Da vedere in DVD: Le vele scarlatte di Pietro Marcello

Le vele scarlatte è un film anomalo, in bilico, anche e soprattutto figurativamente, tra realismo magico e onirismo, tratto dell’omonimo romanzo scritto nel 1923 dal russo Alexander Grin

Nella sua sfortuna Juliette è una bambina fortunata. Nata femmina nel 1918 è già questo un motivo per non rallegrarsi. Orfana per di più, senza la mamma che si è tolta la vita in condizioni drammatiche. Per fortuna però ha un papà amorevole che la alleva con l’aiuto di Adeline, proprietaria della fattoria normanna in cui i due vivono. Un po’ emarginati e poco amati dal resto della piccola e pettegola comunità locale. Ma babbo e figlia se ne infischiano anche se questo complica loro la vita. A infischiarsene di più è proprio la ragazzina che trova piacere soprattutto nelle scorribande in mezzo alla natura selvaggia che circonda la sua abitazione, tra fiumi e foreste popolate da immaginarie creature che, a volte, si materializzano in maghe e veggenti ben più benigne delle analoghe streghe che inquietano i sonni di Macbeth. Tra sonni e sogni, giocattoli di legno e strumenti musicali arriva anche il momento del risveglio, quando Juliette è ormai adulta. Sotto forma di un aviatore dalle sembianze del prezzemolino Garrel, ubiquo astro non più nascente, ma già nato e cresciuto, del cinema francese. Un breve, eterno amore, che oltrepassa la vita e la morte di babbo Raphaël approdato a sua volta accanto alla moglie nel piccolo cimitero in riva al mare sul quale naviga il vascello dalle purpuree vele.

Le vele scarlatte è un film anomalo, in bilico, anche e soprattutto figurativamente, tra realismo magico e onirismo, porta giustamente a esergo questa citazione dal romanzo di Grin da cui è tratto: «I cosiddetti miracoli si possono compiere con le proprie mani». Non siamo certo dalle parti del Dreyer di Ordet (1955, «Credo che tanti piccoli miracoli accadano ovunque, in segreto»), ma neppure troppo lontani da un teismo panico (dal dio greco Pan) che tutto raccoglie nel “miracolo” della natura. E dove i conflitti vengono risolti a suon di musica. E proprio la musica la dice lunga sulla cifra estetica del film. Interessante e coerente quando, per esempio, Raphaël suona la fisarmonica sulla tomba della moglie in un tacito colloquio più espressivo di mille parole, ma troppo spesso melensa e inopportuna. Tant’è che l’insieme del film, alla fine, risulta piuttosto leziosetto e calligrafico. Perché è facile cascare in tali trappole quando si imbocca questo sentiero.

Ultima chiosa: vero che il romanzo dal quale il film è tratto si intitola Le vele scarlatte, ma rispetto all’adattamento cinematografico, ovvero alle scelte di regia, risulta più pertinente l’originale francese che significa Il volo. Perché è appunto su un biplano e non su una nave che il principe azzurro arriva. E Juliette canta: «Vorrei volare via con te, lontano da qui…»

 

E allora perché vedere Le vele scarlatte?

Proprio per volare via con te, lontano da qui.

 

Dettagli del film Le vele scarlatte

titolo orig. L’envol sceneggiatura Pietro Marcello, Maurizio Braucci, Maud Ameline dal romanzo Le vele scarlatte di Aleksandr Grin cast Juliette Jouan (Juliette adulta) Raphaël Thiéry (Raphaël) Noémie Lvovsky (Adeline) Yolande Moreau (la maga) François Négret (Fernand) Erns Umhauer (Renaud) Louis Garrel (Jean) Asia Bréchat (Juliette a 10 anni) Suzanne Marquis (Juliette a 5 anni) genere drammatico lingua orig. francese prod. Fr, Ita, Germ 2022 durata 100 min.

 

DVD selezionati da Riccardo E. Zanzi, recensione di Auro Bernardi

 

Egidio Zanzi:
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