Archeologia: gli appuntamenti del mese, di Alice Cecchetti

ANTICO EGITTO: VIAGGIO NELL’ALDILA’

Da secoli oggetto di studi e di ricerche, protagonista ovunque di libri e di mostre, ha da sempre incuriosito e catturato archeologi e storici, conquistato grandi e piccini, intenti insieme a svelarne e a scoprirne riti ed usanze, illustrarne e viverne le grandiose opere, ripercorrerne lo sviluppo e dischiuderne i tanti misteri. Sì, perché, sebbene molto si conosca di questa straordinaria civiltà, tra le prime che hanno scritto e segnato la storia, fascino, mistero, magia la contraddistinguono e la caratterizzano.

Basti pensare alla loro concezione di morte e dell’aldilà, per rimanerne impressionati e incantati…in nessun popolo fu, infatti, così forte ed incisiva l’idea di una vita dopo la morte e la preparazione ad essa; mummificazione, incantesimi, Libro dei Morti, amuleti, papiri e sarcofagi, gioielli e corredi, termini evocativi e rappresentativi.

L’aldilà, per gli antichi Egizi, era un vero e proprio “viaggio”, un viaggio difficile, misterioso, carico di insidie, incontri e dure prove, ma anche di speranza e fiducia; necessario, secondo la loro filosofia, era dare al defunto le indicazioni, le formule e gli strumenti, perché fosse protetto e potesse affrontare i pericoli, ed assicurarsi così, qualora avesse condotto una vita giusta, i “campi beati” e l’immortalità.

Il primo stadio, conseguente la morte, era la mummificazione, un processo della durata di settanta giorni, finalizzato a preservare il corpo per una futura vita e purificarlo.

Gli organi interni, eccetto il cuore, venivano estratti e conservati all’interno dei cosiddetti vasi canopi, mentre il corpo veniva immerso per un periodo di quaranta giorni e al fine di essere disidratato nel natron e, successivamente, trattato con olii/resine ed avvolto in bende, queste talora arricchite con formule magiche o con amuleti legati alla vita, come lo scarabeo del cuore o il pilastro Djed; infine, compiuto il rito dell’ “Apertura della bocca”, che restituiva le forze vitali al corpo, il defunto era posto, insieme al suo soffio, il Ka, all’interno del sarcofago, decorato con testi funerari, offerte di cibo, scene religiose, figure umane o divine, e avente forma di cassa lignea o fattezze antropoidi e divine.

La salma veniva allora accompagnata dal corteo funebre alla necropoli e deposta nella tomba; questa, piramide, ipogeo o semplice fossa in base alla generalità del morto, veniva arricchita con i più disparati corredi funerari, diversi per tipologia e ricchezza a seconda dell’epoca e dell’appartenenza sociale del defunto: potevano accompagnarlo, nel suo cammino, statue, mobili, cibo e bevande, cofanetti, tessuti, oggetti quotidiani, ori, ushabti -minute statuine pronte a rispondere alle richieste di aiuto del defunto, vasellame, giochi, strumenti musicali e di lavoro, maschere funebri, riproduzioni rituali di piccole imbarcazioni e modelli di artigiani e contadini e, indispensabili, per poterlo guidare e proteggere, testi sacri e formule funerarie.

La diffusione di questi ultimi stupisce chiunque…il successo del defunto nel suo viaggio ultratterreno era, infatti, conseguente all’esatta conoscenza del come affrontare i pericoli e le insidie, e proprio a questo scopo, incantesimi e preghiere, ripresi per lo più dall’importante e sacro Libro dei Morti, venivano ripetutamente scritti ed illustrati con accurate immagini sui materiali più vari: accanto alle bende del defunto e al suo sarcofago, erano impiegati papiri, oggetti e pareti della tomba, su cui erano riprodotti inni, formule rituali, offerte di cibo alla divinità, incontri con creature pericolose, rappresentazione del mondo dell’aldilà o dei “campi Elisi“, e la celebre cerimonia della pesatura del cuore -la psicostasia-.

…oggi, vivere il misterioso e affascinante mondo funebre degli antichi Egizi è possibile in uno dei più grandi e ricchi musei al mondo: il British Museum di Londra, fino al 6 marzo, è ospite della meravigliosa mostra “The book of the dead. Journey through the afterlife”, un autentico e magico viaggio tra splendidi sarcofagi e mummie ed inediti e sbalorditivi papiri e corredi funebri.

Vitalba Paesano: Interessata al web fin dal 1996, quando di Internet si occupavano solo gli ingegneri, sostiene da sempre l'importanza dell'interattività come misura di qualità di vita per il mondo senior. Per questo ha fondato www.grey-panthers.it, testata giornalistica online, ad aggiornamento quotidiano, dove tutto, articoli, rubriche, informazione, è a misura di over50

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