The Mozart session

W.A. Mozart – Concerti per pianoforte in La magg. n° 12 K.414 e in Do magg. n° 13 K.415 – Sonata da chiesa ( trascrizione per piano e orchestra d’archi ) in Do magg. K.336 – A Far Cry, Markus Schirmer
paladino music pmr 0038 – 55’54”

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La prima cosa che mi ha intrigato, in questo cd,  è il titolo: «The Mozart session» ; perché «session» ? mi sono chiesto; perché questo termine che associato – nella mia memoria, almeno – alla «jam session» jazzistica,  evoca la libertà, l’improvvisazione, e – soprattutto – una partecipazione aperta (la struttura, cioè, dell’insieme dei musicisti non è rigorosamente fissata) se non anarchica?

A Far Cry  (Un grido lontano) è un ensemble che suona senza direttore, ed inoltre il suo organico orchestrale – soli archi – non comprende gli strumenti a fiato ed i timpani (per il K.415) previsti nella partitura originale.

Della session questa registrazione ha il bello slancio, una libertà aerea e luminosa, portata dalle ali di un Mozart che è nel cuore degli interpreti; e il solista e gli archi del Far Cry sono veramente «insieme», in una interpretazione che respira un’aria di libertà, di scoperta; una collaborazione ispirata tra il solista, i musicisti ed i tecnici di registrazione: entusiasmante (senza dimenticare le splendide sonorità del Fazioli F278 – l’unico pianoforte, fabbricato in Italia, a poter competere con gli Steinway dalla ormai stanca reputazione).

Due Concerti, quindi, il 12 K.414 ed il 13 K.415, tutti e due composti da Mozart a Vienna per una serie di serate per pubblica sottoscrizione, che era, all’epoca, la forma contrattuale più redditizia per il compositore: i vari protettori pagavano in anticipo una somma fissa, a prescindere dal fatto che poi avrebbero assistito o meno ai concerti. Con i soldi raccolti si pagavano l’affitto della sala, l’illuminazione e i compensi per gli orchestrali. Quello che rimaneva era il guadagno di Mozart (sembra che da questo concerto Mozart ricavò 1600 Gulden – 30 000 € circa, dicono le mie fonti).

Completa il cd – come un bis – la Sonata da chiesa in Do magg. K.336 in una trascrizione per piano e orchestra d’archi, che, pur sacrificando le sonorità originali dell’organo concertante, è una simpatica divagazione verso un repertorio mozartiano meno frequentato (se riuscite a trovarla, vi consiglio vivamente di ascoltare queste Sonate all’Epistola – veramente poco ecclesiastiche … – nella registrazione del London Baroque – Harmonia Mundi).

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Ferruccio Nuzzo: Dopo una lunga e distratta carriera di critico musicale (Paese Sera, Il Mondo), si è dedicato alla street photo, con una specializzazione ecclesiastica. Vive in campagna, nel sud-ovest della Francia, ove fiere e mercati hanno sostituito cattedrali e processioni. Continua, tuttavia, a mantenere contatti con il mondo della musica, soprattuto attraverso i dischi, e di queste sue esperienze rende conto nella rubrica "La mia Musica. Suggerimenti d'ascolto".
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