Covid-19: finalmente buone notizie?

Pubblicato il 5 Settembre 2021 in , , da Evasio Pasini

Certamente il Covid-19 ha cambiato la nostra vita. Di fronte a un evento con un impatto globale così importante il mondo si è unito per sconfiggere un nemico comune che ogni giorno conosciamo sempre di più. Quello che ora sappiamo è che il Virus muta velocemente. Questa non è una novità poiché il Covid-19 è un Virus a RNA messaggero e tutti questi tipi di virus mutano velocemente.

Le mutazioni più frequenti sono sulle proteine “Spike” che sono le proteine superficiali del virus che gli permettono di agganciarsi e di infettare le nostre cellule. Quindi, il fatto che il Virus presenti continue varianti più o meno aggressive o in grado di infettare è nella natura del Virus stesso. Questo spiega in parte perché i vaccini disponibili sino a oggi, che si basano su una prima versione del Virus, riescono forse a ridurre la gravità della malattia, ma non a coprire le sue mutazioni. E’ anche per questo motivo che ora si parla di somministrare nuove dosi di vaccino.

Si delinea quindi una specie di inseguimento tra guardia e ladri. Da una parte, Virus che muta e dall’altra, la scienza che produce nuove versioni di vaccini efficaci nei confronti delle mutazioni. Queste osservazioni ci devono indurre a una riflessione: il virus è un essere vivente che ha una missione biologica da svolgere, replicarsi e sopravvivere.

Non facciano l’errore di affrontarlo con decreti legislativi. Il virus va affrontato non con i timbri,ma con la conoscenza scientifica che ci permette di colpirlo nei suoi punti più deboli.

Buone notizie in arrivo?

Possiamo dire di sì, visto che si conoscono sempre di più i punti deboli del Virus. Questo  grazie a un una programma di studio detto Coronavirus Treatment Acceleration Program (CTAP), messo a punto con ingenti investimenti economici dalla Federal Drug Administration (FDA), con lo scopo di studiare i meccanismi patologici del Covid-19 per identificare nuove terapie. Grazie a tale programma, oggi sono allo studio 630 nuovi farmaci e 460 studi clinici sull’essere umano per valutarne l’efficacia.

La stragrande maggioranza dei farmaci in sviluppo sono molecole che interagiscono con il metabolismo del Virus, impedendo che esso attacchi le nostre cellule e si moltiplichi. Tra questi farmaci i più noti sono gli anticorpi monoclonali e gli immunomodulatori.

Buona notizia anche quella che arriva dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che ha autorizzato in anticipo di qualche mese sui tempi previsti l’utilizzo di alcuni Anticorpi Monoclonali per “il trattamento delle malattia da Covid-19 lieve-moderato negli adulti e negli adolescenti sia non ospedalizzati sia ospedalizzati anche in ossigeno-terapia”.  La letteratura scientifica sull’argomento suggerisce che tali molecole siano in grado di mantenere una adeguata attività antivirale anche nei confronti delle varianti Alfa e Delta.

Altre Buone Notizie riguardano i vaccini.  Tra pochi mesi sarà disponibile un nuovo vaccino caratterizzato da un meccanismo di azione “tradizionale” che si basa sulla somministrazione di sub-unità proteiche inattivate del Virus in grado di attivare il nostro sistema immunitario senza ricorrere all’uso di materiale genico esterno (RNA messaggero o DNA) per stimolare le nostre cellule a produrre anticorpi contro il Covid-19.

I primi risultati clinici riguardanti questo nuovo vaccino sono molto incoraggianti tanto che la Commissione Europea ha recentemente approvato un contratto con l’azienda produttrice per l’acquisto di 100 milioni di dosi più ulteriori 100 milioni nel corso dei prossimi tre anni.

Le Buone Notizie, però, continuano. Altri vaccini “tradizionali “, che non utilizzano quindi materiale genico esterno, sono allo studio anche se i tempi di realizzo, proprio per la caratteristica della formulazione, sono un poco più lunghi. Questi vaccini funzioneranno come un normale vaccino utilizzato negli ultimi 30-40 anni. Di fatto, verranno iniettati virus SASR-Cov2 inattivati, quindi non in grado di infettare l’individuo, ma capaci di attivare il nostro sistema immunitario in modo che, se il Virus attivo infetta l’individuo, il suo sistema immunitario lo riconosce e lo annienta.

Tante Buone Notizie quindi dalla ricerca scientifica che va avanti e presto ci fornirà soluzioni per cui il Virus non farà più paura. Comunque è ancora oggi categorica la regola fondamentale contro il  Covid: non ammalarsi.

Non essere infettati rispettando le banali regole di distanziamento, di protezione e di disinfezione anche se questi comportamenti possono sembrare esagerati e in grado di modificare le nostre abitudini.

Non dimentichiamoci mai che il Virus è un essere vivente e che ha una precisa missione biologica: vivere a nostre spese.

 

Bibliografia di supporto

 

 

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