Parma: “Il ritorno della borghesia”

Il Corriere della Sera apre con le considerazioni finali del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, ieri a Roma: “Spinta di Visco sulla ripresa”, “Il governatore: le banche taglino costi e sportelli, serve una svolta in Europa”, “‘Ora più investimenti e meno tasse sul lavoro’. Disoccupazione su ma creati 51 mila posti”.
Su “sviluppo e ricette” il commento di Daniele Manca: “Quell’Italia esitante”.
Di fianco: “Il rapporto di Francoforte”. Di Federico Fubini, che scrive che quest’estate la Bce presenterà un rapporto sui crediti a rischio o in default delle banche europee”.
Più in basso Dario Di Vico si occupa di un “esperimento” a Parma: “Il ritorno della borghesia” (“Obiettivo: ‘Far venire voglia ai talenti di tutto il mondo di stabilirsi a Parma’. Un progetto borghese per rilanciare la città e l’economia”).
Di spalla a destra, il dossier presentato ieri dalla Commissione Antimafia: “Impresentabili 14 candidati. Così usano le liste civiche”. Ne scrive Monica Guerzoni.
A centro pagina: “Intercettazioni e caso Mancino. Ispezione sui pm”. L’articolo di Giovanni Bianconi fa riferimento alla nota vicenda delle intercettazioni tra l’ex presidente Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino (fine 2011-inizio 2012). Le telefonate furono distrutte su disposizione della Corte costituzionale, ma ora il ministero di Giustizia ha disposto un’ispezione sulla Procura di Palermo. Si spiega che qualche tempo fa l’ex pm di Palermo Antonio Ingroia, (cosiddetta trattativa Stato-mafia), in una intervista a Libero del 2012, aveva alluso al fatto che un giorno “magari attraverso un romanzo” avrebbe raccontato di quelle telefonate. Il ministero ora vuole accertarsi che non vi siano copie, attraverso una verifica sul server che registra le telefonate installato presso gli uffici giudiziari palermitani.
Più in basso: “Il Pd escluso da Ballarò. E fa ricorso contro la Rai”, “L’esposto di Guerini e Serracchiani”.
L’editoriale di Aldo Cazzullo è dedicato alle elezioni amministrative di domenica prossima: “Il rischio delle urne deserte”.
In prima anche la foto di Erick Tohir: “L’Inter ai cinesi di Suning. Via Moratti, Tohir al 30%”.
A fondo pagina, intervista alla madre di Sara, la 22enne uccisa dall’ex fidanzato a Roma: “‘Io, mia figlia Sara e la gelosia di Vincenzo'”, “La madre della ragazza: chiamava ogni dieci minuti, mai stato violento”.
Infine, una vicenda raccontata da Luigi Ferrarella relativa all’autorizzazione per la prima volta da parte del Tribunale di Milano di un test Dna post mortem per accertare una paternità e un’analisi di Paolo Valentino sul referendum inglese per l’uscita dall’Ue: “Brexit, il piano Berlino-Parigi”.

