Salvare il pianeta, cambiando l’organizzazione del mondo

Da quando la guerra in Ucraina ci ha messo di fronte alla realtà che l’energia a basso prezzo non è garantita, forse qualcuno sta cominciando a ragionare un po’ di più su questi temi. Come ho già avuto occasione di dire, a mio parere questa guerra – e forse non soltanto questa – va considerata una conseguenza, e non una causa della crisi energetica; ne abbiamo già parlato e ne parleremo ancora, e forse solo il tempo dirà se avevo ragione.

Qui vorrei ribadire una volta di più che l’energia per noi è qualcosa di molto semplice e ovvio: quando ne abbiamo bisogno, basta inserire la spina o schiacciare un interruttore, e quasi magicamente la luce si accende o un motore si mette in moto. Così in un certo senso non ci rendiamo conto di quanta energia consumiamo, e di quanto questa energia sia importante per il nostro benessere. Una maggiore consapevolezza è importante per capire cosa potrebbe accadere in futuro, e come dobbiamo comportarci per evitare, o almeno ridurre, i disagi e i problemi.

Per quanto riguarda il futuro, mi sembra che si possano distinguere, molto grossolanamente, almeno due tendenze. Una è quella di coloro che pensano che le risorse stiano finendo, e che il mondo stia andando verso la catastrofe. Queste persone prevedono l’aumento di conflitti, povertà, carestie, inquinamento; parlano della necessità di “salvare il pianeta”, e propongono soluzioni molto costose, difficili da realizzare, e probabilmente poco efficaci.

L’altra posizione – che per ora mi sembra vincente – è quella degli economisti, che hanno creduto finora nella crescita e nel progresso, e vedono la crescita continua come l’unica soluzione possibile dei probemi del mondo.

In effetti non si può negare che la crescita, quella che abbiamo visto negli ultimi decenni, ci ha aiutato molto, dandoci la possibilità di una vita comoda, come gli esseri umani non hanno mai potuto avere nel passato. Ma non si tratta solo di una vita comoda. Negli ultimi decenni, grazie alle possibilità offerte dall’energia a basso costo, e in particolare dai combustibili fossili, in tutto il mondo la fame è diminuita, l’aspettativa di vita è aumentata, la mortalità infantile è scesa moltissimo. E tutto questo per un numero di abitanti del pianeta che ormai arriva a 8 miliardi.

Sembra, però, che il meccanismo della crescita si stia inceppando, e molti se ne stanno accorgendo, da punti di vista diversi. C’è chi si preoccupa dell’inquinamento, chi della disponibilità di materie prime, chi delle disuguaglianze. Tutti questi aspetti sono importanti, e anche altri se ne possono aggiungere; ma non basta considerarli uno alla volta. Occorre cercare di metterli tutti insieme, e c’è molto da studiare, anche per capire meglio cosa fare. C’è bisogno di approfondire il significato di certe soluzioni, soprattutto quando sono presentate come se fossero facili e immediate.

A volte si vede un atteggiamento che rasenta l’ingenuità. Per fare un esempio, ho copiato e tradotto qui di seguito la presentazione della “Guida per Persone Pigre”, che viene proposta come un modo per salvare il mondo:

Porre fine alla povertà estrema. Combattere la disuguaglianza e l’ingiustizia. Correggere il cambiamento climatico. Accipicchia! Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono obiettivi importanti che cambiano il mondo e che richiederanno la cooperazione tra governi, organizzazioni internazionali e leader mondiali. Sembra impossibile che la persona media possa avere un impatto. Dovresti semplicemente arrenderti? No! Il cambiamento inizia con te. Sul serio. Ogni essere umano sulla terra, anche la persona più indifferente e pigra tra noi, fa parte della soluzione. Fortunatamente, ci sono alcune cose super facili che possiamo adottare nelle nostre routine e che, se le facciamo tutti, faranno una grande differenza[1]”. E quali sono queste cose super facili? Ne elenco solo qualcuna:

  • Risparmiare elettricità spegnendo le luci e staccando gli apparecchi elettrici quando non si usano;
  • risparmiare la carta pagando le bollette attraverso il telefono o il computer, invece di andare in banca;
  • partecipare alle manifestazioni che chiedono ai governi di agire a favore dell’ambiente;
  • comperare solo da aziende che utilizzano procedure sostenibili;
  • far asciugare i panni all’aria anziché usare una asciugatrice;
  • usare i trasporti pubblici o la bicicletta… e così via, se andate sul sito potete vedere questi ed altri suggerimenti. Tutti giustissimi e raccomandabili, naturalmente. Ma, come del resto si dice nel sito, non cambieranno sostanzialmente la nostra vita. E probabilmente sono applicabili soltanto a chi di noi vive nella parte più ricca del mondo, cioè più o meno un miliardo di persone su sette miliardi, secondo i dati del 2017 riportati nella presentazione dell’economista Paolo Pamini[2].

Si tratta appunto di proposte piuttosto ingenue. Trovare una soluzione facile, che non abbia un impatto sulla nostra vita, è illusorio, perché senza cambiare in modo radicale l’organizzazione della nostra vita, non riusciremo ad ottenere un risultato efficace.

Vorrei ricordare un articolo che ho pubblicato su Grey Panthers l’11 Novembre 2020. (Crescita verde: è possibile che l’economia migliori in modo sostenibile?) dove  commentavo il rapporto “Decoupling Debunked”[3], scritto per EEB (European Environmental Bureau). La traduzione letterale del titolo è: Disaccoppiamento Smascherato. Prove ed argomenti contro la crescita verde quale unica strategia per la sostenibilità. Come forse ricordate, questo rapporto è molto critico verso il concetto stesso di “Crescita verde”, perché sostiene che non si può ottenere la crescita economica senza un corrispondente aumento del consumo di energia (e quindi dei problemi ambientali, economici e sociali che ne derivano).

Invece, l’idea dello sviluppo sostenibile è sempre presente e di successo nella narrativa comune, come l’idea della crescita continua. Entrambe queste idee non sono viste in contrapposizione con le profezie di catastrofe, ma come una possibile soluzione. A mio parere invece se vogliamo continuare a crescere, rischiamo di aumentare la probabilità di trovarci alle prese con problemi e conflitti, se non addirittura con catastrofi; equesto avviene perchè anche chi prevede le catastrofi crede che ci siano soluzioni facili a portata di mano.

Non si tratta di rassegnarsi alle catastrofi, ma di studiare nuovi metodi per aumentare il benessere evitando gli sprechi. E molto di più degli sprechi che il singolo fa in casa o in ufficio, sono importanti quelli che dipendono dall’organizzazione del nostro mondo: del commercio, delle industrie, dell’agricoltura. Perché la quantità di energia che entra in gioco nella organizzazione del commercio, nella fabbricazione e nel trasporto delle merci, nella produzione del cibo, è molto elevata, e l’impatto sulla nostra vita è molto grande. Su tutto questo è necessario impegnarsi.


[1]              Dal sito: https://www.un.org/sustainabledevelopment/wp-content/uploads/2018/10/LazyPersonGuide.pdf),

[2]    Dati riferiti al 2017, da Dr. oec. Paolo Pamini, presentazione al convegno: “Clima, il dibattito che non c’è”, Istituto Liberale-23 Settembre 2019, Lugano. Link: https://www.libinst.ch/pubblicazioni/IL-Presentazione-Clima-Pamini.pdf

[3]       Il rapporto si può scaricare dal sito: www.eeb.org/library/decoupling-debunked

Giovanna Gabetta:
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