific nel giardino del palazzo, realizzata da artisti radicati in Valtellina ma noti a livello nazionale, che invita alla riflessione sul rapporto tra natura, uomo e futuro.

Dettagli della mostra dedicata all’Inverno in Italia

“Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce” – fino al 29 marzo 2026

Museo nazionale Collezione Salce, Treviso

Orari: dal venerdì alla domenica | 10-18

Prezzi: Intero € 6 (Ingresso una sede) – € 10 (Ingresso unico due sedi) – ridotto: € 5

Informazioni: drm-ven.comunicazione@cultura.gov.it – Tel 041 2967611 | 0422 591936

 

 

inverno
Franco Rondinelli, 1956

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.