Classica quotidiana: una rondine non fa la Primavera (di Vivaldi). Le quattro stagioni in musica

Le signorine, 1912, olio su tela (tecnica mista: tempera, glicerina, cera), 187,5 x 195 cm. Fondazione Musei Civici di Venezia – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. © Felice Casorati by SIAE "Un quadro grande ha il titolo Le signorine: quattro figure allineate, quattro simboli e quattro realtà insieme con il commento di cose e colori... Un quadro di intonazione chiarissima, all’aria aperta – mattinale – di effetto strano e forse a prima vista incomprensibile... un’armonia di tinte nuove, che io già da molto tempo accarezzavo nella mia mente e che ora trova la sua esplicazione materiale". Sullo sfondo degli alberi di piazza Bra a Verona, che il pittore poteva osservare dal suo studio, campeggiano, come in un dipinto del Rinascimento per cui è evidente un richiamo alla Primavera di Botticelli, quattro figure di donne dai nomi emblematici, che rimandano a suggestioni dannunziane. Diversamente atteggiate e abbigliate, sono identificabili – anche grazie ai cartigli che compaiono ai loro piedi – a partire da sinistra in Dolores, per- sonificazione del lutto, Violante della malinconia e dell’inquietudine esistenziale cui rimandano il viola della veste e il capo reclinato, Bianca, innocente nella purezza del suo nudo adolescenziale riflesso nello specchio. È quella che più calamita l’attenzione nel dipinto sovraccarico di dettagli e precede Gioconda, il cui nome, il vestito sgargiante e la fede nuziale al dito ne fanno l’emblema di una vita soddisfatta. L’acquisto da parte della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro rappresentò la decisiva consacrazione di Casorati e un risarcimento per non aver venduto, come sperava, Persone al re

Il maestro Alfredo Bruno ci conduce attraverso il Concerto n. 1 in Mi maggiore, RV 269 (“La primavera”) di Antonio Vivaldi, composto da tre movimenti che descrivono tre momenti della stagione

Le quattro stagioni sono i primi quattro concerti per violino solista dell’opera “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” di Antonio Vivaldi, pubblicata ad Amsterdam nel 1725. I concerti sono per violino, archi e basso continuo, ciascuno accompagnato da un sonetto esplicativo, probabilmente scritto dallo stesso Vivaldi).
Il Concerto n. 1 in Mi maggiore, RV 269 (“La primavera”) è composto da tre movimenti che descrivono tre momenti della stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro). Il violino solista rappresenta il pastore addormentato, le viole il latrato del suo fedele cane, mentre i restanti violini le foglie fruscianti.
Ogni concerto è diviso in tre movimenti e viene eseguito da un’orchestra di strumenti ad arco, con la caratteristica divisione tra il grosso (la sezione principale dell’orchestra) e il concertino (un piccolo gruppo di strumenti, solitamente due violini e un violoncello).
Il sonetto associato a La Primavera descrive l’arrivo della stagione e viene tradotto musicalmente da Vivaldi. Il primo movimento, allegro e gioioso, rappresenta l’arrivo della primavera con il canto degli uccelli, interpretato dal concertino. La seconda parte richiama il suono della pioggia e dei tuoni, mentre nel finale torna il canto festoso degli uccelli.

In apertura: Felice Casorati  “Le signorine”, 1912, olio su tela (tecnica mista: tempera, glicerina, cera), 187,5 x 195 cm. Fondazione Musei Civici di Venezia – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. © Felice Casorati by SIAE

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