Rassegna stampa: il Cavaliere formato di Pietro?

Le aperture

Corriere della Sera: “Berlusconi: vogliono farmi fuori”. In rilievo nei titoli anche le preoccupazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: “Letta e l’inchiesta: sono turbato”. E ancora: “Il premier annuncia misure anticorruzione”. Ancora in apertura: “Il sottosegretario Cosentino rassegna le dimissioni, ma il presidente del Consiglio: continui il suo lavoro”.

“Berlusconi ‘scopre’ la corruzione”, titola La Repubblica. “Pene più dure, via dal Pdl chi commette reati. E Letta non si tocca”. “Oggi il governo vara una legge per inasprire le condanne.Accuse più gravi al giudice Toro. Rifiuti, cade o scudo giudiziario: il Pd esulta”.

Il Sole 24 Ore: “Berlusconi: ai corrotti pene più alte”. Oggi un ddl al Consiglio dei Ministri. Il premier: fuori dai partiti chi delinque. Toro indagato anche per corruzione”. “Letta: turbato e preoccupato per le inchieste. Ma il rigore a L’Aquila è garantito”.

Libero: “”Vogliono spettinare Letta”, “non c’è lo straccio di una prova ma la sinistra attacca il braccio destro del premier sugli appalti per L’Aquila. Silvio: ‘Puntano a farmi fuori con le inchieste e fisicamente. Via le mele marce dai partiti”.

“Birbantelli” è il titolo de Il Fatto: “Berlusconi assolve corrotti e corruttori. Poi dice: fuori chi commette reati. Comica finale: respinte le dimissioni di Cosentino”.

Identico il titolo de Il Riformista, che però associa la parola ad una foto del sottosegretario Cosentino. “Cosentino si dimette, Berlusconi se lo tiene, il premier lancia l’operazione Pdl pulito”.

Anche L’Unità ironizza: “Mariuoli e birbantelli”, “lo scandalo si allarga. Alla protezione civile deroghe anche sulle assunzioni. La metà ha il posto senza concorso. La ‘centrale’ via dell’Umiltà. Raffica di telefonate di Verdini per seguire gli affari di un amico. Gli interessi dei cognati illustri. Berlusconi minimizza. Per il Presidente del Consiglio sono fatti isolati. Ma Letta è preoccupato. Salta la fiducia sul decreto”.

La Stampa: “Giro di vite sulla corruzione. Berlusconi: ‘Pene più dure e fuori dai partiti chi commette reati”.

Il Giornale ha una grande foto di Gianni Letta. “Dopo Bertolaso nel mirino c’è Letta”. Ma l’apertura del quotidiano è per il test antidroga volontario cui si sono sottoposti 232 parlamentari su 952. “Quelli che sapevano di rischiare qualcosa hanno rifiutato l’esame. Tranne uno…”. Per questo il titolo di apertura è: “Onorevole drogato. E fesso”. Ma è anonimo.

Su gran parte delle prime pagine compare la foto relativa all’incontro tra il Dalai Lama e il Presidente Obama. A questo tema dedica l’apertura Il Foglio: “La visita inevitabile. Obama accontenta il Dalai Lama ma non ha un piano B con Pechino. La Cina minaccia ritorsioni. Il 2010 è iniziato in modo pessimo per il G2. Le alternative al grande dialogo”.

 Politica & corruzione

Ampio spazio su La Repubblica per i verbali dell’inchiesta sugli appalti della Protezione civile. Oggi si riassume così il contenuto delle conversazioni e dello scambio di sms tra Bertolaso il costruttore Anemone: “E Bertolaso chiamò Anemone: ‘se hai bisogno vieni qui a L’Aquila’”. Poi due pagine di analisi di Giuseppe D’Avanzo: “I compari e la triarchia, così la ‘politica del fare’ ha umiliato la legge. Berlusconi-Letta-Bertolaso: il sistema dell’emergenza”. Dove si spiega che “il premier ha il ruolo di commissario ideologico, il sottosegretario la guida burocratico-amministrativa, il capo della Protezione civile è il pilota tecnocratico. Il destino dell’uno è avvinto alla sorte degli altri. Obiettivo, attraverso il modello del trauma e del miracolo, è glorificare una leadership politica”.

Sul Sole 24 Ore ampio spazio per la lettera che il sottosegretario Letta ha inviato, in risposta alla Presidente della Provincia de L’Aquila, Stefania Pezzopane, che ieri aveva chiesto che fossero rese pubbliche le liste delle imprese appaltatrici dei lavori post-terremoto. Il Sole riassume così il senso della risposta di Letta: “A L’Aquila serve massima trasparenza. Nessuna impresa sospettata ha lavorato per conto della Protezione civile”. Segue il testo della lettera.

