UL Safety Index, un indice per misurare la sicurezza nel mondo e alimentarne la cultura

Pubblicato il 6 novembre 2018 in , , da redazione grey-panthers
sicurezza

Quanto è sicura la popolazione mondiale mentre svolge le attività quotidiane? A porsi la domanda è stata Underwriters Laboratories, un’organizzazione impegnata nella promozione della public safety. Ha analizzato in tema di sicurezza 187 nazioni: il risultato dello studio si chiama UL Safety Index, un progetto basato su algoritmi nel quale la sicurezza di un paese è stata calcolata su 3 indicatori misurabili. “Institutions and Resources”, come per esempio l’istruzione, la tecnologia e la governance; “Safety Frameworks”, normative vigenti e regolamentazioni, e infine “Safety Outcomes”, ossia i risultati ottenuti dalle nazioni a seguito delle politiche approntate in tema di safety. Si ottiene così un indicatore nazionale, focalizzato solo sulle lesioni involontarie, dal quale sono quindi esclusi i crimini e il terrorismo.

L’Italia con i suoi 84 punti si colloca al 26° posto rispetto alle 187 nazioni del mondo analizzate, anche se, rispetto agli altri stati europei siamo a metà classifica davanti solo a Grecia e ai paesi dell’Est Europa. Dietro ovviamente all’Olanda, in cima al podio con 94 punti: a spingere verso il basso l’Italia è l’indicatore Institutions & Resources fermo a 70 punti. Da rivedere quindi la bassa adozione di tecnologie del nostro Paese: un monito per Governo, istituzioni ed Enti pubblici. A loro la facoltà di utilizzare i dati scientifici del progetto per stabilire priorità e adottare interventi programmatici in ottica di sicurezza. I 63 punti nell’indicatore delle Cadute Involontarie, infine, ha spinto UL ad approfondire la questione della terza età in Italia. UL Safety Index ha identificato, infatti, un consistente aumento nel tasso di lesioni involontarie fra gli anziani a causa di cadute accidentali e incendi domestici. Secondo Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani una delle cause è da registrare “nella bassa scolarizzazione degli over 65 che sottovalutano l’importanza di adottare semplici strumenti di tutela negli ambienti domestici, tra cui rilevatori antifumo o sensori salvavita”.

UL Safety Index

Quest’anno, l’Italia ha registrato più di 20mila morti causate da diversi tipi di incidenti non intenzionali. “Ognuno di questi decessi e molte altre lesioni si possono prevenire attraverso la comprensione dei dati e la costruzione di una cultura della sicurezza” ha dichiarato David Wroth, Director, Data Science – Underwriters Laboratories. “La nostra missione è contribuire al progresso di una vita e ambienti lavorativi sicuri per i cittadini italiani e a livello mondiale e promuovere il dibattito in tema di salute pubblica e sicurezza.” Secondo UL “la sicurezza è l’interazione di persone e pericoli, amplificati o mitigati dall’assenza o presenza di fattori socio economici e framework attuati in materia di protezione”. Questa definizione garantisce una certa linearità all’algoritmo calcolato come un’aggregazione relativamente semplice di 16 indicatori. I risultati sono rappresentati da una funzione dell’interazione tra persone e pericoli, amplificati o mitigati da risorse, infrastrutture, comportamenti, framework e culture. La formula, nello specifico, assicura il punteggio più alto ai Paesi che registrano buoni risultati su tutti i driver. Infine, dato che non tutti gli aspetti della sicurezza sono misurabili, UL include nel calcolo la misurazione definitiva della sicurezza cioè il tasso di lesioni e morti causate da incidenti involontari. UL Safety Index è basato su dati provenienti da fonti conosciute e affidabili come la Banca Mondiale, le Nazioni Unite o l’Institute for Health Metrics and Evaluetion.

 

 

 

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