Grandi libri, grandi film: Bram Stoker, il padre del vampiro

Come il nostro Emilio Salgari anche Bram Stoker nato a Clontar, un villaggio costiero in Irlanda l’8 novembre 1847, non ha mai visitato nel corso della sua vita (muore a Londra il 20 aprile 1912) i luoghi immaginari nei quali ha ambientato i romanzi dedicati alla mitica figura del vampiro (i Carpazi per lo scrittore irlandese e la Malesia per il suo collega italiano). Dopo aver conseguito la laurea in matematica, Stoker a 29 anni diventa amico dell’attore Henry Irving (sarà il suo assistente) e nel 1878 sposa Florence Balcombe. Poi si trasferisce a Londra, dove va a dirigere il Lyceum Theatre di sua proprietà. Economicamente benestante, si dedica nel tempo libero alla stesura di romanzi e racconti dell’orrore per bambini di cui ancora oggi si sa molto poco. Nel 1897 è l’anno della svolta. Esce in marzo il romanzo Dracula che ottiene un enorme successo di pubblico. L’ ispirazione gli viene dalla conoscenza nel 1890 con il professore ungherese Àrmin Vámbéry, uno studioso che lo mette al corrente della leggenda di un personaggio realmente esistito, il principe rumeno Vlad III Tepes (impalatore) della Transilvania morto nel 1476 a quarantacinque anni in battaglia.  La narrazione popolare racconta che il crudele nobile intingesse il pane nel sangue dei nemici impalati intorno alla sua tavola. Nel 1931 quando si decide di aprire la sua tomba viene trovato lo scheletro di un cavallo. Suo padre Vlad II era stato insignito dell’ordine del Drago, da cui probabilmente deriva il soprannome di Dracula. Lo scrittore affascinato da questa figura studia la storia e la religione dei Balcani per ben sette anni prima di dare alle stampe il romanzo. Stoker benchè documentatissimo sull’argomento non metterà mai piede in quelle terre.  Questo suo personaggio letterario diventerà presto il simbolo del male, un messaggero di morte e la sua agghiacciante leggenda sedurrà tutto il mondo.  Il teatro e soprattutto il cinema se ne approprieranno a tutto campo.

Nel 1922 sarà l’attore berlinese Max Schreck a indossare i panni di Dracula in Nosferatu diretto da Friedrich Murnau. La storia è quella di Jonathan Harker che parte per la Transilvania convocato dal conte Orlok, in realtà un vampiro. Harker riesce a fuggire e a ritornare a casa, ma il vampiro implacabile lo insegue portando la peste. L’ epidemia sarà però sconfitta dalla sua fidanzata che si sacrifica giacendo col vampiro fino all’ alba.  Nel 1927 ci riprova Tod Browning con London, After Midnight interpretato da Lon Chaney. In una casa di Londra, ora abitata da vampiri, è teatro di un suicidio. Un poliziotto grazie all’ ipnosi scopre che il decesso è in realtà un omicidio commesso dal vicino di casa. Il film, mai distribuito in Italia, è andato perduto. Ancora Tod Browning è l’autore nel 1931 di Dracula con Bela Lugosi. Arrivato in Transilvania, il conte Dracula, stabilitosi in un’abbazia fatiscente, semina il terrore tra gli abitanti del luogo. Il professore Van Helsing riuscirà a sconfiggerlo trafiggendogli il cuore con un paletto. L’anno successivo Carl Theodor Dreyer ritorna sul tema con Il Vampiro incentrato su di una vecchia malefica che insieme ad un dottore e al suo servo zoppo porta la morte nella comunità. Un giovane con grande coraggio la ucciderà con un colpo di picca nel cuore liberando le sue vittime, mentre il crollo di un mulino eliminerà i complici della crudele vampira. Il terrore, la pestilenza, la morte sono i simboli di questo filone cinematografico che con il passare degli anni diventa sempre più popolare. Nel 1936 arriva sugli schermi Dracula’s Daughter di Lambert Hillyer con Otto Kruger. La contessa Zaleska, figlia di Dracula assetata di sangue secondo le tradizioni di famiglia, arriva a Londra per scoprire la vera fine di suo padre. La donna vorrebbe una vita normale, ma il suo istinto la porterà ad uccidere.  Nel 1943 è il grande Robert Siodmak a richiamare Lon Chaney   per Son of Dracula, storia del figlio del conte dei Carpazi invitato in Louisiana dalla discendente di una ricca famiglia che vorrebbe per sé e per il suo inconsapevole fidanzato l’immortalità. Fortunatamente un vampirologo riuscirà ad eliminare Dracula e l’ingenua ereditiera. Anche il genere comico non vuole essere da meno ed ironizza sul tema.  Del 1948 è Il cervello di Frankenstein di Charles T. Barton con la coppia Bud Abbott e Lou Costello (Gianni e Pinotto nella versione italiana). Due spedizionieri piuttosto sempliciotti devono consegnare due casse alla Casa degli orrori da cui improvvisamente usciranno il conte Dracula e il mostro Frankenstein.  Il cinema italiano che sta sviluppando il genere horror con mezzi artigianali, vede diversi registi al lavoro tra i quali Riccardo Freda, autore di I vampiri, 1956 di Riccardo Freda, ma la parte del leone tocca ai cineasti inglesi con Dracula il vampiro, 1958 interpretato da Christopher Lee e Peter Cushing; La sposa di Dracula, 1960; Dracula, principe delle tenebre, 1965, tutti diretti da Terence Fisher, realizzati grazie alla mitica e specializzata casa di produzione Hammer.  Nel 1967 è Roman Polanski a firmare un vero proprio gioiellino, Per favore… non mordermi sul collo, una divertente, ma inquietante satira, protagonista un professore e il suo giovane assistente a caccia di vampiri in Transilvania. Il ragazzo si innamora di una bella giovane  ambita dal misterioso conte  von Krolock.

