Da vedere in DVD: Anatomia di una caduta di Justine Triet

Anatomia di una caduta è thriller psicologico che diventa trial movie (film giudiziario) con prove e controprove che si accumulano sullo scranno più alto

Non facciamo paragoni irriverenti o fuori luogo, ma Rashomon (Akira Kurosawa, 1950) deve pur aver insegnato qualcosa a qualcuno in giro per il mondo e negli anni. La relatività del vero, per esempio. Persino (o a maggior ragione) in una corte di tribunale. Ma ha anche insegnato che le storie, ciascuno, le racconta a proprio modo. Non necessariamente per essere creduto, ma volte solo per illudere se stesso. Se poi costui (o costei) è uno scrittore (scrittrice), ossia qualcuno che le storie le racconta per mestiere, ecco che il sempre labile confine tra realtà e finzione, tra verità e menzogna, è destinato ad assottigliarsi fino quasi a scomparire: «L’arte è una menzogna che ci aiuta a capire la verità» (Pablo Picasso).

In Anatomia di una caduta gli scrittori sono addirittura due, marito e moglie, Samuel e Sandra, che da Londra traslocano in uno chalet isolato sulle Alpi francesi in cerca di ispirazione. O forse di maggiori economie visto che la carriera di uno dei due non sembra decollare. A scapito dell’altro. E di rimando in rimando ci mette una zampa anche Snoop, simpatico cagnolone che fa da guida a Daniel, ragazzino di 11 anni ipovedente, figlio dei due e testimone determinante al processo che vede alla sbarra Sandra, la sua mamma, accusata dell’omicidio del marito. Anatomia di una caduta è thriller psicologico che diventa trial movie (film giudiziario) con prove e controprove che si accumulano sullo scranno più alto dove la presidente della corte deve decidere sull’innocenza o la colpevolezza dell’imputata. Ma noi in platea sappiamo sin troppo bene che possono esserci colpe che non hanno rilevanza processuale così come può esserci materia di un processo creativo da romanzo che diventa prova giudiziaria. E ci fermiamo qui nel tendenzialmente infinito gioco degli specchi in cui ci trascina il film perché il suo bello consiste proprio in questo: non nello stabilire una verità processuale oggettiva che ci dica se si è trattato di incidente, omicidio o suicidio, ma che scopra poco a poco il velo sulla ricerca interiore di una verità simulata che mette in pace con la coscienza.

E allora perché vedere Anatomia di una caduta?

Perché lo merita. Come ha meritato la Palma d’Oro a Cannes 2023.

Dettagli del film Anatomia di una caduta

titolo orig. Anatomie d’une chute sceneggiatura Justine Triet, Arthur Harari cast Sandra Hüller (Sandra Voyter) Samuel Theis (Samuel Maleski) Milo Machado Graner (Daniel Maleski) Swann Arlaud (Vincent Renzi) Antoine Reinartz (pubblico ministero) Jehnny Beth (Marge Berger) Saadia Bentaieb (Nour Boudaoud) Anne Rotger (giudice) genere drammatico lingua orig. francese e inglese prod. Fr, 2023 durata 145 min.

DVD selezionati da Riccardo E. Zanzi, recensione di Auro Bernardi

 

Auro Bernardi: Nel 1969, quando ero al liceo, il film La Via Lattea di Luis Buñuel mi ha fatto capire cosa può essere il cinema nelle mani di un poeta. Da allora mi occupo della “decima musa”. Ho avuto la fortuna di frequentare maestri della critica come Adelio Ferrero e Guido Aristarco che non mi hanno insegnato solo a capire un film, ma molto altro. Ho scritto alcuni libri e non so quanti articoli su registi, autori, generi e film. E continuo a farlo perché, nonostante tutto, il cinema non è, come disse Louis Lumiére, “un'invenzione senza futuro”. Tra i miei interessei, come potrete leggere, ci sono anche i viaggi. Lo scrittore premio Nobel portoghese José Saramago ha scritto: “La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro. Bisogna ricominciare a viaggiare. Sempre”. Ovviamente sono d'accordo con lui e posso solo aggiungere che viaggiare non può mai essere fine a se stesso. Si viaggia per conoscere posti nuovi, incontrare altra gente, confrontarsi con altri modi di pensare, di affrontare la vita. Perciò il viaggio è, in primo luogo, un moto dell'anima e per questo è sempre fonte di ispirazione.
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