Sulla nostra pelle: l’offensiva del melanoma

Pubblicato il 26 gennaio 2011 in , da Vitalba Paesano

Sulla nostra pelle

L’offensiva del melanoma

Il Ministero della Salute, nell’ultimo “rapporto sulla mortalità per tumore in Italia” che riassume le statistiche dal 1992 al 2000, informa che l’incidenza dei melanomi continua crescere in tutto il Paese, come pure la mortalità anche se, negli anni ci sono stati miglioramenti diagnostici e terapeutici. Nella stessa relazione si legge anche che “la sopravvivenza presenta un trend in crescita per entrambi i sessi”.

Identikit

Il melanoma è un tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti (cellule che determinano il colore della pelle). Questa patologia può insorgere su cute apparentemente sana oppure come trasformazione di un neo preesistente, ma anche in tutti i distretti corporei in cui sono normalmente presenti i melanociti, quindi le mucose, le meningi e l’occhio.

Tra i maggiori fattori di rischio c’è l’esposizione ai raggi ultravioletti, ma fattori predisponenti sono anche la pelle chiara e con molti nei, una familiarità con il melanoma o altri tumori cutanei, ridotte difese immunitarie.

Anche dopo i 50, mai abbassare la guardia

 Come spiega chiaramente l’IMI (Intergruppo Melanoma Italiano, associazione di specialisti con lo scopo di contribuire all’approfondimento epidemiologico, preventivo, biologico, diagnostico, clinico, terapeutico e sperimentale delle problematiche attinenti il melanoma), per le forme più diffuse di melanoma “l’età maggiormente a rischio è quella compresa tra i 25 e 50 anni;  le donne sono più colpite rispetto agli uomini”. Esistono tuttavia declinazioni del melanoma, alcune molto insidiose, che scelgono prevalentemente gli over 50.

  1. Il melanoma di tipo lentigo maligna è raro, ma insorge soprattutto nelle persone anziane, si localizza specialmente al volto, dove assume l’aspetto di una macchia che va dal bruno pallido al bruno nerastro, tonda o più spesso ovale, che si espande lentamente. Senza trattamento, raggiunge la dimensione di un grosso medaglione.
  2. Il melanoma nodulare si riscontra nel 10-15% dei soggetti con melanoma, principalmente nei maschi intorno ai 50-60 anni. Può insorgere ovunque. Ha l’aspetto di un nodulo a forma di cupola, bruno o nero, ma è asintomatico e, talvolta, non presenta la caratteristica colorazione tumorale; la diagnosi è dunque difficile da mettere in atto, spesso arriva quando sono già presenti metastasi.
  3. Anche il melanoma della coroide predilige soggetti tra i 50 e i 60 anni: si localizza nel bulbo oculare, o, più precisamente, nella membrana che copre il retro del bulbo oculare. Sebbene non siano ancora ben conosciuti i fattori di rischio, è noto che il suo sviluppo si verifica all’interazione di fattori genetici e ambientali.

 Autodiagnosi e prevenzione

La battaglia a questo tumore tanto aggressivo si combatte, dunque, sul campo della prevenzione (anche con l’autodiagnosi), mettendo in agenda periodiche visite di controllo e affidandosi, al primo sospetto, agli specialisti.

Quando un neo o una macchia scura compaiono sulla pelle o si modificano nel corso degli anni o in tempi brevi, è bene mettersi in osservazione e porsi alcune domande utili. Fortunatamente esiste un vademecum semplicissimo da memorizzare per mettere in pratica un abbozzo di autodiagnosi: la regola ABCD.

  1. “A” sta per asimmetria : il melanoma è una macchia irregolare nella quale non è possibile identificare due metà simili tra loro;
  2. “B” significa bordi irregolari e frastagliati;
  3. “C” come colore a varie tinte: nero, rosso-bruno, rosa che sono distribuiti all’interno della macchia in modo non uniforme;
  4. D come dimensione superiore a 6 mm.
  5. Infine si può aggiungere anche la lettera “E” per indicare un’evoluzione progressiva: raramente, infatti, il melanoma resta identico a se stesso in quanto la lesione tende a crescere e allargarsi rapidamente. “E” anche come iniziale di eritema, ossia un rossore diffuso, a carattere persistente e continuo, che può manifestarsi intorno ad un neo. 

Quando si manifestano due o più di questi fenomeni in contemporanea è imperativo prenotare una visita specialistica.

Un’indicazione prudenziale, a prescindere da manifestazioni eclatanti, è quella di proteggersi dai raggi solari; gli UVA, infatti, possono nuocere alla pelle, non solo poiché sono causa del fotoinvecchiamento – il che rende più precoce la comparsa di rughe e macchie -, ma anche perché possono incoraggiare la fotocarcinogenesi, ossia la nascita di tumori cutanei. Individuando il proprio fototipo è più semplice sapere quanto si è sensibili agli effetti negativi dei raggi solari: i soggetti più vulnerabili hanno capelli biondo-rossi, occhi chiari, carnagione chiara con efelidi, sono estremamente sensibili al sole, si scottano sempre e non si abbronza mai. All’opposto, i soggetti più resistenti hanno capelli ed occhi neri, carnagione scura e non si scottano mai.

Nel caso il proprio identikit corrispondesse o si avvicinasse al fototipo più vulnerabile, ma, soprattutto, qualora fossero evidenti i sintomi di un’anomalia cutanea, ecco che il tempismo può scongiurare le conseguenze più drammatiche: la diagnosi precoce, infatti, è la risposta più efficace alla malattia.

Link e riferimenti utili

Per conoscere l’elenco dei centri specialistici in cui è possibile prenotare visite di controllo è possibile consultare il motore di ricerca del sito , dedicato alla prevenzione del melanoma.

L’Intergruppo Melanoma Italiano, mette a disposizione un sito  per essere aggiornati su prevenzione, diagnosi e cura. Una sezione è dedicata alle domande degli utenti alle quali risponde via mail, dunque privatamente e in via gratuita, un medico esperto.

Per saperne di più riguardo al melanoma della coroide che colpisce il bulbo oculare è possibile consultare il sito dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità .

Aggiornamenti su ricerche, appuntamenti, diagnostica, prevenzione e terapie sono disponibili anche sul sito del Ministero della Salute, e nelle sezioni dedicate agli aggiornamenti sulla ricerca e le pubblicazioni scientifiche rintracciabili dal “cerca” in home page.