La Repubblica: “‘Migranti, accogliere tutti’. La Cei contro il Viminale”, “Parla Galantino: no agli hotspot in mare. Bruxelles: chiarire sul piano”.
Sull’utilizzo del tema immigrazione in campagna elettorale: “Piccoli cabotaggi elettorali”, la rubrica “Il punto” di Stefano Folli.
A centro pagina il quotidiano riproduce la foto che ritrae il leader della Lega Nord Matteo Salvini accanto al candidato repubblicano Donald Trump, scattata lo scorso aprile: “Trump: non volevo incontrare Salvini”. E’ Arturo Zampaglione da New York a dar conto delle dichiarazioni di Trump in un’intervista di Trump a “The Hollywood Reporter” che sarà pubblicata oggi e che è stata realizzata dal biografo di Robert Murdoch (Michael Wolff).
Sulla relazione della Commissione Antimafia ieri: “‘Le liste civiche sono un varco per le cosche’. Impresentabili, Bindi fa 14 nomi”.
Sulla colonna a destra torna il caso della serie tv “Gomorra,” attraverso un intervento della pm Ilda Boccassini: “Sì, Gomorra è il male ma spinge a cambiare”, “Boccassini: la serie tv riproduce la realtà e aiuta il Sud a reagire”
In apertura a sinistra le parole del governatore di Banca D’Italia: “Visco: ‘La Ue troppo rigida sulle banche'”, “La relazione del Governatore: ‘Segnali di ripresa: ora intervenire su cuneo fiscale e investimenti'”. L’analisi su questo tema è firmata da Ferdinando Giugliano: “La moneta di Bankitalia”.
Più in basso: “Etruria, l’affare d’oro subito prima del crac”, di Fabio Tonacci. Dove si legge che mentre Etruria sprofondava nell’abisso del fallimento, e le obbligazioni in mano a migliaia di piccoli risparmiatori diventavano cenere, un piccolo istituto controllato dai vip dell’alta finanza, il Credito fondiario spa, faceva l’affare del decennio: ha comprato più di 300 milioni di euro di crediti vantati dalla Popolare aretina al prezzo di saldo di 49 milioni. Con l’autorizzazione della Banca d’Italia, emessa poco prima che l’Etruria venisse dichiarata insolvente dal Tribunale fallimentare di Arezzo.
La Stampa: “La sferzata di Visco alle banche: ‘Modello vecchio, tagliate i costi'”, “La relazione del governatore di Bankitalia promuove il governo e su Etruria si assolve”, “Caso Veneto Banca: viaggio nel paese dove uno su sette ha bruciato i risparmi”. E a questo tema è dedicato il reportage di Rapahael Zanotti da Caprezzo, in provincia di Verbania, “il comune con il più alto tasso di azionisti” di Veneto Banca: “Nel paese tra gli alpeggi dove tutti hanno un parente che ha perso soldi”.
In prima anche i dati sull’occupazione: “Gli inattivi tornano a cercare lavoro”. Ne scrivono Roberto Giovannini e Walter Passerini.
A centro pagina la foto della Porta Santa nelle isole Salomone: “La Porta Santa ai confini della Terra”.
Di fianco: “Adesso Schettino ha paura del carcere”. La Corte d’Appello di Firenze ha infatti confermato la condanna a 16 anni di carcere nei confronti del comandante della nave Concordia. “L’ex comandante cambia immagine: basta mondanità”, scrive Grazia Longo.
Sulle elezioni amministrative: “le pagelle dei candidati sindaco a Roma”, “Senza squilli il confronto televisivo tra i 5 in corsa. La commissione antimafia: ecco i 14 impresentabili”.
In apertura a sinistra: “Falluja, l’Isis combatte per difendere la roccaforte”, scrive Giordano Stabile.
E più in basso un’analisi di Giuseppe Cucchi sulla Turchia “a tre anni da Gezy Park”: “La Turchia dal presidente al sultano”.
A fondo pagina sul quotidiano anche un’inchiesta su dati Legambiente: “La fuga dai piccoli Comuni: uno su tre rischia di sparire”.

Il Fatto: “‘Così lo scafista ci ha chiesto i soldi, poi ci ha buttati in mare'”, “I verbali. I superstiti dell’ultimo naufragio e il potere di vita e di morte dei trafficanti”.
Al tema migranti è dedicato un commento di Fabio Mini: “Tutti i buchi della politica Ue, che affoga con i migranti”.
Il titolo in maggiore evidenza è a centro pagina, con foto del professor Augusto Barbera nelle vesti di giudice costituzionale: “Consulta, il giudice tifoso del Sì indagato per concorsi truccati”, “Chiusa l’indagine su Augusto Barbera, ultrà della riforma Boschi”, “La Procura di Roma pronta a chiedere il processo dopo l’indagine di Bari sulle raccomandazioni per un bando del 2010. Le pressioni per favorire Federico Pizzetti, figlio dell’ex Garante della privacy: ‘Per l’Università europea c’è il ragazzo che m’interessa?’. Il giurista -che tra poco dovrà pronunciarsi anche sull’Italicum- fu eletto alla Corte su indicazione del Pd”.
Su Bankitalia: “Caso Etruria & C. Visco assolve la sua vigilanza”.
L’editoriale del direttore Marco Travaglio è dedicato all’informazione, in particolare sul tema immigrazione: “L’invasione delle ultraballe”. Cita una ricerca della Ipsos Mori secondo cui gli italiani sono il popolo più disinformato d’Europa: pensano, ad esempio, che gli immigrati rappresentino il 305 della popolazione, mentre sono il 7%. E pensano che il 20% di loro sia musulmano, mentre lo sono appena al 4%. Per un verso, secondo Travaglio, “la cosiddetta informazione” rilancia le patacche del web anziché smentirle, perché “legata mani e piedi alla politica”. E se ha ragione persino Renzi a definire “meschino” chi straparla di invasione, è pur vero che l’azione del governo sul fronte immigrazione è secondo Travaglio inadeguata: “se i migranti venissero tutti identificati e non lasciati andare nella speranza che trasmigrino in un altro Paese; se fossero obbligati a frequentare scuole di lingua e di Costituzione italiana, ma anche di formazione professionale; se venissero impiegati in lavoretti di piccola manutenzione e pulizia”, “si noterebbero di meno e finirebbero meno facilmente nelle grinfie di italiani senza scrupoli a caccia di manodopera sottocosto e a nero”.

