Da vedere in DVD: “Belfast” di Kenneth Branagh

tit. orig. idem sceneggiatura Kenneth Branagh cast Jude Hill (Buddy) Caitriona Balfe (mamma) Jamie Dornan (papà) Judi Dench (nonna) Ciarán Hinds (nonno) Lara McDonnel (Moira) genere drammatico lingua orig inglese prod Gran Bretagna, 2021 durata 97 min.

 

Un Amarcord al sentore di tritolo. Questo, in soldoni, l’argomento del film. Al tritolo in quanto la storia è ambientata tra l’estate e l’inverno del 1969 nella città nordirlandese del titolo teatro, all’epoca (ma anche prima e dopo), di feroci scontri tra cattolici e protestanti. Con vittime innocenti da ambo le parti. Amarcord in quanto Branagh, nato a Belfast nel 1960, si identifica palesemente in Buddy, il marmocchio di nove anni il cui sguardo coincide con il filo narrativo. Il che esonera il regista dall’indagare cause ed effetti del conflitto per concentrarsi invece su dinamiche familiari per non dire familistiche quali sono le sensazioni di un bambino. Magari generate da conversazioni carpite per caso ascoltando (e capendo quel che capisce) dei discorsi degli adulti. Oppure partecipando a scorribande scolastiche con amici e fratelli o, ancora, vivendo le prime esperienze “forti” come la cotta per una compagna di classe o la morte di un congiunto.

Film ottimamente interpretato e ottimamente girato, in uno struggente bianco e nero (tranne lo spot turistico iniziale e alcune sequenze televisive) con una buona sceneggiatura che non fa mai calare il grado di attenzione (e partecipazione) dello spettatore. Anche ricorrendo furbescamente, di tanto in tanto, a classici escamotage o luoghi comuni come il cattivone di turno che minaccia l’idillio domestico. Così come ci poteva essere risparmiata, al proposito, la musica di Mezzogiorno di fuoco (film peraltro citato in una bella sequenza alla tv) su una delle scene più deboli del film: il “duello” tra il babbo e il “vilain” con mamma e pargolo ostaggi del farabutto. Al merito di Branagh va comunque ascritto il fatto di essersi occupato di un conflitto che ha insanguinato l’Europa per lunghissimi anni e che, forse forse, non è proprio totalmente sopito, specialmente in tempo di Brexit. Film chiaramente confezionato per fare cassetta, ma in modo intelligente. E anche questo non è cosa da poco.

 

E allora perché vederlo?

Perché il mondo visto dagli occhi di un bambino fa sempre tenerezza.

 

DVD selezionati da Riccardo E. Zanzi, recensione di Auro Bernardi

 

Egidio Zanzi:
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