Nel 2050 in Italia 5 milioni di over 65, per il Papa “gli anziani non sono scarti”

Ottantenni al raddoppio e previsti 78mila ultracentenari. Bergoglio a S.Pietro sottoline che “la politica non deve dimenticare gli anziani, non sono scarti”

Nel 2050 saranno 5,4 milioni gli anziani non autosufficienti e nel 2030 – tra appena sette anni – 4,4 milioni. È questa la stima della platea dei potenziali interessati dalle misure più incisive della legge delega per la riforma dei servizi agli anziani, che andrà attuata entro gennaio 2024.

Il trend demografico

La proiezione demografica è prudenziale e si ottiene ipotizzando che resti stabile l’incidenza della non autosufficienza tra gli anziani con età superiore o uguale a 65 anni. Questa incidenza, secondo l’ultimo Osservatorio Long term care del Cergas Sda Bocconi (la quinta edizione, in collaborazione con Essity Italia), è pari al 28,4%: una percentuale che, in base ai dati Istat 2020, porta l’attuale platea di anziani non autosufficienti a 3.935.982 individui. Tra questi sono inclusi tutti gli anziani con gravi limitazioni funzionali secondo la classificazione 2021 proposta da Istat nell’indagine europea Ehis, che ha incluso per la prima volta le limitazioni cognitive, oltre a quelle motorie e sensoriali.

Proiettando sulle previsioni demografiche per i prossimi anni l’attuale incidenza della non autosufficienza, pari a circa tre individui ogni dieci anziani, si ottiene così la stima al 2050. Va detto però, che in base ai trend di progressivo invecchiamento della popolazione, nei prossimi anni la stessa incidenza potrebbe aumentare: gli anziani over 65 anni e oltre, che oggi rappresentano il 24% della popolazione residente, nel 2050 saranno il 34,9%, secondo lo scenario mediano elaborato da Istat. Tra questi, a quasi raddoppiare saranno gli ultraottantenni (oggi il 7,6% della popolazione, nel 2050 il 14,1%); con un allargamento consistente, in particolare, della fascia di ultracentenari, da circa 19mila nel 2022 a 77.900 nel 2050. E la non autosufficienza è direttamente proporzionale, purtroppo, all’invecchiamento.

Della platea di persone non autosufficienti, si legge nell’Osservatorio Long term care, solo il 6,3% ha trovato risposta in una struttura residenziale, lo 0,6% in centri semi-residenziali, il 21,5% tramite l’assistenza domiciliare integrata la cui intensità media si è assestata su 15 ore annue per assistito.

I risultati del welfare pubblico in termini di servizi reali sono quindi molto limitati. Considerando che l’offerta di servizi privati residenziali è residuale e pari a un decimo di quella pubblica, le famiglie si trovano spesso sole nel gestire il caregiving o devono fare ricorso a lavoratori domestici (sono 1,12 milioni le badanti attive oggi in Italia, tra quelle assunte in regola e non, secondo le ultime stime, con una crescita dell’11% rispetto a prima della pandemia di Covid).

Il Papa: “la politica non dimentichi gli anziani, non sono scarti”

Nella messa in San Pietro per la terza Giornata mondiale dei nonni e degli anziani celebrata domenica 23 luglio, papa Francesco ha richiamato “a vigilare perché nelle nostre vite e nelle nostre famiglie non emarginiamo i più anziani”. “Stiamo attenti che le nostre città affollate non diventino dei ‘concentrati di solitudine’ – ha affermato -; non succeda che la politica, chiamata a provvedere ai bisogni dei più fragili, si dimentichi proprio degli anziani, lasciando che il mercato li releghi a ‘scarti improduttivi‘”. “Non accada che, a furia di inseguire a tutta velocità i miti dell’efficienza e della prestazione, diventiamo incapaci di rallentare per accompagnare chi fatica a tenere il passo”, ha aggiunto il Pontefice.

“Veniamo al mondo nella piccolezza, diventiamo adulti, poi anziani; all’inizio siamo un piccolo seme, poi ci nutriamo di speranze, realizziamo progetti e sogni, il più bello dei quali è diventare come quell’albero, che non vive per sé stesso, ma per fare ombra a chi lo desidera e offrire spazio a chi vuole costruirci il nido”. Lo ha detto papa Francesco nell’omelia della messa in San Pietro per la terza Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. “Penso ai nonni – ha proseguito -: come sono belli questi alberi rigogliosi, sotto i quali figli e nipoti realizzano i propri ‘nidi’, imparano il clima di casa e provano la tenerezza di un abbraccio. Si tratta di crescere insieme: l’albero verdeggiante e i piccoli che hanno bisogno del nido, i nonni con i figli e i nipoti, gli anziani con i più giovani”. “Abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra giovani e anziani – ha quindi aggiunto il Pontefice -, perché la linfa di chi ha alle spalle una lunga esperienza di vita irrori i germogli di speranza di chi sta crescendo. In questo scambio fecondo impariamo la bellezza della vita, realizziamo una società fraterna, e nella Chiesa permettiamo l’incontro e il dialogo fra la tradizione e le novità dello Spirito”.

Fonte: Il Sole 24 Ore e Ansa.it

redazione grey-panthers:
Related Post