Polanski si diverte a mettere insieme vampiri ebrei che non si spaventano davanti alla croce e omosessuali che mordono solo gli uomini. Hollywood risponde con Bracula, 1972 di William Crain, un curioso esperimento di vampirismo all black; la storia ambientata nel 1815 di un principe africano vampirizzato dal conte Dracula. Molti anni dopo due antiquari lo risuscitano, ma Bracula, braccato dalla polizia, preferisce dissolversi al sole.  Nel 1978 indimenticabile è Wampyr di George A. Romero, mentre l’anno dopo in Germania, Werner Herzog firma il capolavoro Nosferatu, il principe della notte con Klaus Kinski e la deliziosa Isabelle Adjani. La saga cinematografica prosegue con Mirian si sveglia a mezzanotte, 1983 di Tony Scott interpretato da David Bowie, Susan Sarandon e Catherine Deneuve, la vicenda di una plurimillenaria vampira alla moda costretta a rimanere in vita con il sangue del suo partner; Dracula di Bram Stoker, 1992 del maestro Francis Ford Coppola (tre Oscar all’ attivo), ambientato a Londra con Dracula che cerca una sua vittima il cui viso assomiglia molto a quello di sua moglie suicidatasi per amor suo. Nel cast Gary Oldman, Keanu Reeves e Winona Ryder. Di grande successo è anche Intervista col vampiro, 1994 di Neil Jordan con Tom Cruise, Brad Pitt e Christian Slater, storia di un vampiro deciso a raccontare ad un giornalista la sua vita lunga due secoli. Nel 1996 anche Dal tramonto all’ alba di Robert Rodriguez con la sceneggiatura di Quentin Tarantino, sbanca al botteghino. Gli interpreti sono Harvey Keitel, George Clooney e Salma Hayek e la vicenda ruota attorno a due banditi rapitori di una famiglia di un predicatore in crisi. Durante la fuga oltre la frontiera messicana fanno sosta in un locale infestato dai vampiri. John Carpenter, regista di talento nel 1998 con Vampires fornisce la sua versione sull’ argomento dirigendo James Woods, Sheryl Lee e Daniel Baldwin raccontandoci la vicenda di una banda di cacciatori di vampiri tra la California e il Messico alla ricerca del più tosto dei non morti.  Un film nel film è invece L’ ombra del vampiro, 2000 di E. Elias Merhige con John Malkovich e Willem Dafoe ambientato sul set di Nosferatu, il capolavoro di Murnau. Nel corso della lavorazione strani avvenimenti accadono e si sospetta che l’attore protagonista sia in realtà un vero vampiro. Sono passati molti decenni da quando Bram Stoker ha ideato Dracula. Lo scrittore non poteva all’ epoca immaginare quando il suo personaggio avrebbe contribuito ad alimentare in futuro le nostre paure e le nostre insicurezze. Ne sapeva qualche cosa Bela Lugosi, l’attore per nove anni calatosi nei panni del conte delle tenebre. La Universal, la casa di produzione hollywoodiana, lo costringeva a rilasciare interviste vestito da Dracula sdraiato in una bara.  Poco a poco Lugosi sarà totalmente posseduto dal suo personaggio morendo nel 1956 in preda ad un delizio di identificazione (verrà seppellito avvolto nel suo mantello nero foderato di rosso). Con Dracula non si scherza….

 

Pierfranco Bianchetti:

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  • Buongiorno, ho trovato molto interessante questo viaggio cinematografico alla scoperta dell'universo cinematografico dei vampiri. Ho amato intervista col vampiro e Dracula di Bram Stoker, il suo articolo ha attirato la mia attenzione su Vampires del grandissimo Carpeter. Le segnalo e le consiglio Dracula untold, un blockbuster, pur non essendo all'altezza dei film da lei raccontanti ci propone una visione tutta nuova della figura del Conte non più come cattivo della storia ma come eroe.

  • Grazie mi fa piacere che il mio pezzo ti sia piaciuto. Guarderò con piacere il blockbuster da te segnalato. A presto. Pierfranco

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