Gli spiriti di Giulietta

Vent’anni dalla scomparsa e sessanta dall’uscita del film La Strada (foto), premiato con l’Oscar grazie alla sua straordinaria e struggente Gelsomina. Eppure sembra ieri, perché davvero Giulietta Masina era entrata nel cuore della gente. Per i suoi film, ma soprattutto per la sua vita accanto a Federico Fellini e per la capacità di comunicare con tutti messa in luce dalla sua rubrica settimanale Risponde Giulietta Masina. pubblicata per otto anni sul quotidiano “La Stampa” di Torino. Un modo per stare accanto proprio a quelle persone che la amavano per la sua semplicità, per la sua spontaneità, per quei suoi occhi grandi e luminosi nel viso minuscolo e nella ancor più minuta figura. Una grande donna, senza dubbio, un appoggio sicuro, non solo professionale, per l’inquieto consorte cui è sopravvissuta un solo anno: la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, di un legame assoluto, totale.

ATTRICE E DONNA Ora a questa eccezionale figura di attrice e di donna il San Marino International Film Festival dedica una mostra fotografica nel Palazzo del Cinema-Best Western Palace Hotel di Serravalle, 20 minuti dal centro di Rimini. La mostra racconta in immagini i film di Fellini che hanno avuto per protagonista Giulietta Masina: La strada, Il bidone, Le notti di Cabiria, Giulietta degli spiriti e Ginger e Fred senza dimenticare gli altri successi cinematografici dell’attrice diretta da registi del calibro di De Filippo, Lizzani, Castellani, Wertmüller, Jakubisko. Le immagini esposte, spesso inedite, provengono dall’archivio della Fototeca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma cui si aggiungono 40 fotografie dell’archivio privato Daniela Berti. I manifesti fanno parte della Fondation Fellini pour le cinema di Sion (Svizzera) mentre un’ampia sezione è dedicata a libri fotografici, sceneggiature e saggi che raccontano lo straordinario percorso artistico della coppia Fellini-Masina. Le immagini escono da comò, armadi, cassetti come in una vera casa anche se ogni arredo richiama più o meno esplicitamente un film: una rimessa di motofurgoni per La strada, una camera da letto per Le notti di Cabiria, un salotto per Giulietta degli spiriti e così via.

www.sanmarinoiff.com

Auro Bernardi: Nel 1969, quando ero al liceo, il film La Via Lattea di Luis Buñuel mi ha fatto capire cosa può essere il cinema nelle mani di un poeta. Da allora mi occupo della “decima musa”. Ho avuto la fortuna di frequentare maestri della critica come Adelio Ferrero e Guido Aristarco che non mi hanno insegnato solo a capire un film, ma molto altro. Ho scritto alcuni libri e non so quanti articoli su registi, autori, generi e film. E continuo a farlo perché, nonostante tutto, il cinema non è, come disse Louis Lumiére, “un'invenzione senza futuro”. Tra i miei interessei, come potrete leggere, ci sono anche i viaggi. Lo scrittore premio Nobel portoghese José Saramago ha scritto: “La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro. Bisogna ricominciare a viaggiare. Sempre”. Ovviamente sono d'accordo con lui e posso solo aggiungere che viaggiare non può mai essere fine a se stesso. Si viaggia per conoscere posti nuovi, incontrare altra gente, confrontarsi con altri modi di pensare, di affrontare la vita. Perciò il viaggio è, in primo luogo, un moto dell'anima e per questo è sempre fonte di ispirazione.
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