Tyron Power e Linda Christian, il matrimonio del secolo

Pubblicato il 1 Agosto 2026 in , , da Pierfranco Bianchetti
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Belli e fotogenici nelle foto dell’epoca, Tyron Power e Linda Christian, inginocchiati nella Basilica di Santa Francesca Romana a Roma, sono stati i protagonisti del “matrimonio del secolo”, il primo grande evento mediatico e mondano dell’Italia del dopoguerra

Il 28 gennaio 1949 a Roma, nella Basilica di Santa Francesca Romana, a pochi passi dal Colosseo, si respira un’atmosfera quasi magica. Le due star di Hollywood, Tyrone Power e Linda Christian, stanno per diventare marito e moglie. La sposa indossa un abito sontuoso disegnato dalle Sorelle Fontana, caratterizzato da una lunga coda e un velo elaborato e l’evento (sarà definito il matrimonio del secolo!) è seguito da migliaia di fan in delirio. In chiesa vi sono circa 2mila invitati, mentre una folla oceanica tenta di entrare nella Basilica, costringendo la Polizia a intervenire. Le urla delle ammiratrici assiepate fuori sono così forti da coprire le voci degli sposi, rendendo le promesse matrimoniali quasi incomprensibili fin dalla quinta fila della chiesa. I due sposi, dopo essere stati ricevuti da Pio XII, raggiungono il luogo dove si tiene un ricevimento sontuoso, l’esclusiva cornice di Villa Taverna e Villa Madama, centri nevralgici della mondanità dell’epoca.

Quel giorno a Roma inizia ufficialmente l’era della ‘Hollywood sul Tevere’, un titolo coniato dalla rivista Time per descrivere un periodo di splendore in cui la capitale diviene il centro della produzione cinematografica mondiale, in grado di attrarre le grandi star americane soprattutto per girare costosi kolossal.

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“Il filo del rasoio”

L’incontro magico tra Tyron Power e Linda Christian

Nel dicembre 1945 a Roma si conoscono i due attori. Tyrone rimane colpito non solo dall’aspetto di Lynda, ma anche dalla sua cultura e dalla capacità di parlare fluentemente ben sette lingue. L’attrice, di origini messicane, dalla folgorante bellezza era già stata soprannominata dalla stampa americana la bomba anatomica”. Il divo era atterrato all’aeroporto di Ciampino accolto da ali di folla. Power è reduce da un faticoso tour promozionale mondiale di un suo film e dal fresco divorzio dalla prima moglie, l’attrice francese Annabella, che aveva sposato nel 1939. Tra i due nasce la passione e, per la gioia dei fotografi e della stampa rosa, la coppia amoreggia felicemente senza problemi. Nel frattempo, Tyron inizia a girare il film di Henry King, “Il principe delle volpi”, tra gli spettacolari scenari storici di San Marino, Siena e l’Umbria, mentre la storia d’amore diventa di dominio pubblico. I due sono inseparabili e memorabile è la loro prima apparizione pubblica ufficiale in Italia, all’inaugurazione della stagione lirica al Teatro dell’Opera di Roma, dove i fotografi assediano i due attori oscurando di fatto le celebrità locali.

Tyron e Linda avranno due figlie, Romina, nata il 2 ottobre 1951 (sposerà poi il cantante italiano Al Bano) e Taryn, nata a Roma il 13 settembre 1953. La loro unione però in breve tempo entra in crisi per incompatibilità professionali e reciproci tradimenti extraconiugali. La separazione di fatto avvenne già verso la fine del 1954 e nel 1956 si concluse definitivamente con il divorzio ufficiale. La favola, a contatto con la realtà della vita, finisce…

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Tyron Power, il nuovo Valentino

