Convegno “cultura e turismo”

Formez PA (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A) insieme a Federculture (Federazione Aziende ed Enti di gestione di cultura, turismo…) hanno organizzato un convegno che aveva come oggetto l’attuale situazione del Turismo in Italia soprattutto dal punto di vista dell’offerta culturale come fattore trainante.

L’andamento dell’industria turistica italiana è andato decadendo sensibilmente negli ultimi anni ed i fattori che hanno fortemente influito sono stati una forte concorrenza di nazioni con una offerta turistico ambientale simile, una scarsa capacità di sfruttare in modo adeguato l’enorme patrimonio artistico che l’Italia possiede ed una scarsa attenzione generale ai fattori facilitatori del turismo stesso.

La pessima congiuntura economica rende necessaria una completa rivisitazione delle strategie rilanciare il turismo italiano ed in questa ottica FormezPA e Federculture hanno tracciato un decalogo “per valorizzare il nostro inestimabile patrimonio culturale e per recuperare la dimensione industriale del turismo, trasformandolo in uno degli asset fondamentali del nostro Paese.” (http://www.formez.it/sites/default/files/decalogo.pdf).

Sin qui le ragioni per le quali questo convegno è stato organizzato.

Varie sono state le posizioni degli intervenuti, ma un fatto è quasi sempre emerso, esiste una scarsità di fondi pubblici e molto spesso è stato il turismo e la cultura a subire i primi tagli. Per far funzionare le cose, anzi per invertire la tendenza è necessari che si studino strategie alternative.

Un primo passo avanti può essere fatto coinvolgendo i privati nel reperimento e nella gestione delle risorse economiche. Il caso di Pompei ed Ercolano sono emblematici, infatti da alcuni anni Ercolano è stata presa in carico, d’accordo con la Sovraintendenza, da un mecenate privato che in breve ha completamente riordinato e rimesso in sesto il sito archeologico. La situazione di Pompei è chiara a tutti.

Quindi una prima conclusione è che non è il valore di un bene che produce effetti positivi, ma la qualità di servizi che qualificano quell’offerta.

Tutti i relatori hanno sottolineato la necessità di fare progetti che rendano possibili offerte culturali combinate a servizi efficienti.

Il turismo può essere il motore per un rilancio economico di molte attività e la cultura deve essere il carburante per alimentare quel motore

In tutto questo sono importanti le possibilità che internet può offrire. Attualmente è sempre più evidente che un numero minore di persone desidera “pacchetti turistici” chiusi. Moltissimi turisti desiderano preparare il proprio viaggio esplorando le possibili destinazioni che è possibile trovare in rete.

Una importante notazione è stata fatta dal Presidente di Federturismo, l’organismo di Confindustria per il turismo: è importante che si dia luogo ad azioni reali, che non si parli di cabine di regia, di fantomatiche azioni di sistema, il tempo delle parole è finito adesso occorre passare ad azioni se non vogliamo dissipare definitivamente il valore reale che la cultura può produrre.

Infine una mia considerazione personale. La nostra Italia possiede una quantità di beni culturali quasi infinita, ma moltissimi dei curatori di quei beni pensano che sia un loro diritto tenerli “in cantina” piuttosto che farli girare per il mondo come ambasciatori della nostra cultura.

Recentemente una agenzia di rating ha declassato l’Italia e, giustamente, la Corte dei Conti ha chiesto un  risarcimento smisurato per questa diminuzione di valore economico dell’Italia che non tiene conto del valore economico dei nostri beni culturali. Tutto vero, tutto giusto, ma vorrei farvi una domanda: “E’ veramente ricco chi, come Arpagone, tiene tutti i suoi beni in una cassaforte e lesina sulle spese anche per le cose essenziali?”

di Attilio A. Romita

Per leggere tutti i dettagli http://www.formez.it/notizie/ministro-bray-%E2%80%9Cvalorizzare-cultura-e-turismo-%C3%A8-cruciale-il-futuro-del-nostro-paese%E2%80%9D.html

redazione grey-panthers:
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