Sur la route

musiche di Bartok, Tchaïkovsky, Khatchatourian, Legrand, deFalla, Poulenc, Bellini, Chaplin, Piazzolla, Arien, Rota Romain Leleu: tromba, Ensemble Convergences
Aparté (67″29″)

 

 

 

A questo tipo di programma reagisco, di solito, con diffidenza: le mescolanze di epoche, di generi, il fatto che nessuna delle musiche è destinata in origine allo strumento protagonista, mi fanno storcere il naso se non l”orecchio.

Ma – per una volta – è stata l”immagine di copertina a stimolare la mia curiosità, e non me ne sono pentito.

Romain Leleu, ha un volto giovane – più ancora della sua età – simpatico e aperto, e a «vederlo» suonare, si scopre un”altra dimensione dell”interpretazione musicale (): la spontaneità, la naturalezza dell”attitudine del solista sono straordinarie. Associamo – inconsciamente – la tromba allo sforzo, all”esplosione, al sudore che sprizza insieme alle note, dal faccione di Luis Armstrong alla cordiale mimica di Maurice André – un mito della tromba classica. Romain Leleu, invece, suona il suo strumento con la stessa leggerezza e disinvoltura che se fosse un flauto a becco; sembra che parli alla sua tromba invece che soffiarci dentro. E la sonorità, mai aggressiva, è sempre variata nei colori in una gamma espressiva liberamente adattata alla musica presentata.

Leleu utilizza, oltre la tromba e la tromba piccola, il cornetto a pistoni ed il bugle – un tipo di ottone dal suono dolce e «rotondo», simile alla voce umana o al violoncello – ed è accompagnato da un quintetto d”archi – il tradizionale quartetto più un contrabbasso – per cui Manuel Doutrelant ha trascritto le musiche qui registrate, in origine composte per la voce, il pianoforte o il bandonéon, il quartetto d”archi o l”orchestra.

Un programma molto variato, dunque, una specie di viaggio musicale, che comincia con le Danze popolari rumene di Bartok, e passando per El amor brujo (de Falla), la Norma e il tango di Piazzolla raggiunge l”Over the rainbow (dal Mago di Oz), e conclude con  l”inevitabile riferimento al titolo del cd: la musica di Nino Rota per La strada di Fellini.

Associazioni che dovrebbero farmi rabbrividire; ma questa volta la magia dello strumento, trasfigurato dal virtuosismo dell”interprete, ha trasformato questo bizzarro itinerario in un panorama incantato.

 

nota a margine: Romain Leleu, che non è soltanto un eccezionale musicista, si è recentemente cimentato nel ruolo di chef cuisinier in un ristorante parigino che mette periodicamente a disposizione le sue cucine – e la sua clientela – alle sperimentazioni di gastronomi dilettanti. Non so nulla dei risultati di questa esperienza, né se Leleu ha saputo trasferire alla sua cucina la ricchezza del suono del suo strumento e lo slancio, la spontaneità delle sue interpretazioni musicali, ma la sua fisionomia di bon vivant lascia bene sperare.

(anche se Romain Leleu parla in francese, val la pena di vederlo, poi, suonare …)

Ferruccio Nuzzo: Dopo una lunga e distratta carriera di critico musicale (Paese Sera, Il Mondo), si è dedicato alla street photo, con una specializzazione ecclesiastica. Vive in campagna, nel sud-ovest della Francia, ove fiere e mercati hanno sostituito cattedrali e processioni. Continua, tuttavia, a mantenere contatti con il mondo della musica, soprattuto attraverso i dischi, e di queste sue esperienze rende conto nella rubrica "La mia Musica. Suggerimenti d'ascolto".

View Comments (2)

  • Oltre il link Sur la Route Making of: guarda il making of indicato nell'articolo, esistono su youtube molti pezzi suonati da Romain Leleu: è sufficiente fare una ricerca con il nome dell'artista.
    E' sicuramente particolare sentire "musica classica" interpretata da un solista che suona la tromba nei suoi vari formati.
    .....non si finisce mai d'imparare!

  • grazie per il suggerimento ! YouTube è uno strumento prezioso per esplorare una miniera ricchissima, anche per la musica classica
    effettivamente Romain Leleu - come molti altri interpreti - è un appassionato scopritore e collezionista di strumenti, spesso desueti o dimenticati
    il fatto di ricorrere agli strumenti originali - per i quali è stata scritta una musica, o appartenenti all'epoca, al paese da cui questa musica proviene - aggiunge un colore singolare all'atmosfera di queste interpretazioni (anche se la differenza non è sempre immediatamente percepibile)

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