Prevenire la malnutrizione energetica delle proteine nei Senior: un nuovo obiettivo per l’Europa

Con l’invecchiamento della popolazione, la sfida, in tutti i Paesi europei, consiste nel mantenere sano e attivo un numero sempre più ampio di anziani. In Europa, tra il 13,5 % e il 29,7 % degli adulti anziani che vivono a casa sono malnutriti o a rischio di malnutrizione energetica proteica. PROMISS, un Programma Europeo per la nutrizione  e un invecchiamento sano e attivo,  mira a comprendere meglio e prevenire la malnutrizione energetica delle proteine negli anziani. Un tema che grey-panthers ha già ampiamente trattato, ma di cui volentieri ci occupiamo nuovamente.

 

               

 


Considerato il costante aumento nei Paesi industrializzati delle persone anziane e il conseguente incremento dei costi economici/sociali connessi a questa condizione, diventa imperativo identificare strategie adeguate affinché gli anziani si mantengano sani e attivi il più a lungo possibile, assicurandosi così una accettabile qualità di vita.

Tra le cause para-fisiologiche che mettono in pericolo il mantenimento di adeguata qualità di vita dell’anziano c’è sicuramente la Sarcopenia, parola che deriva dal greco antico ed è l’unione di 2 parole Sarx ( carne) e Penia (miseria, povertà). Essa definisce la perdita di massa muscolare, a cui è quasi sempre associata la perdita di forza muscolare, con costante declino delle capacità funzionali dell’individuo.

La medicina  distingue tra  Sarcopenia “primaria” o “senile”, legata solo all’età della persona, e Sarcopenia “secondaria” quando questa condizione è collegata a una particolare causa quali patologie croniche, stile di vita sedentario e/o marcato decondizionamento. Di fatto, la Sarcopenia secondaria può essere presente a qualsiasi età non essendo legata all’invecchiamento, ma a condizioni patologiche o sociali che possono essere sempre presenti nella vita della persona.

La Sarcopenia primaria, invece, è  un fenomeno costantemente legato all’invecchiamento e si presenta già in età pre-senile. Studi medici internazionali hanno dimostrato che la massa e la funzione muscolare, in condizioni di normalità,  raggiungono il loro massimo sviluppo all’età di 40 anni circa, ma poi iniziano costantemente e inesorabilmente a calare.

Ricerche scientifiche indicano che in persone sane sopra i 50 anni la massa muscolare diminuisce del 1-2% all’anno e che la perdita del 25-30% della massa muscolare  riduce in modo significativo le capacità funzionali-motorie e di conseguenza la qualità di vita della persona.

Dal punto di vista microscopico  il processo sarcopenico è caratterizzato da importanti modificazioni strutturali e funzionali del muscolo scheletrico.

La massa muscolare contrattile persa è sostituita da tessuto connettivo e/o adiposo, non in grado di contrarsi e quindi di garantire un movimento adeguato.

In aggiunta, nel muscolo sarcopenico avvengono  modificazioni  delle molecole (le proteine contrattili)  che dentro il muscolo generano e regolano la contrazione. Infatti tali molecole vengono sostituite  con forme meno efficaci che riducono la forza contrattile. A questo si  aggiunge la riduzione degli organelli cellulari (i mitocondri) che producono l’energia indispensabile per la contrazione.

Ne deriva che la principale causa fisiopatologica della Sarcopenia è la riduzione delle proteine contrattili/metaboliche del muscolo scheletrico e dell’energia indispensabile perché essa avvenga. Tale riduzione è dovuta a un aumento della demolizione delle proteine stesse presenti nell’anziano, definito in termite tecnico ipercatabolismo infiammatorio e a uno stato di ridotta sintesi proteica dovuta a malnutrizione calorico/proteica.

Dobbiamo ammettere che la malnutrizione proteica nel paziente anziano sano è molto frequente. Di fatto l’anziano sano perde capacità di gustare i sapori, ha meno appetito e sente meno gli stimoli della fame e della sete in aggiunta ad altre condizioni , quali la mancanza di dentatura adeguata, che impediscono che egli si nutra regolarmente.

