Patologie osteo-articolari e dolore muscolo-scheletrico nell’anziano: le informazioni che contano

Studi epidemiologici recenti dimostrano che in Italia almeno 5 milioni di persone, di cui oltre il 60 % anziani, soffrono di patologie osteo-articolari con sintomatologie che molto spesso riducono la loro qualità di vita

Queste patologie hanno una grande varietà di quadri clinici e sintomi e spesso hanno cause simili o richiedono analoghi trattamenti chirurgici e/o farmacologici.

Le patologie osteoarticolari gravano soprattutto su colonna, ginocchia e anche

Tali patologie hanno una miscellanea di condizioni reumatiche con netta prevalenza di quelle articolari-degenerative a carico della colonna vertebrale, delle ginocchia e delle anche. Oltre gli 80 anni le condizioni artrosi-artrite si sommano all’osteoporosi peggiorando ulteriormente il quadro clinico e la potenziale disabilità dell’anziano.

I numeri, infatti, ci dicono che la prevalenza dell’osteoporosi nella popolazione femminile è del 23% (in pratica 1 donna su 4 è osteoporotica), ma anche il 15% degli uomini oltre i 60 anni risulta affetto da osteoporosi. Dopo i 70 anni le cose peggiorano: 1 donna su 2 è osteoporotica. Si tratta quindi di circa 4 milioni di donne e 800.000 uomini che accusano sintomi osteo-articolari e che si trovano più esposti a rischio di fratture.

Nonostante le cause siano diverse tutte queste patologie hanno in comune un sintomo: il dolore, Quindi è importante riconoscere il dolore muscolo-scheletrico, identificarne la causa e curarla in modo efficace il più precocemente possibile.

Purtroppo, troppo spesso, il sintomo dolore viene sottovalutato e quindi la diagnosi non è posta e la terapia ritardata. Il dolore, infatti, è spesso ritenuto dalla persona anziana fatalmente connaturato all’età o dovuto a malattie croniche inguaribili risolvibili solo grazie all’uso di farmaci con elevato rischio di effetti collaterali.

Al contrario, il sintomo dolore va immediatamente segnalato al Medico di Medicina Generale, il quale deve indagare il caso con una attenta valutazione clinica partendo da una adeguata raccolta anamnestica che dovrà stabilire:

– sede e data di inizio del dolore

– caratteristiche temporali del dolore. È infatti importante capire se è un dolore acuto, cronico, continuo o intermittente

– cause scatenanti. Deve essere chiesto se il sintomo è presente a riposo o compare con il movimento

– intensità del dolore. Utilizzando scale numeriche chiedendo al paziente di dare una valutazione del dolore usando, ad esempio, una scala da 1 a 10.

– l’eventuale presenza di febbre sia antecedente la sintomatologia sia durante i sintomi descritti

– eventuali notizie sulle condizioni cliniche dei familiari e/o antenati, la presenza di altre patologie concomitanti incluso l’eventuale uso di farmaci.

È anche importante annotare se nella sede dolorante è presente gonfiore e/o calore, se le articolazioni interessate generano rumori particolari durante il movimento e/o sensazione di rigidezza.
Al fine di acquisire un sospetto diagnostico corretto è inoltre indispensabile procedere a una attenta valutazione globale dell’individuo, identificando eventuali segni clinici, apparentemente non collegati alla sintomatologia dolorosa, che aiutano a formulare la diagnosi quali:  stanchezza generale, mancanza appetito con o senza nausea, perdita di peso.

Di particolare importanza è la ricerca di alterazioni cutanee, le quali possono indirizzare la diagnosi. Infatti, la presenza di placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre che possono essere localizzate in tutte le parti del corpo, ma in prevalenza nei gomiti, nelle ginocchia e/o nelle unghie indicano che il paziente è affetto da Psoriasi.

La Psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che induce una crescita anomala dell’epidermide. Essa è abbastanza frequente. Infatti, si calcola che circa 2 milioni di Italiani soffrano di questa malattia che compare nel 75% dei casi prima dei 40 anni. Tuttavia, in oltre il 75% dei casi, molti anni dopo la comparsa delle alterazioni cutanee, le articolazioni osteo-articolari possono essere complicate da interessamento infiammatorio su base autoimmune che causa intenso dolore e impotenza funzionale con grave compromissione della qualità di vita.

Se la malattia non è diagnosticata per tempo e gestita precocemente, le conseguenze possono essere dannose e permanenti. Infatti, nel 47% dei pazienti si osserva l’erosione dell’osso entro i primi due anni dall’insorgenza dei sintomi. Per facilitare la diagnosi è stato recentemente messo a punto un test online che aiuta a identificare i primi segni e sintomi di questa patologia. (Ibrahim G. H. et al., “Evaluation of an existing screening tool for psoriatic arthritis in people with psoriasis and the development of a new instrument: the Psoriasis Epidemiology Screening Tool (PEST) questionnaire”, Clinical and Experimental Rheumatology, 2009; 27: 469-474)

In aggiunta, per completare il primo quadro diagnostico, è utile eseguire alcuni esami ematochimici del sangue (quali emocromo, indici infiammatori, elettroliti, uricemia, ecc) e completo delle urine .

È inoltre utile anche eseguire una radiografia della zona interessata per valutare lo stato delle ossa e il loro allineamento.

In base alle informazioni raccolte in questa prima fase, il Medico di Medicina Generale indirizzerà il paziente, se necessario, a valutazione specialistica (ortopedica, reumatologica, fisiatrica, neurologica, ecc.) per completare l’iter diagnostico ed impostare i consigli terapeutici adeguati secondo i bisogni di ogni singolo individuo.

Obiettivo della terapia nell’anziano resta ovviamente l’elaborazione della migliore strategia per ridurre la sintomatologia, migliorare la qualità di vita ed aumentare il livello di autonomia mantenendo il risultato terapeutico nel tempo.

La strategia medica da attuare all’approccio del dolore dell’anziano deve essere più attenta, analitica e più interventistica, se necessario, rispetto a quella attuale. Questo in considerazione del fatto che oggi le moderne opzioni terapeutiche sono potenzialmente efficaci in quasi il 90% dei casi.

Bibliografia

1) ISTAT. Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”,1994.

2) ISTAT. Anziani in Italia, 1997.

3) Cooner E, Amorosi S. The study of pain in older Americans. NewYork. Luis Harris and As- sociates 1997.

4) The Osteoporosis Methodology Group and the Osteoporosis Research Advisor Group. EndocrRev 2002; 23:496.

5) Scott J, Huskisson EC. Graphic rappresentation of pain. Pain 1976;2:175.

6) American College of Rheumatology. Diseases & Conditions: Psoriatic Arthritis 2019. https://www.rheumatology.org/I-Am-A/Patient-Caregiver/Diseases-Conditions/Psoriatic-Arthritis

Evasio Pasini:
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