Sul palco del Franco Parenti, l’impossibilità di sentirsi a proprio agio in un corpo di donna

Teatro Franco Parenti – Sala AcomeA

“L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo”  dal 20 Settembre al 16 Ottobre 2022
di Katharina Volckmer – traduzione italiana Chiara Spaziani – pubblicata da La nave di Teseo editore, 2021 – adattamento Fabio Cherstich, Katharina Volckmer – regia e impianto visivo Fabio Cherstich – da un’idea di Andrée Ruth Shammah – con Marta Pizzigallo – e con Riccardo Centimeri e Francesco Maisetti

“L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo” è uno spettacolo tratto dal best-seller d’esordio della scrittrice tedesca Katharina Volckmer, tradotto per l’Italia da da Chiara Spaziani e pubblicato da La nave di Teseo. La regia e l’impianto visivo sono di Fabio Cherstich. Lo spettacolo arriva a Milano dopo il debutto dello scorso giugno in prima nazionale nella sezione teatrale dello Spoleto Festival dei Due Mondi, dove ha ottenuto il favore del pubblico e della critica. Una storia controversa sin dal titolo. Torrenziale, provocatorio, a tratti insopportabile ma anche atrocemente divertente, lucido e delirante allo stesso tempo, “Un cazzo ebreo” è un flusso di pensieri che la protagonista lascia scorrere tra inconfessabili fantasie sessuali legate a Hitler e al nazismo, il racconto di incontri di sesso occasionale nei bagni pubblici, la deplorazione della pessima cucina tedesca fino all’ammissione di quello che è il nodo cruciale della sua vita interiore: l’impossibilità di sentirsi a proprio agio in un corpo di donna.

In apertura: Marta Pizzigallo in L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo_ph Luca del Pia3

Sia Volckmer che il suo personaggio hanno una sola priorità: rompere il silenzio. E il silenzio dell’analista è il muro contro cui testardamente, dolorosamente, la protagonista continua a sbattere la testa. Il regista Fabio Cherstich ha colto al volo l’idea della direttrice del Teatro Franco Parenti  Andrée Ruth Shammah, lavorando all’adattamento teatrale del libro con la collaborazione della stessa Katharina Volckmer: “la donna e il dottor Seligman sono all’interno di uno spazio mentale” spiega nelle sue note di regia: “non lo studio di un medico ma un dispositivo visivo in cui attraverso l’utilizzo di lenti traslucide, vetri opalescenti, filtri fotografici, il corpo della protagonista e la sua immagine appaiono al pubblico in una forma mutevole e continuamente trasformabile, fluida e misteriosa”. Attraverso un dispositivo visivo che rende il palcoscenico un laboratorio per le immagini, Fabio Cherstich rappresenta scenicamente il percorso mentale che porta al cambio di sesso della protagonista, un caleidoscopio di pensieri che invadono il suo cervello e sembrano modificare la percezione che lei stessa ha del suo corpo e della sua storia. Cherstich non vuole solo farci sentire la voce della protagonista ma vuole anche farci vedere cosa si sta affastellando e formando nella sua immaginazione: ci chiede di diventare testimoni di un processo di distruzione di sé che è anche un inno alla complessità e alla fluidità di quello che siamo, di quello che potremmo osare essere e di quello che saremo: “Facciamoci oro, dottor Seligman. Cambiamo forma nei secoli, ma senza scomparire”.

Orari: Martedì-giovedì h 20:30; mercoledì-venerdì-sabato-domenica h 19:15

Prezzi: PRIMO SETTORE intero 30€ – SECONDO SETTORE intero 22 €; over 65 15 € – GALLERIA intero 18 € over 65 15 €

Sconti speciali riservati ai possessori della Grey Panthers PREMIUM CARD

Informazioni: Biglietteria via Pier Lombardo 14 – 02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

 

ph Luca del Pia5
redazione grey-panthers:
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