Smart City: green energy not NIMBY….che vuol dire?

Giorni fa mi è capitato di leggere la frase “Smart City: green energy not NIMBY” in un articolo divulgativo di un settimanale d’informazione. L’Accademia della Crusca non mi annovera tra i più strenui difensori della lingua italiana, ma talvolta mi chiedo se sono io fuori del mondo reale della comunicazione e dell’informazione.

A questo punto penso possa essere utile “decifrare” queste parole fornendo chiarimenti su concetti e fatti cui queste parole si riferiscono. Ovviamente la vostra partecipazione, soprattutto con commenti e domande, mi sarà utile per migliorare i contenuti delle chiaccherate e per chiarire dubbi non solo linguistici.

Cominciamo con la parola “SMART”. In origine in inglese aveva il significato di “elegante, ben vestito”. Nel tempo questa parola è passata a qualificare cose e fatti come intelligenti, ben progettati ed utili. Oggi, come capita alle parole semplici ed immediate, dell’aggettivo SMART si fa largo uso e spesso abuso. Non so trovare una parola italiana altrettanto semplice ed immediata e suggerisco di contentarci di aver capito il concetto e di verificare se, caso per caso, l’uso dell’attributo SMART sia giusto o sia una …licenza pubblicitaria! Riguardo le Città il significato è molto più complesso ed in prima approssimazione potremo definire la Smart City una città progettata per sfruttare al meglio tutte le possibilità che la tecnica ed il progresso mettono a disposizione per facilitare la vita dei cittadini senza turbare eccessivamente l’equilibrio che deve esserci tra la vita dell’uomo e la natura in cui vive.

Nel mondo della progettazione americano una soluzione è SMART quando ha le seguenti caratteristiche: Specific (specifica,cioè adatta allo scopo); Measurable (Misurabile, cioè definita esattamente), Achievable (Realizzabile); Relevant (di Rilevante valore rispetto al contesto); Time-bound (con Tempificazioni ben definite).

Molto simile a SMART, nell’uso e nel significato è la parola GREEN che in origine indicava soltanto il colore Verde, ma che ora vorrebbe indicare tutto ciò che non turba l’equilibrio naturale della Terra. Spesso GREEN viene usato con il valore di ECOLOGICO …dal punto di vista della comunicazione è chiaro che una breve parolina inglese è molto più immediata di una lunga parola italiana. Nel caso dell’energia sono qualificate GREEN quelle forme di produzione di energia che non inquinano, ma anche in questo caso occorre fare molta attenzione. Per es. è vero che i pannelli solari producono energia elettrica semplicemente captando la luce  del sole, ma, come nella favola, non tutto quello che brilla è un diamante. Infatti per un buon funzionamento, il pannello solare deve essere costruito ed il processo di costruzione e montaggio ha molti passaggi non proprio ecologici perchè produce anche una buona quantità di scorie, poi deve essere mantenuto pulito per non perdere la sua efficienza e per far questo non basta un pannicello umido, infine la sua durata non è infinita perché sono soggetti a tutti i fattori ambientali che li degradano in qualche anno. Tutti questi fattori rendono un po’ meno green questa produzione.

Infine passiamo all’acronimo NIMBY. Las lingua inglese è popolata di parole che racchiudono un lungo concetto in una parolina talvolta inventata: SMART è un esempio. NIMBY  indica un atteggiamento umano molto egoistico quando si parla di una soluzione che, anche se utile per tutti è importante che non sia NIMBY cioè “Not In My Backyard”, “Non nel mio giardinetto”. Non credo servano molte spiegazioni quando pensiamo ad impianti di riciclo dei rifiuti per la produzione di energia o, e qui scatenerò una sicura reazione totale, quando si parla di impianti di produzione di energia nucleare. Nessuno vuole rinunciare al frigorifero o allo scaldabagno, ma l’impianto di produzione, possibilmente green, deve esser NIMBY, non vicino alla mia casa!

Ma continueremo il discorso un’altra volta!

Attilio A. Romita: il mio anno di nascita, 1938, coincide con la nascita di Z1, il primo vero Elaboratore Elettronico programmabile, realizzato dall’ing. Tedesco KonradZuse (1910-1995). Ventisette anni dopo, nel 1965 ho iniziato a trafficare con bit e byte. Mi sono occupato di grandi calcolatori e reti di medi e piccoli macchine. Ho scritto programmi, disegnato procedure e progettato soluzioni per assicurazioni, banche, telemedicina, telco. Mi sono occupato di organizzazione, marketing e controllo di gestione ed ho coordinato progetti europei. La mia carriera di dipendente è terminata nel 2003 ed è iniziata la mia carriera di consulente durante la quale ho tentato di aiutare gli altri ad utilizzare le molte nozioni ed esperienze raccolte in tanti settori diversi dello ICT (Information Communication Tecnology) Roma Aeroporto Fiumicino
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