Nato in Ohio il 5 maggio 1914, Tyron è figlio d’arte (suo padre è attore di teatro) e si appassiona fino da ragazzo alla recitazione; grazie al suo viso dai lineamenti regolari e l’aria malinconica, viene ingaggiato dalla Twentieth Century, che ne vuole fare una star. Prima gira “L’incendio di Chicago” nel 1938, seguito dal musical “La grande strada bianca” e al western “Jess il Bandito” (1939), per poi passare a pellicole in costume come “Sangue e arena” (1941), un grande successo, “Il figlio della furia” (1942) e “Il cigno nero” (1942). Power, che sul set è un interprete meno esibizionista del divo Errol Flynn, comincia a dare segni di insoddisfazione per i ruoli che i produttori gli propongono, incentrati soprattutto sulla sua bellezza mentre l’attore aspira a interpretare personaggi più impegnativi che dimostrino il suo talento. Con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, Tyron, all’età di 28 anni, deve interrompere la sua carriera hollywoodiana all’apice del successo, per arruolarsi, nel 1942, come volontario nel corpo dei Marines degli Stati Uniti (USMC). Ma prima riesce a completare l’ultimo film di propaganda “Agguato sul fondo” (titolo originale “Crash Dive”), uscito nel 1943.

Rifiutando i gradi da ufficiale, presta servizio come pilota di aerei da trasporto nel Pacifico, avendo già accumulato ore di volo da pilota civile, completando poi un programma di addestramento presso la base aeronavale Corpus Christi, in Texas, dove ottiene il brevetto e la promozione a sottotenente. Parteciperà a circa cento missioni, a Iwo Jima e Okinawa. Per il suo coraggio viene insignito di diverse decorazioni, tra cui l’American Campaign Medal, l’Asiatic-Pacific Campaign Medal (con due stelle di bronzo) e la medaglia della vittoria della Seconda Guerra mondiale. Torna negli Stati Uniti nel novembre 1945, e viene congedato dal servizio attivo nel gennaio 1946, tornando a recitare in film importanti, ma rimanendo però molto legato all’aviazione militare; continuerà, infatti, a prestare servizio come riservista (sarà congedato nel 1951 con il grado di maggiore).

Il ritorno davanti alla macchina da presa

A Hollywood la Twentieth Century lo vuole subito protagonista di due film importanti, “Il filo del rasoio” (1946) di Edmund Gouilding e “La fiera delle illusione”, entrambi diretti da Edmund Gouilding (in quest’ultimo, offre la sua prova d’attore meglio riuscita nella sua carriera). Nei primi anni Cinquanta recita in “L’uomo dell’Est” (1951), “Corriere diplomatico” (1952), “L’avventuriero della Louisiana” (1953). Nel 1955 è il protagonista di film “La lunga linea grigia”, diretto da John Ford, nel ruolo di Marty Maher, un immigrato irlandese che ha vissuto tutta la sua vita come addestratore dei cadetti dell’Accademia militare di West Point. L’anno dopo gira “Incantesimo” di George Sidney, al fianco di Kim Novak: è la biografia del pianista e direttore e d’orchestra statunitense Eddie Duchan.

Nel 1958 sposa la terza moglie Deborah Ann Montgomery Minardos, ma a Madrid pochi mesi dopo, il 15 novembre, sul set di “Salomone e la regina di Saba”, un film diretto da King Vidor, mentre sta girando una scena di duello con il collega George Sanders, è colpito da un infarto e mentre in ambulanza va verso l’ospedale si spegne a soli 44 anni. Sarà poi sostituito nel film set da Yul Brynner. Per i suoi fan è un duro colpo. Poco dopo, il 22 gennaio 1959, nasce il suo terzo figlio,  Tyron William, che seguendo le tradizioni di famiglia, diventerà attore.

Tyron Power, il bel tenebroso, l’eroe romantico protagonista di tanti film, è per molti critici e studiosi un divo che Hollywood non ha mai saputo valorizzare in pieno. Uomo colto, gentile ed educato nella vita privata, non ha mai avuto la soddisfazione di vincere un Oscar, ma neanche di conquistare una nomination. Il personaggio di Zorro, eroe invincibile e spadaccino provetto, scaturito dalla penna di Johnston McCulley, che lui interpreta nel film Il segno di Zorro” (1940) per la regia di Rouben Mamoulian, è considerato (dopo l’omonimo film del 1920 di Fred Niblo, interpretato da un’altra leggenda di Hollywood, Douglas Fairbanks), un classico della storia del cinema. Il coraggioso difensore dei più deboli sarà poi interpretato da star del calibro di Alan Delon e Antonio Banderas. Ma lo Zorro di Tyron Power rimane sul grande schermo un modello inimitabile.

