Le arti marziali in aiuto dei piccoli pazienti

Le patologie oncologiche e croniche infantili portano sconforto e disagio nella vita dei bambini e delle loro famiglie. Aiutare questi piccoli pazienti nella difficile esperienza della malattia, ritrovando serenità e voglia di combattere è la missione dell’Associazione Kids Kicking Cancer (“Bambini che prendono a calci il cancro”) Onlus, fondata nel 1999 a Detroit e da quattro anni in Italia. Attraverso i suoi istruttori, la onlus utilizza e diffonde il metodo “Power, Peace, Purpose”, cioè “potenza, pace (interiore) e obiettivo”: utilizzare i benefici dalla pratica di tecniche di difesa e attacco orientali sull’equilibrio interiore dei ragazzi. Gli istruttori di KKC, ad oggi attivi in Italia in 13 città in 12 strutture ospedaliere e 5 extra-ospedaliere sono cinture nere di arti marziali che collaborano con l’associazione in qualità di volontari e insegnano ai pazienti non solo il movimento armonico ma potente e diretto tipico delle discipline orientali ma anche esercizi di rilassamento e meditazione, per educare contemporaneamente corpo e mente.

La parte meditativa del metodo agisce sulla consapevolezza della forza interiore dei piccoli pazienti, potenziandola e incanalando la negatività della loro rabbia in energia positiva. Gli esercizi motori favoriscono il tono e trofismo muscolare, aumentano l’equilibrio, la coordinazione e la bilateralità. Nei reparti pediatrici delle strutture dove è attiva, la pratica incontra l’approvazione e il sostegno dei medici. “Nei bambini affetti da cancro un’attività come questa, che coniuga una parte motoria e una meditativa, risulta molto efficace – afferma il dottor Marco Zecca, direttore del reparto di oncoematologia pediatrica presso il Policlinico San Matteo di Pavia – In particolare può aiutare ad ottenere una riduzione dei sintomi legati agli effetti secondari della radioterapia e chemioterapia, a raggiungere un più rapido recupero dopo trattamento chirurgico, chemioterapico o radioterapico oltre che contribuire a migliorare il benessere psicologico e il mantenimento delle funzioni fisiche dei piccoli pazienti. La possibilità per i bambini di concentrarsi sul proprio corpo, che in quel momento non è solo un corpo malato, bensì un corpo dotato di ossa e muscoli da coordinare e in cui incanalare energia per effettuare gli esercizi, è fondamentale. La parte meditativa, complementare alla dinamicità fisica, permette inoltre a ogni bambino di distaccarsi momentaneamente dalla propria malattia, proprio mentre si trova in ospedale”.

Il sostegno non riguarda soltanto i pazienti, ma pure i loro genitori. “La sensazione di impotenza di fronte alla sofferenza di un figlio malato è una delle più strazianti sensazioni provate da un genitore – afferma Simona Camaeti, mamma di un piccolo paziente -. È per questo che il supporto fornito a noi genitori dagli istruttori ha rappresentato un’ancora di salvezza. Vedere nostro figlio più coraggioso e determinato nella lotta alla malattia ha reso più forti anche noi genitori e ci ha permesso di stargli accanto nel migliore dei modi.


La onlus, per sostenere le proprie iniziative, ha appena pubblicato un libro: si intitola “
Power, Peace, Purpose” (Proedi editore), con il fine di utilizzare i fondi raccolti per la formazione degli istruttori. L’obiettivo è ampliare la rosa di strutture in cui per i bambini possano praticare arti marziali.

redazione grey-panthers:
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