Bankitalia

Su La Repubblica: “Visco: ‘Tagliate il cuneo fiscale. Ue troppo rigida sulle banche'”, “Il governatore: ‘La ripresa c’è ma è lenta, servono più investimenti’. Critiche a Bruxelles sui salvataggi: ‘Normativa irregolare e incompleta’”. A pagina 7 l’analisi di Andrea Greco: “Strappo con Bruxelles: ‘Lo Stato intervenga se il mercato fallisce'”, “Visco sfida l’Unione ma sono poche le chance di cambiare il bail in. Lo spauracchio del caso Mps”.
Sul Corriere: “Visco: più investimenti per la ripresa”, “A Via Nazionale le considerazioni finali: tagliare il cuneo fiscale sul lavoro, nuovi incentivi all’innovazione e sostegno ai redditi meno abbienti”. A pagina 3 lo scenario di Federico Fubini: “Il governatore e i costi da tagliare. La mossa Bce sui crediti a rischio”, “Francoforte prepara per l’estate un rapporto sulle esposizioni degli istituti Ue”.
Alla relazione di Visco è dedicata anche l’analisi di Daniele Manca: “Come crescere di più nell’Italia esitante”, “I segnali positivi sull’economia non possono far dimenticare che siamo lontani dai livelli precedenti la crisi. Le risposte devono venire da maggiori investimenti anche pubblici, dalla legge per la concorrenza, dalla riduzione del cuneo fiscale, dal sostegno ai meno abbienti, dalle agevolazioni alle aziende”.
Il Fatto: “Banche: Visco scarica tutto su Europa, crisi e manager”, “Risparmiatori dimenticati. Nelle considerazioni finali il governatore assolve la vigilanza per i crac di Etruria & C. E chiede una moratoria sulle regole Ue che impediscono gli aiuti di Stato”.

Elezioni, impresentabili

Ieri la Commissione Antimafia ha comunicato il risultato dello screening sulle liste e i candidati alle amministrative. Su La Stampa: “Calabria, Campania e Roma, 14 impresentabili, tutti in liste civiche”, “‘Sono un varco per le mafie’, scrive Rosy Bindi illustrando la relazione della Commissione” sui Comuni sciolti per mafia, approvata all’unanimità, come spiega Amedeo La Mattina nell’articolo. Sette a Battipaglia i candidati impresentabili, cinque a Roma, due in Calabria. Sul Corriere ne scrive Monica Guerzoni, che riferisce anche le parole della presidente Bindi: “I certificati non bastano, i partiti non devono mettere in lista gli incensurati che hanno frequentazioni con famiglie mafiose”. E il Pd -scrive ancora Guerzoni- “mette nel mirino ‘ circoli ‘in mano ai capicorrente’: sono solo un elenco di iscritti, li chiuderemo” ( a dirlo è stato Lorenzo Guerini).
Il quotidiano intervista poi due degli “impresentabili”: Fernando Vendetti, candidato a Roma VI municipio (“Macché cattiva persona. Ho anche salvato un cinese”, è stato condannato per tentata estorsione, è in attesa dell’appello, è un maresciallo della Croce Rossa in lista con Storace); e Carmelo Bagnato (“Il processo? Lo so solo ora. Così mi ritiro dalle elezioni”, “ho saputo solo ora di avere una condanna a 2 anni per bancarotta fraudolenta”, è in lista a Scalea con una lista civica).
La Repubblica: “Nelle liste 14 impresentabili. Bindi accusa:’Le civiche un varco per le cosche'”, “L’Antimafia: 5 candidati Roma, 7 a Battipaglia e altri 2 in Calabria. Controllati 3.200 nomi nei tredici Comuni infiltrati dalla criminalità”. E di fianco l’inchiesta firmata da Tommaso Ciriaco e Alberto D’Argenio: “Boom dei simboli locali, sono 4000 in mille comuni, il record al Sud e nel Lazio”, “E’ un trend in continua crescita quello delle liste civiche. Nel Mezzogiorno ce ne sono in media 3,7 in ogni città, in Puglia addirittura 5,5,”. Anche La Repubblica intervista un candidato “impresentabile”: Carmine Fasano (“Io escluso per un errore da ragazzino, patteggiai per pochi grammi di fumo”).
Il Fatto: “‘Liste civiche piene di mafia e impresentabili'”, “14 i candidati ‘bollati’ dalla Commissione Antimafia nei Comuni a rischio. Rosy Bindi: ‘Abbiamo pochi poteri, ora nuove norme'”.

