La nostra privacy nel mondo online, tutele e diritti

La privacy online non comprende solo ciò che si pubblica, ma anche il modo in cui le piattaforme raccolgono, collegano e utilizzano le informazioni. Non bisogna rinunciare alla tecnologia, ma avere consapevolezza e responsabilità

Ogni volta che navighiamo, utilizziamo un social network, installiamo un’app o acquistiamo online lasciamo nostri dati e tracce digitali: nome, contatti, posizione, interessi, ricerche, immagini e abitudini di consumo. Quando parliamo di privacy online non intendiamo solo ciò che pubblichiamo, ma anche il modo in cui le piattaforme raccolgono, collegano e utilizzano le nostre informazioni. In Italia il trattamento dei dati deve rispettare la dignità, i diritti e le libertà fondamentali della persona, secondo il GDPR e il Codice della privacy (arti. 1 Cod. privacy)

Pubblicare un dato non significa rinunciare alle tutele

Una informazione visibile su un profilo social accessibile a tutti non diventa per questo liberamente utilizzabile per qualsiasi finalità. La Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 33964 del 2023 ha chiarito che dati pubblicati su un social non possono essere estratti, catalogati e commercializzati per scopi diversi da quelli propri della piattaforma senza uno specifico consenso.

Lo stesso vale per fotografie, video e informazioni riguardanti altre persone. Prima di condividere un contenuto occorre chiedersi se la pubblicazione sia davvero necessaria, se possa ledere la reputazione o la dignità altrui e se renda identificabili soggetti che non hanno scelto di esporsi. La prudenza deve essere ancora maggiore quando sono coinvolti minori o persone in condizioni di particolare vulnerabilità. Il tracciamento non avviene soltanto all’interno dei social network. Cookie, pixel, plug-in, strumenti di analisi e pulsanti integrati nei siti possono trasmettere dati alla piattaforma anche mentre l’utente naviga su servizi esterni. Le informazioni raccolte possono essere utilizzate per ricostruire interessi, preferenze e comportamenti e per proporre pubblicità personalizzata. L’utente deve poter rifiutare i trattamenti non necessari senza perdere automaticamente l’accesso al servizio, eventualmente attraverso un’alternativa effettiva.

Il trattamento, però, deve essere necessario, proporzionato e trasparente. La Corte di giustizia UE, sentenza n. 537 del 2023 ha evidenziato che il consenso deve essere libero e specifico, soprattutto quando la piattaforma collega dati raccolti sul social con dati provenienti da siti esterni. La Corte di giustizia UE, sentenza n. 834 del 2024 ha inoltre escluso un uso indifferenziato e illimitato nel tempo di tutti i dati disponibili per finalità pubblicitarie. Prima di selezionare “accetta”, è quindi opportuno verificare quali dati vengano raccolti, per quali finalità, per quanto tempo, con quali destinatari e se siano previsti trasferimenti verso soggetti o Paesi terzi. Particolare attenzione meritano i dati relativi, tra l’altro, alla salute, alle opinioni politiche, alle convinzioni religiose e all’orientamento sessuale. Il fatto che una persona abbia reso pubblico un dato sensibile non autorizza automaticamente la piattaforma a raccogliere e analizzare altri dati della stessa natura.

Quali sono i diritti dell’utente

La disciplina europea riconosce all’interessato una serie di strumenti per mantenere il controllo sui propri dati. Le informazioni devono essere fornite in forma concisa, trasparente, comprensibile e facilmente accessibile, con linguaggio chiaro. L’utente ha, tra gli altri, il diritto di sapere quali dati siano trattati, chiederne l’accesso e la rettifica, domandarne la cancellazione quando ricorrono i presupposti, opporsi al marketing diretto e proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali e, nei casi previsti, rivolgersi all’autorità giudiziaria. La Corte di giustizia UE, sentenza n. 598 del 2024 ha riconosciuto l’importanza dell’obbligo di informazione: se l’utente non comprende finalità e destinatari del trattamento, può risultare compromessa anche la validità del consenso.

Sicurezza e responsabilità

La protezione non dipende soltanto dall’attenzione dell’utente. Le piattaforme devono adottare misure tecniche e organizzative adeguate e progettare i servizi tenendo conto della privacy fin dall’inizio, con impostazioni predefinite non più invasive del necessario. L’utente può comunque ridurre i rischi usando password lunghe e diverse, attivando l’autenticazione a più fattori, aggiornando dispositivi e applicazioni, controllando i permessi concessi alle app e limitando la visibilità dei propri contenuti. È inoltre prudente evitare di pubblicare indirizzi, documenti, dati di localizzazione o informazioni riferite ad altre persone senza una ragione adeguata.

Per concludere, la privacy online non richiede di rinunciare alla tecnologia. Richiede da un lato, consapevolezza: sapere quali dati condividiamo, con chi e per quali finalità; dall’altro la responsabilità è una responsabilità condivisa: le piattaforme devono offrire servizi trasparenti e sicuri, mentre gli utenti devono poter scegliere senza accettare automaticamente ogni trattamento.

redazione grey-panthers:
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