Con Bucking Fastard, Werner Herzog torna a esplorare i territori nei quali realtà, leggenda e natura si fondono fino a diventare indistinguibili. Interpretato da Kate Mara e Rooney Mara, il nuovo film di Werner Herzog intreccia realtà e immaginazione in un racconto che conferma il suo sguardo visionario sull’essere umano e sul desiderio di libertà
BUCKING FASTARD
Regia di Werner Herzog
Ci sono persone che attraversano la vita cercando di assomigliare agli altri. E ce ne sono altre che, proprio perché non riescono a farlo, finiscono per insegnarci un modo diverso di guardare il mondo.
Il cinema di Werner Herzog è sempre stato popolato da uomini e donne così: personaggi che vivono ai margini, spesso considerati eccentrici o incomprensibili, ma capaci di rivelare qualcosa di essenziale sulla natura umana.
Al centro del film ci sono due sorelle, interpretate da Kate Mara e Rooney Mara, unite da un legame così profondo da sembrare inseparabili. Vivono lontane dalle convenzioni, seguono ritmi propri, affrontano la realtà con uno sguardo che spesso gli altri faticano a comprendere.
Ma Herzog non è interessato a raccontare la diversità come un caso clinico o come un’eccezione. Gli interessa piuttosto domandarsi che cosa significhi essere davvero “normali”. È una domanda che attraversa tutta la sua opera.
Da Aguirre, furore di Dio a Fitzcarraldo, da Grizzly Man a Cave of Forgotten Dreams, Herzog ha sempre cercato personaggi che sfidano i limiti imposti dalla società, dalla natura o da sé stessi. Figure che sembrano inseguire qualcosa di impossibile e che, proprio per questo, finiscono per raccontare meglio di chiunque altro il desiderio umano di libertà.
Anche in Bucking Fastard Herzog prosegue la sua ricerca cinematografica, nella quale realtà, immaginazione e riflessione esistenziale sembrano dialogare continuamente. Alcuni episodi sembrano appartenere alla cronaca, altri assumono il tono della leggenda. Herzog non si preoccupa di tracciare un confine preciso fra ciò che è reale e ciò che è simbolico. Preferisce lasciare allo spettatore il piacere dell’interpretazione.
Accanto alle protagoniste figurano Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, in un cast internazionale che conferma l’ambizione del progetto. Tutti, in modi diversi, cercano di comprendere un mistero che forse non può essere completamente spiegato.
Con il passare degli anni impariamo tutti che la vita raramente segue il percorso che avevamo immaginato. Le persone più interessanti che incontriamo sono spesso quelle che hanno avuto il coraggio di vivere fuori dagli schemi, accettando di apparire diverse pur di restare fedeli a sé stesse. Herzog sembra dirci proprio questo. La vera ricchezza dell’esistenza non consiste nell’assomigliare agli altri.
Consiste nell’avere il coraggio di custodire la propria unicità. Anche quando il mondo fatica a comprenderla.
Per temi e suggestioni, Bucking Fastard sembra inserirsi con coerenza nel percorso artistico di Werner Herzog, autore che da decenni trasforma ogni racconto in una riflessione sull’uomo e sul suo rapporto con il mondo.
Fra le opere in concorso alla Mostra di Venezia, questo è probabilmente il film che più invita lo spettatore ad abbandonare le certezze e a lasciarsi guidare dalla meraviglia. Perché, come il cinema di Werner Herzog ci ricorda da oltre cinquant’anni, non tutto ciò che conta può essere spiegato.
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