Il fenomeno della malnutrizione calorico/proteica è molto più rilevante di quanto si pensi. Dati scientifici epidemiologici indicano che solo in Europa, tra il 13.5 % e il 29.7% degli anziani sono malnutriti. La condizione di malnutrizione raggiunge oltre il 50%  se si prende in esame gli anziani ospedalizzati e che tale condizione influenza marcatamente le complicanze alle quali  il paziente è soggetto,  incrementando il tempo di degenza ospedaliera e di recupero funzionale in aggiunta a un   significativo peggioramento  della prognosi  della malattia stessa.

Da quanto detto in precedenza l’approccio terapeutico alla malnutrizione calorico/proteica potrebbe essere aumentare l’apporto di proteine nei cibi che ingeriamo.

Tuttavia la conoscenza medica approfondita di questi fenomeni suggerisce che l’intervento terapeutico non sia così semplice. Occorre innanzitutto distinguere tra nutrizione e alimentazione.

La Nutrizione  è l’insieme dei processi biologici che consentono, o che condizionano, la sopravvivenza, la crescita, lo sviluppo e l’integrità di un organismo vivente.

L’Alimentazione  è  il momento della nutrizione corrispondente all’azione di procurare i nutrienti all’organismo con la semplice introduzione di adeguato apporto quanti/qualitativo di cibo.

Quindi, in medicina,  i termini “nutrizione” e “alimentazione” riflettono aspetti differenti, con implicazioni cliniche, terapeutiche, biochimiche diverse.

Di fatto la Nutrizione è più complessa e si divide in sei stati:

  • alimentazione: adeguato apporto quali/quantitativo di cibo
  • digestione: decomposizione e separazione del cibo introdotto in sostanze semplici o nutrienti
  • assorbimento: passaggio delle sostanze semplici introdotte con l’alimentazione dal tubo gastro-enterico al sangue
  • circolazione: trasporto nel sangue delle varie sostanza alle cellule del corpo
  • assimilazione: passaggio delle sostanza dal sangue alle singole cellule
  • eliminazione: allontanamento delle scorie prodotte metaboliche prodotte dal corpo umano.

Ne consegue che la nutrizione adeguata non è il risultato di un semplice incremento quanti/qualitativo di cibo introdotto, ma dipende dalla integrità anatomico/funzionale di vari organi e/o apparati coinvolti in tale processo quali:

  • l’apparato digerente. Il quale con adeguata acidità e mobilità gastrica associata al mantenimento di corretta funzione intestinale (libera da condizioni molto frequenti nel soggetto anziano quali “intestino a colabrodo”)  rende possibile la digestione e  l’assorbimento delle sostanza ingerite
  • l’apparato circolatorio che con la corretta concentrazione di proteine plasmatiche di trasporto (quali l’albumina), garantisce  il trasporto nel corpo dei nutrienti
  • specifici trasportatori cellulari, anche essi di natura proteica, che mettono in condizione la cellula di assimilare e utilizzare nel proprio interno le molecole utili per i suoi processi metabolici.

In conclusione, in base alle nostre conoscenze epidemiologiche, la Sarcopenia senile è una condizione molto presente nell’anziano, anche sano, che limita la sua qualità e aspettative di vita.

Sappiamo inoltre che la malnutrizione  calorico/proteica è la causa principale della sarcopenia senile e quindi il nostro primo obiettivo deve essere quello di conoscere e mettere in atto una corretta alimentazione basata sulla adeguata introduzione di cibi ricchi di nutrienti proteici che rendano possibile una bilanciata sintesi proteica muscolare e quindi controbattano la sarcopenia senile.

E’ tuttavia importante tenere presente che, essendo la nutrizione un fenomeno complesso, per ottenere il migliore risultato clinico possibile, la nutrizione deve essere affrontata in modo integrato studiando e  migliorando la funzioni dei vari organi/sistemi coinvolti nel processo nutrizionale.

Letteratura di Supporto

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Evasio Pasini:
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