A Milano, in mostra fino al 19 giugno “Impressionisti. Capolavori della collezione Clark”

«Oh, fu davvero una giornata tremenda quella in cui osai recarmi alla prima mostra sul Boulevard des Capucines assieme a Joseph Vincent, paesaggista, allievo di Bertin, premiato sotto diversi governi. L’imprudente era andato lì senza pensarci, credeva di vedere della pittura come se ne vede dovunque, buona e cattiva, più cattiva che buona, ma che non attentasse ai buoni costumi artistici, al culto della forma, al rispetto dei maestri. […] Impressione, sole nascente. Impressione, ne ero sicuro. Ci dev’essere dell’impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell’esecuzione! La carta da parati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto». Così, in Le Chiarivari del 25 aprile 1874, Louis Leroy descriveva la prima mostra di quelli che chiamò con intento dispregiativo «impressionisti». E il nome derivava proprio dal titolo di Impression. Soleil levant, quadro dipinto da Claude Monet, a parere del critico, cattivo tappezziere attentatore del Bello.

Quattro giorni dopo, in Le Siecle, Jules Castagnary sfruttò la stessa denominazione per definire lo stesso gruppo di artisti, ma stavolta secondo l’accezione positiva del termine: «Se volessimo definirli, – scriveva- dovremmo coniare una nuova parola: impressionisti. Sono impressionisti nella misura in cui non rappresentano tanto il paesaggio quanto la sensazione in loro evocata dal paesaggio stesso».

Impressione è pure il titolo della prima sezione della mostra in programma a Palazzo Reale di Milano che presenta, fino al 19 giugno e per la prima volta in Italia, 73 capolavori dallo Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown, nel Massachussets. Prima tappa dell’eccezionale e inedito tour mondiale dei capolavori della famosa collezione che comprende grandi opere francesi del XIX secolo, con stupendi dipinti di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Edgar Degas, Édouard Manet, Berthe Morisot e Camille Pissarro. A costoro si aggiungono poi opere fondamentali dei pittori barbizonniers quali Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, e Theodore Rousseau, dei maggiori pittori accademici del tempo quali William-Adolphe Bouguereau, Jean-Léon Gérôme e Alfred Stevens, e di post-impressionisti quali Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.La mostra è curata da Richard Rand, Senior Curator presso lo Sterling and Francine Clark Art Institute e il percorso espositivo, organizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni incentrate sui temi fondamentali che testimoniano le innovazioni stilistiche e tecniche della seconda metà dell’Ottocento: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri. Ai dipinti di artisti che hanno posto le premesse per affrontare l’arrivo della nuova pittura indipendente, sono affiancati i lavori dei potenziali “rivali”, cioè di pittori che ancora sostenevano vivacemente la tradizione accademica, senza dimenticare gli artisti come Toulouse-Lautrec e Gauguin che alla fine del XIX secolo si impongono prepotentemente con altri tipi di scenari e con soluzioni particolarmente originali.

Dopo Palazzo Reale, la collezione Clark sarà ospitata in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, in Spagna, alla CaixaForum di Barcellona, per proseguire poi nei maggiori musei di tutto il mondo.

Per maggiori informazioni sulla collezione Clark, clicca qui

Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark

fino al 19 giugno 2011 presso il Palazzo Reale: Milano, piazza Duomo 12

Orario di apertura: tutti i giorni, ore 9.30-19.30; lun, ore 14.30-19.30; gio e sab, ore 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Biglietti: Intero € 9; ridotto € 7,50;

Diritto di prevendita: Singoli e gruppi € 1,50;

Info e prevendita biglietti: Infoline 199 500 200 (dal lunedì al venerdì dalle8.00 alle 20.00 e sabato dalle 8.00 alle 13.00); impressionistimilano.it

redazione grey-panthers:
Related Post