Da vedere in DVD: “Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson

tit orig idem sogg e sceneggiatura Paul Thomas Anderson cast Alana Haim (Alana Kane) Cooper Hoffman (Gary Valentine) Sean Penn (Jack Holden) Tom Waits (Sam Harpoon) Bradley Cooper (Jon Peters) Benny Safdie (Joel Wachs) Maya Rudolph (Gale) Skyler Gisondo (Lance) Mary Elizabeth Ellis (Anita) Joseph Cross (Matthew) John C. Reilly (Fred Gwinne) Emma Dumont (Brenda) genere commedia lingua orig inglese prod Usa 2021 durata 133 min.

 

Cominciamo dal titolo, quantomai strampalato, ossia dalla “pizza alla liquirizia” (roba da voltastomaco solo all’idea). Si tratterebbe di un ricordo d’infanzia dell’autore che amava un negozio di dischi che portava tale nome. Sarà… ma ci azzecca proprio poco o nulla. Comunque, di cosa stiamo parlando? Di una banale commedia Made in Usa con tutti gli ingredienti del più inveterato sciovinismo stelle-e-strisce: la realizzazione del “sogno americano” (basta intraprendenza e fiuto per gli affari) unita a sdilinquaggini di adolescenti in amore. Cose già viste e riviste fino alla nausea a cominciare proprio dai “favolosi anni ‘70” nei quali si colloca la storia di Alana e Gary. Con questa differenza: che mezzo secolo fa, ogni tanto, spuntava anche qualche film con un pizzico di genio mentre qui si tratta di una pura e semplice operazione-nostalgia pianificata a tavolino.

Neppure un amarcord personale del regista, come sembrerebbe suggerire il titolo, dato che nel 1973, anno dell’ambientazione filmica, Anderson non andava nemmeno all’asilo. Dunque un film dedicato ai senior di oggi per l’ambientazione (ormai fare un film sui ‘70 equivale a fare un film “storico”) e ai teenager di oggi per l’intreccio adolescenziale. Commediola insipidina, ma con un buon cast, centrato sugli esordienti di lusso Alana Haim e Cooper Hoffman. Esordienti per modo di dire, essendo la prima già popolare come musicista del gruppo rock Haim (formato con le sorelle Este e Danielle) ed essendo il secondo rampollo di quel Philip Seymour Hoffman, attore-feticcio di Anderson che lo volle in cinque dei suoi sei film (tra cui i sopravvalutatissimi Magnolia e The Master di cui, per fortuna, nessuno si ricorda più). Ed ecco il punto: se dalla critica italiota non si fossero levati altissimi peana (tipo, testuale: “ultimo gioiello del sommo Anderson”!) questa immangiabile “pizza alla liquirizia” sarebbe liquidata per quello che è: una commedia senza pretese, a tratti persino divertente, ben costruita e curata come può e deve esserlo un prodotto di sartoria hollywoodiana, ma niente più che un piccolo divertissement. Proprio niente di più. Completano la locandina alcune comparsate di lusso come quelle di Bradley Cooper, Sean Penn e Tom Waits artefici, questi ultimi due, di un ameno e spumeggiante siparietto che ha peraltro poca attinenza con il resto della storia. Da sballo, invece, la colonna sonora con non pochi brani d’epoca (McCarthy, The Doors, Donovan, Bowie ecc) ben calibrati nel rapporto con le immagini.

 

E allora perché vederlo?

Proprio per capire che Paul Thomas Anderson non è Orson Welles e che i suoi film non sono capisaldi della storia del cinema. Checché ne dica qualche “signorone grande firma” della nostra critica.

 

DVD selezionati da Riccardo E. Zanzi, recensione di Auro Bernardi

 

Egidio Zanzi:
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