Su Il Giornale una intera pagina in cui vengono smentite “le dieci balle della inchiesta sulla Protezione civile”, con l’attenzione puntata soprattutto a difesa di Bertolaso: non è vero che sia al centro dell’inchiesta, non è vero che sia stato corrotto, visto che non esistono riscontri certi, diretti o indiretti, del passaggio di denaro tra l’imprenditore Anemone e il capo della Protezione civile. Non si è trovata traccia di un solo Euro dei cinquantamila di cui parla Anemone al telefono, prima di incontrare Bertolaso, con un sacerdote. Non è vero che abbia avuto rapporti hard al Salaria Sport Village.

Sulle misure anticorruzione annunciate da Berlusconi scrive Massimo Franco, nell’editoriale del Corriere della Sera. “Il Cavaliere sembra rendersi conto che una politica e un’economica percepite come complici di un affarismo illegale e abituale può terremotare il sistema: il ‘suo’ sistema, nonostante più di un indizio allunghi ombre corpose anche su pezzi dell’opposizione”. E dunque il premier “tenta una virata obbligata ma limitata al minimo indispensabile, ammettendo che qualcosa non va senza rinunciare alle proprie incrollabili convinzioni. E’ il prezzo che sembra disposto a pagare per non dovere inseguire affannosamente un elettorato in bilico: non ancora indignato, ma certo disilluso”.

Un commento firmato da Michele Brambilla (“Il Cavaliere formato Di Pietro”) si sofferma sul “protocollo” che il Cavaliere intende introdurre nel Pdl, che “somiglia molto” a quello voluto dal leader di Italia dei Valori. La spiegazione di questa “svolta” del premier potrebbe essere nei “sondaggi”, perché “l’aria che tira è quella di una poissibile nuova indignazione generale”, come ai tempi di tangentopoli.

Esteri

Il Sole 24 Ore parla di un rapporto confindenziale del nuovo direttore dell’Agenzia atomica delle Nazioni Unite, si chiama Yukiya Amano, che ha debuttato con un pesante atto d’accusa al programma degli ayatollah: “L’Aiea: l’Iran prepara testate nucleari”. Sullo stesso quotidiano la storia raccontata è quella del Mossad, alla luca delle polemiche nate in questi giorni per l’operazione anti Hamas che ha colpito nel Golfo uno dei leader dell’organizzazione islamica e che rischia di appannare l’immagine del direttore del Mossad, il falco Meir Dagan, chiamato nel 2002 per rilanciare i servizi israeliani: “Una spia vecchio stile per la leggenda del Mossad”.

Se ne occupa anche La Stampa: “Mossad, giallo da Dubai a Dublino. In tutta Europa e in Medio Oriente ai killer anti Hamas. Una faida palestinese?” Ci si riferisce alla denuncia di Hamas della complicità di membri dell’organizzazione rivale Al Fatah.

Su La Repubblica: “Caso Dubai, l’Europa accusa il Mossad. Londra, Berlino e Parigi chiedono spiegazioni sui falsi passaporti usati dai killer”. Convocati gli ambasciatori israeliani. E Hamas accusa l’Anp: complici del delitto”.

 E poi

“Più soldi dal governo alle scuole cattoliche. Incontro tra Berlusconi e il cardinal Bertone dopo il caso Boffo”. Sarebbe questo uno dei contenuti dell’incontro – alla presenza delle massime cariche dello Stato – ieri a Villa Borromeo a Roma, sede dell’Ambasciata italiana presso il Vaticano, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi.

Sul Riformista: “Bertone rivede il premier. Ma il garante è sempre il Presidente Napolitano”. Un incontro di prammatica tra le due sponde del Tevere dopo il caso Boffo. Berlusconi dice che è andato molto bene. L’agenda del governo è fitta, testamento biologico in testa. Presto un documento Vaticano con linee guida in materia bioetica. Letta è sempre il gran tessitore, però si nota il rapporto privilegiato tra Segreteria di Stato e colle del Quirinale: anche su La Stampa, sempre in riferimento alla celebrazione dei Patti Lateranensi: “Quei fronti aperti su bioetica e immigrati”. Secondo il quotidiano i vertici della Curia hanno anticipato al governo un documento su vita e fine vita. Sulla stessa pagina si riferisce anche delle parole del Papa ieri al clero romano: “Rubare e mentire non è umano”, “bisogna dimostrarsi generosi, il peccato non è mai solidarietà”.

Il Giornale racconta che i giurati del George Polk Award, premio giornalistico considerati negli Usa pari al Pulitzer, hanno considerato come il giornalista più bravo dell’anno non un cronista ma un oscuro cittadino di Teheran: è l’autore anonimo che ha filmato la morte di Neda, diventata poi icona della resistenza iraniana.

 (fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)

Vitalba Paesano: Interessata al web fin dal 1996, quando di Internet si occupavano solo gli ingegneri, sostiene da sempre l'importanza dell'interattività come misura di qualità di vita per il mondo senior. Per questo ha fondato www.grey-panthers.it, testata giornalistica online, ad aggiornamento quotidiano, dove tutto, articoli, rubriche, informazione, è a misura di over50
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