Dormire troppo raddoppia il rischio di demenza senile?

Pubblicato il 25 marzo 2017 in , da redazione grey-panthers
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Dormire troppo non fa bene alla salute: il numero di ore di sonno ideale è sette. La qualità e la quantità di sonno era già stata collegata in passato a problemi di cuore e diabete. Secondo quanto riporta uno studio condotto dai ricercatori dell’ospedale di Boston, durato sei anni e che ha indagato le abitudini di veglia e sonno di 15mila persone tra i 62 e i 70 anni, il dormire troppo a lungo raddoppia il rischio di demenza senile.

I pazienti che durante gli anni di osservazione hanno dormito più di nove ore per notte hanno ora in media una capacità cognitiva peggiore rispetto a quelli che sono rimasti tra le braccia di Morfeo per circa sette ore. Secondo gli esperti “i risultati di queste scoperte dovrebbero indurre le persone a cambiare le loro strategie di sonno per ridurre il rischio di menomazione cognitiva e di Alzheimer”.

Un altro studio di cinque anni su 1.300 donne anziane, condotto all’Università della California, ha mostrato che chi ha apnee notturne ha più del doppio delle probabilità di sviluppare demenza senile rispetto a coloro che non hanno disturbi respiratori nel sonno. Molti infatti, che da svegli fanno attenzione a respirare dal naso, quando dormono respirano spesso dalla bocca, in particolare se dormono sdraiati sulla schiena. E in questa posizione l’apnea notturna ha più facile insorgenza.

In Francia, cinquemila ultra 65enni sono stati osservati per scoprire che le cosiddette “pennichelle”, così come un sonno discontinuo e spezzettato, aumentano il rischio di danneggiamento cognitivo.
E’ naturale che neonati e bambini dormano molto, ma con l’avanzare dell’età le esigenze di sonno diminuiscono costantemente e, soprattutto quando si è anziani, è del tutto normale ed anzi più sano dormire meno ore. La qualità del sonno, unita a una dieta bilanciata e al costante esercizio fisico, più ridurre i rischi di problemi cognitivi e cardiovascolari.