Un’altra sua interpretazione indimenticabile è “Sangue e arena”, tratto dal celebre romanzo di Vicente Blasco Ibáňez (1941) con la regia ancora di Rouben Mamoulian, dove l’attore veste i panni del torero Gallardo. La pellicola è il remake del film omonimo del 1922, diretto ancora da Fred Niblo e noto per il magnetismo del protagonista, il mitico Rodolfo Valentino. Tra le altre sue interpretazioni si ricordano “Suez” (1938) di Allan Dwan, incentrato sul personaggio reale del diplomatico francese Ferdinand de Lesseps, che aveva concepito e poi realizzato il canale di Suez e “Il filo del rasoio” (1946), dal romanzo di William Somerset Maugham per la regia di Edmund Gouding. Il suo personaggio è quello di un uomo romantico di nome Larry Darrell, che insegue se stesso spostandosi da Parigi al Tibet. Uno degli ultimi film della sua carriera è “Il sole sorgerà ancora” (1957) diretto da Henry King e tratto dal romanzo “Fiesta” di Ernest Hemingway. Sarò proprio il grande romanziere a volere l’attore nei panni di Jake Barnes, un reporter americano che dopo la Prima Guerra mondiale decide di vivere a Parigi.

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Linda Christian

Linda Christian, la bella messicana

Nata a Tampico, Messico, il 13 novembre 1923, Linda Christian, il cui vero nome è Blanca Rosa Henrietta Stella Welter Vorhauser, è di origine olandese, tedesca, francese e spagnola e ancora giovanissima conosce il divo Errol Flynn che la convince a fare un provino cinematografico per la Metro-Goldwyn-Mayer. La giovane e inesperta attrice viene subito messa sotto contratto per sette anni. Il suo esordio del 1944 nel film “Come vinsi la guerra”, mette in risalto la sua prorompente bellezza. Poi recita in alcune grosse produzioni hollywoodiane ed europee quali “Il delfino verde” (1947), “Tempo felice” (1952) e più tardi, nel 1963, è nel cast del kolossal “International Hotel” (1963) insieme a Liz Taylor e Richard Burton. Nel 1954 è in “Tarzan e le sirene”, l’ultima apparizione di Johnny Weissmuller nel ruolo di Tarzan. Il personaggio che lei interpretata che le fa conquistare molta popolarità. Nello stesso anno è scelta per l’adattamento televisivo di “Casino Royale” (otto anni prima di Ursula Andrews), nel ruolo della prima Bond girl della storia del cinema.

Dopo il divorzio da Tyron Power (avrà un altro matrimonio con l’attore inglese Edmund Purdom, durato dal 1962 al 1963), negli anni Sessanta si trasferisce in Italia, dove prende parte a diverse commedie e soprattutto ai celebri “musicarelli” di grandissimo successo (un fortunato sotto-genere cinematografico italiano in voga dagli anni ’50 agli anni ’70), quali “Nel sole” (1967), “L’oro del mondo” (1968) insieme a sua figlia Romina Power e a suo marito, il cantante Al Bano. La sua ultima apparizione davanti alla macchina da presa è nel film televisivo “Cambiamento d’aria” (1988). Poco dopo il suo divorzio da Power, ha intrecciato una relazione sentimentale con il pilota della Ferrari Alfonso de Portago, morto drammaticamente in un incidente nel corso della Mille Miglia. Donna colta e di grande personalità, Linda dipinge e diviene anche la modella preferita dal pittore Diego Rivera. Molto legata ai suoi numerosi nipoti, che lei ama dipingere, muore dopo una lunga malattia il 22 luglio 2011 nella sua casa di Palm Spring in California, assistita dalla figlia Romina con cui si era riconciliata dopo anni di incomprensioni.

Belli e fotogenici nelle foto e dei filmati dell’epoca, Tyron Power e Linda Christian, inginocchiati davanti al sacerdote nella Basilica di Santa Francesca Romana a Roma, sono stati i protagonisti del “matrimonio del secolo”, il primo grande evento mediatico e mondano dell’Italia del dopoguerra che grazie, anche l’abito da sposa, ha consacrato la moda italiana in tutto il mondo.

 

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Linda Christian e la figlia Romina Power