In mostra a Viareggio l’arte del ‘900

E’ una mostra stimolante quella che la Fondazione Matteucci per l’Arte Moderna propone, nella sua sede accanto al Lungomare di Viareggio, dal 7 luglio al 5 novembre prossimi.
 Stimolante per la qualità delle opere, innanzitutto, ma anche per il filo conduttore individuato per presentarle da Susanna Ragioniere, che della mostra è la curatrice. Da sottolineare che un buon numero delle 50 opere riunite per la mostra, arriva da collezioni private e viene esposto al pubblico per la prima volta. Il titolo della rassegna, “Il secolo breve” richiama al celebre saggio pubblicato nel 1994 da Eric Hobsbawm. Il sottotitolo “Tessere di ‘900” vuole invece dar conto di una esposizione che propone una serie di testimonianze di rilievo assoluto del Secolo trascorso, tessere di un mosaico che letto nella sua complessità evidenzia un periodo artistico tra i più fecondi e creativamente tumultuosi dell’arte italiana.

Nel percorso espositivo le nature morte di Thayat, Balla, Severini e De Pisis emergono per il sentimento di classicità di cui sono pervase, mentre le figure di Spadini e Campigli si contrappongono, pur nella comune impronta parigina, per l’evocazione di un passato colto e dal cuore antico. Il paesaggio, infine, si offre nei volti più variegati attraverso le suggestive visioni di Rosai, Lloyd, Guidi e Paresce. Ecco che, in questo caleidoscopico panorama, ogni artista, ai già citati si aggiungono Morandi, Guttuso, Viani e De Chirico, diviene così una tessera dell’affascinante ed eclettico mosaico che prelude alla modernità.

Eric Hobsbawm, in “Il secolo breve”, condensa il Novecento in tre periodi, non esitando ad indicare il primo, compreso tra il 1914 e il ’45, come quello della “catastrofe” per le ferite sociali e le crisi economiche sofferte dall’Europa durante i due conflitti mondiali.
Se, però, si sposta l’analisi all’ambito artistico, la visione non è di un tramonto bensì di un’aurora. Nessun altro momento è stato, infatti, altrettanto fecondo e ricco di fermenti, al punto di rivoluzionare la ricerca con un impulso analogo a quello determinato ai nostri giorni dalla rete.
Portando la lancetta del tempo al 1909, all’alba di quello che qualcuno ha definito anche “il secolo delle speranze deluse”, quando Marinetti pubblica su “Le Figaro” il Manifesto del Futurismo, ci si avvede che la pittura italiana, lasciatasi alle spalle la lezione degli Impressionisti e di Cézanne, si apre ad uno dei momenti più dirompenti e felici, cambiando radicalmente volto. A voler essere coincisi e pragmatici, verrebbe da dire che proprio nel ventennio seguente, a partire dalle ultime frange divisioniste, le tendenze e le avanguardie audacemente impostesi sul realismo ottocentesco imprimeranno tracce tanto profonde e marcate da orientare gli sviluppi del dopoguerra: dall’Informale di Vedova e Capogrossi, allo Spazialismo di Fontana. Una trasformazione visiva scaturita dallo stesso Futurismo e dalla Metafisica, nonché dal recupero della forma operato da Novecento, movimento che, riallacciandosi alla tradizione, ha elaborato una nuova idea figurativa in grado di dialogare con il presente.

“Il secolo breve. Tessere di ‘900” – 7 luglio – 5 novembre 2017

Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via G. d’Annunzio, 28 – Viareggio


Orari: 7 luglio – 10 settembre martedì/venerdì 16.00 – 20.00
 sabato/domenica 10.00 – 13.00 / 16.00 – 20.00. 
12 settembre – 5 novembre giovedì/venerdì 15.30 – 19.30
 sabato/domenica 10.00 – 13.00 / 15.30 – 19.30

Prezzi: intero 8 euro, ridotto 5 euro



Per informazioni: 0584-430614

redazione grey-panthers:
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