Francia
Su La Stampa Paolo Levi da Parigi racconta la “sfida” del sindaco Anne Hidalgo: “‘Un campo profughi in città'”, “Hidalgo contro la politica di Hollande: non intervenire è omissione di soccorso”. E si citano le parole di Hidalgo: “‘Non possiamo più permetterci di aspettare. E’ il momento di prendere l’iniziativa’”, “‘Vedere quella gente nel fango è una situazione insopportabile per i parigini'”.
Ne scrive anche il Corriere: “‘Un campo profughi dentro la città, l’impegno di Parigi'”, “La sindaca Hidalgo in polemica col governo:’Voglio fare qualcosa per chi è in pericolo'”.

Su La Repubblica attenzione per Alain Juppé, da sempre uno dei leader del centrodestra in contrapposizione con Nicolas Sarkozy, che sfiderà nelle primarie per l’Eliseo a novembre: “‘Cambierò la Francia in 100 giorni’, nel regno di Juppé, l’anti-Hollande”. Di Anais Ginori.

Usa

Su La Stampa la corrispondenza di Paolo Mastrolilli: “Hillary scopre l’incubo California”, “Cancellati i comizi in New Jersey, Clinton vola a Ovest dove Sanders la insidia”, “Il 7 giugno le primarie. La nomination a un passo ma la sua coalizione è sempre più fragile”. La Clinton non ha ancora superato la soglia che renderebbe automatica la sua vittoria e il senatore Sanders continua ad attaccarla nella speranza di spingere i superdelegati ad abbandonarla quantomeno a condizionarla spingendola verso le proprie posizioni.
Su La Repubblica Arturo Zampaglione racconta il caso della famosa foto di Donald Trump insieme al leader della Lega nord Matteo Salvini, dello scorso aprile: “‘Mai incontrato Salvini’. Ora Trump sconfessa i populismi europei”, “Intervistato da Michael Wolff il tycoon nega il colloquio con il leader leghista: ‘Non l’ho voluto vedere'”. Salvini -racconta Zampaglione- era stato accompagnato da un imprenditore di origini molisane ad una manifestazione di Trump. La foto era stata scattata in platea. Le ipotesi su questa smentita: o Salvini si era “intrufolato” e Trump non lo ricordava. O Trump non ha convenienza politica ad ammettere quell’incontro. Spiega Michael Wolff: “Non ha alcun vantaggio nel valorizzare i legami con Le Pen e Salvini”, “Anche questi leader europei sono considerati degli ‘stranieri’ dalla base elettorale di Trump, che rimane xenofoba e non ha alcun interesse nei rapporti internazionali del suo leader”.

E poi

Sul Corriere, alle pagine della cultura, Pietro Citati recensisce il saggio dello storico americano Paul M. Cobb “La conquista del Paradiso. Una storia islamica delle crociate”, edito da Einaudi: “L’Islam e le Crociate. Un altro punto di vista”, Cobb “ricostruisce gli scontri tra musulmani e cristiani sulle sponde del Mediterraneo secondo una nuova prospettiva”. Come cioè conobbero i musulmani le crociate tra l’XI e il XIV secolo.
Su La Repubblica un articolo del corrispondente da Bruxelles Andrea Bonanni: “La Corte europea: ‘Legittimo vietare il velo sul posto di lavoro'”, “Il parere dell’avvocato generale dopo il licenziamento di una donna che aveva rifiutato di toglierlo in ufficio”. Era impiegata come receptionist dalla società belga G4S Secure Solutions (servizi di sorveglianza e sicurezza).

redazione grey-panthers:
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